Autore: VARI
Liste: ORGANICI AL SITO
Categorie: Testimonianze
Tag: #today, veterani-reduciIN MEMORIA
Un omaggio per ricordare le persone che ci hanno raccontato le loro esperienze e della cui compagnia e amicizia abbiamo goduto.
Roberto Molle, Costantino Jadecola, Joseph Kleyn, Herbert Fries, Robert Frettlöhr, Giovanni Tatoni, Bill Hawkins, Hermann Rapp, Carlo de Carlo, Vittorio Bonamore, Tony Kingsmill, Edward Hill Thomas, Douglas Earle Lyne, Michael Gibson Horrocks, Gianni Recchi, Leone Orioli, Amedeo Della Rosa, Rudolf Valentin, Ferdinand Foltin.
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14 maggio 2025
Roberto Molle
Ricercatore ed infaticabile divulgatore degli accadimenti bellici che interessarono il territorio del basso Lazio nel corso della seconda guerra mondiale.
E' stato il fondatore e presidente dell'Associazione Battaglia di Cassino - Centro studi e ricerche, tramite la quale ha dato vita all'iniziativa "4 Passi sulla Gustav" e
a altri numerosi eventi commemorativi e celebrativi. Era dotato di un'umanità e disponibilità non comuni, nei confronti sia dei Testimoni locali sia dei numerosi Veterani
accolti negli anni.
Con lui l'intero territorio del Cassinate perde una grande risorsa, io ho perso un Amico.
Ciao Roberto, grazie e arrivederci.

Maggio 2023
Costantino Jadecola
Grande conoscitore della storia del Cassinate e autore di numerosi libri sulle vicende che hanno interessato questa parte d'Italia, Costantino lascia un grande vuoto, era un amico e seguiva con interesse da tempo il nostro sito.
Ciao Costantino, non ti dimenticheremo e grazie di tutto.
Novembre 2014
Joseph Kleyn
Joseph (Jupp) Kleyn
* 16.04.1921
+ 30.11.2014
Tenente del Battaglione Pionieri della 1a Divisione Paracadutisti; aveva combattuto in Sicilia, Abruzzo, Ortona, Cassino poi sulla linea Gotica fino alla fine
della guerra.
Sempre presente alle manifestazioni in ricordo degli avvenimenti della Battaglia di Cassino, era il Presidente dell’Associazione Veterani Paracadutisti Tedeschi.
Gennaio 2014
Herber Fries
Gefreiter Herbert Fries
* 01.03.1925 Waldmühlen / Westerwald
+ 06.01.2014 Rennerod-Emmerichenhain / Westerwald
RK 05.09.1944 as Geschützführer 2./Fallschirm-Panzer-Jäger Abteilung 1
Un altro pezzo di storia legato alle truppe paracadutiste tedesche che hanno combattuto a Cassino se ne è andato. La sua vicenda bellica è in parte raccontata su questo sito.
Gefreiter (caporale) Herbert Fries, il più giovane Cavaliere della Croce di Ferro della seconda guerra mondiale, conferitagli il 5 settembre 1944. Faceva parte del 2./Fallschirm-Panzer-Jäger Abteilung 1 ed i giorni 21 e 23 maggio 1944 si trovava in una torretta di Panther in Piedimonte S.Germano.
13/03/2006 | richieste: 10869 | ROBERTO MOLLE
ARTICLES IN ENGLISH | Spigolature | #maggio 1944, germania, pantherturm, piedimonte-san-germano, protagonisti
Gennaio 2014
Robert Frettlöhr
Se ne è andato un'altro dei veterani tedeschi, tra i più conosciuti anche a seguito delle numerose partecipazioni a interviste, documentari e
commemorazioni della battaglia. Inquadrato nei pionieri della I Divisione Paracadutisti, prende parte agli scontri sulla costa adriatica e in seguito
viene trasferito a Cassino dove, rimasto ferito il 17 maggio 1944, viene fatto prigioniero dai polacchi che occupano l'Abbazia.
Trascorre un periodo di prigionia prima negli USA poi in Belgio ed infine in Inghilterra dove si sposa e si stabilisce nel 1950.
Agosto 2013
Giovanni Tatoni
Con la dipartita del'avv. Giovanni Tatoni se ne va un altro pezzo di storia della guerra di liberazione, del secondo Risorgimento italiano.
Li ricordo uno a uno gli amici combattenti, come ricordo il loro slancio d'amore per i luoghi della battaglia e per Mignano Monte Lungo che hanno
avuto sempre nel cuore, come ricordo la loro commozione nel visistare i commilitoni caduti sul campo di battaglia. Piango la scomparsa di una
persona speciale, di uno straordinario combattente per la libertà.
Giacomo de Luca
Aprile 2012
Bill Hawkins
Bill Hawkins era uno dei simboli dei Veterani di Cassino e in particolare del I Battaglione 4° Reggimento "Essex" con il quale partecipò agli attacchi al
"Castello" e alla "Collina del Boia" nel marzo 1944.
Le testimonianze dei reduci ci hanno spesso offerto scenari tristi e desolati in cui la distruzione, la morte e l’odio albergavano ancora nella loro mente, spingendoli in diverse occasioni a descrivere il nemico come una bestia senza cuore incapace di provare dei sentimenti. Fortunatamente non sempre è così...
20/11/2004 | richieste: 4999 | LUIGI GRIMALDI
Testimonianze | #today, veterani-reduci
ROCCA JANULA - 21 SETTEMBRE 2006
Cronaca della cerimonia svoltasi a Cassino il 21 settembre 2006 per l'apposizione di una targa in memoria dei caduti del I Battaglione 4° Reggimento "Essex".
26/09/2006 | richieste: 8711 | ROBERTO MOLLE
ARTICLES IN ENGLISH | Cronache | #today, commemorazioni, monumenti, rocca-janula
Novembre 2011
Hermann Rapp
E' mancato Hermann Rapp (estate 2011), uno dei più conosciuti veterani di Cassino. Fu inquadrato nel Hoch-Gebirgsjäger-Bataillon 4; sul fronte di Cassino
combattè a Colle S.Angelo, quota 575 ed infine a Pizzo Corno.
Chi ha partecipato negli anni alla manifestazione che ogni anno, al 19 maggio, si tiene su Colle Abate nel comune di Terelle, lo ricorderà benissimo;
dignitoso e composto con il suo cappello da alpino e la giacca austriaca. Sempre cordiale e cortese con chi gli si avvicinasse, sempre pronto nel
rispondere alle domande che immancabilmente gli venivano poste.
Portava sul cappello e sulla giacca i simboli degli altri corpi alpini; oltre all’Edelweiss tedesco, la piuma degli alpini italiani, il distintivo
della 10ª divisione da montagna americana.
La fotografia lo ritrae proprio a Colle Abate durante la partecipazione alla cerimonia: assorto nel ricordo dei compagni caduti e dei terribili
eventi che visse, con il sole che tramontando gli illumina il viso.
Partecipava anche alle commemorazioni negli altri cimiteri di guerra a Cassino, per rendere omaggio ai nemici di un tempo.
Caro Hermann il prossimo 19 maggio ti cercherò con lo sguardo a Colle Abate e sono sicuro che ancora riuscirò a vederti.
Roberto Molle
Marzo 2011
Carlo de Carlo
Siamo arrivati al momento del commiato, caro Dottore, ed è inutile prenderla con toni che a Lei in primis non piacerebbero, Lei che tanto spesso ci
scherzava su e la metteva a ridere, come Suo costume. Ci salutiamo con la tristezza da parte mia di non averLa più come punto di riferimento e
sicura fonte di giudizi assennati, analisi approfondite di fatti e misfatti, osservatore acuto e sagace di eventi vicini e lontani. Cerco di
ricordare una qualche occasione in cui l’ho trovata dubbiosa o incerta nell’esprimere un giudizio o nel raccontare un evento, ed in quasi vent’anni
me ne vengono in mente assai poche!
La sua innata curiosità accoppiata ad una ferrea disciplina lavorativa Le aveva permesso di creare un archivio di conoscenze a tutto tondo che
spesso lasciava sbigottiti, tanto la cosa è inusuale o meglio incredibile. Ci voleva un po’ di tempo per realizzare quale tipo d’uomo Lei fosse.
Quando io l’ho fatto, mi sono sfacciatamente incollato a Lei nell’ egoistica speranza di imparare qualcosa e fare del mio cervello uno strumento
pensante, ma con quali risultati pudicamente mi astengo dal dire.
Le devo molto, mi aggiungo in coda alla folta schiera che può dire altrettanto.
Chiedeva tanto, a chi La frequentava, ma era anche pronto a dare tutto Se stesso quando occorreva, ed anche quando non occorreva. Perché era un
uomo generoso, severo ma generoso.
La saluto però anche con la consapevolezza di aver perso un affetto grande, che non esito a definire paterno. Quante volte ha sostituito quel
commilitone, conosciuto in gioventù indossando gli alamari cremisi e con cui ha condiviso un pezzo della peggior storia d’Italia vivendo vicende
terribili e gloriose, venuto a mancare qualche anno fa. Io ho sentito quel calore, Dottore.
Quanto Le deve l’Associazione Reduci del LI° Btg. AUC “Montelungo 1943”? Tantissimo. Negli ultimi anni, da quando Si è impegnato in prima persona,
è stato promotore di innumerevoli iniziative volte a preservare il ricordo, ad approfondire i fatti, a bastonare chi negava o solo obliava gli
avvenimenti del Secondo Risorgimento. Le Sue lettere dai toni più variegati sono arrivate sui tavoli di politici e giornalisti di primo piano, con
il Presidente della Repubblica è riuscito persino a farsi riconoscere in mezza alla folla, senza averlo mai incontrato prima di persona, in virtù
della corrispondenza scambiata. Lei era capace di questo.
Con la lucidità che l’ha sempre contraddistinta, aveva da alcuni mesi propugnato un ricambio ai vertici dell’Associazione, un trapasso dolce
delle cariche verso alcuni esponenti della generazione successiva, forze fresche. Uno degli ultimi lavori che ha preparato fin nei minimi particolari
è stato proprio questo, lasciando tutte le carte ordinate, rigorosamente catalogate, amorevolmente pronte a cambiar mano. L’ultimo regalo di un
Uomo eccezionale.
E quale miglior chiusura ci può essere se non il grido con cui il Suo grande amico, il Gen. Federico Marzollo, ha terminato nella chiesa gremita
di gente un ricordo personale di quasi 70 anni di amicizia?
"ONORE A TE, CARLO!!!"
Paolo Farinosi – L’Aquila
Dicembre 2010
Vittorio Bonamore
Nato a Bergamo l’1/6/1923, Vittorio Bonamore era nel 1943 un giovane ufficiale imbarcato su un cacciatorpediniere della Regia Marina, preda bellica
francese. Dopo l’8 settembre egli come molti altri si offrì volontario per riprendere le armi nel ricostituito Reggimento San Marco, rispondendo alla
chiamata del Re e della Patria in cui fermamente credeva. Fu incorporato nel primo battaglione pronto per il fronte, il battaglione “Bafile”, e con
esso giunse a Valvori il 9 aprile 1944. Rimase sul fronte di Cassino, nell’alta valle del Rapido, per cinquanta giorni alternandosi fra Valvori,
la valle dell’Ancina ed il Mulino del Vado. Venne ferito da un colpo di mortaio e all’ospedale inglese gli venne estratta una scheggia da una coscia,
con tecniche radioscopiche per quei tempi molto avanzate. Nella valle del Rapido (o meglio “a Cassino” come i reduci del Reggimento erano abituati a
dire) ebbe il comando di un plotone e visse momenti di grande tensione che ricordò poi per tutta la vita. Dopo lo sfondamento della linea Gustav
risalì la penisola assieme al suo Reggimento riuscendo infine, a guerra ormai finita, a tornare in Alto Adige dove prima della guerra risiedeva
con la famiglia e dove, per una fortunata coincidenza, il San Marco si stabilì per diversi mesi con compiti di sorveglianza e di mantenimento
dell’ordine pubblico. Fra i suoi ricordi di quel breve periodo post-bellico narrava di come avesse introdotto all’alpinismo il coraggioso
comandante del Bafile, il Capitano di Corvetta Eugenio Manca di Villahermosa, di cui ebbe sempre un ricordo molto positivo. Ritornato alla
vita civile fu dirigente della RAI e coltivò la passione per il mare e per l’archeologia. Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel 2009 grazie
al sito “Dal Volturno a Cassino” dove egli, con l’aiuto della figlia Silvia, aveva scoperto notizie di mio padre, Armando Balestrino, che aveva
conosciuto a Cassino e che ricordava distintamente. Mi ha concesso l’onore ed il piacere di accompagnarmi a Valvori, a Vallerotonda e all’Ancina
e di narrarmi, di persona e nel corso di lunghe telefonate, diverse vicende che lo videro protagonista col San Marco fra quelle montagne. Mi
aveva generosamente proposto di ripercorrere con me anche il resto dell’itinerario del San Marco lungo la Penisola, ma sul finire del 2009,
appena tre mesi dopo il nostro ultimo incontro, cadde ammalato improvvisamente e gravemente, e nella notte fra il 15 e il 16 dicembre 2010 ci ha
lasciato. Lo ricordo come una persona franca, generosa, tenace, dall’intelligenza brillante e dalla memoria vivissima. Ora si è ricongiunto con il
suo amico fraterno Augusto Cesare Albanesi, di cui trasportò il corpo senza vita dalla postazione montuosa dove era caduto fino al Comando a Valvori,
con il Capitano Manca e con gli altri suoi compagni di allora. Ci ha lasciato i suoi ricordi, che mi riprometto di condividere al più presto con gli
amici di questo sito, e la responsabilità di non dimenticarli.
Maurizio Balestrino
Maggio 2010
Tony Kingsmill
KINGSMILL, H.A.G. (Tony) P.Eng, MC January 22, 1920 - May 19, 2010
After a wonderful 90 years of truly great living, we're sad to announce that Hugh Anthony Gault (Tony) Kingsmill passed away peacefully on May 19th,
surrounded by his loving family. Tony was born in Toronto, one of four brothers, who have predeceased him. He attended Upper Canada College, and
then graduated from U of T in Chemical Engineering in 1941. After a short stint with Alcan in Arvida, Quebec, where he met the love of his life Tee,
he went overseas in 1942 with the Royal Canadian Electrical and Mechanical Engineers, attached to the 14th Canadian Armoured Regiment (Calgary
Tank Regiment). He landed in Sicily and fought through Italy and Holland. He was decorated with the Military Cross for his ingenuity in designing
a bridge system (the Kingsmill Bridge) near Cassino, Italy. After returning from the war, Tony married Tee, and they settled in Montreal. Tony
rejoined Alcan and spent 27 dedicated years working in many interesting positions. In 1967, work moved his family to the west coast. Tony fell in
love with the ocean and mountains. For a keen sailor, skier and fisherman, BC was a perfect fit and he never looked back. Tony spent many happy years
skiing in Whistler and cruising the coast with family and friends. He will be greatly missed by Tee, his beloved wife of 65 years, his two children,
Judy and Michael, grandchildren Caroline, Katie, Peter and great-granddaughter, Charlotte and all of his extended family and close friends. We have
all been blessed to have known Tony and our lives have been so enriched by knowing this kind and gentle man.
Here's to our hero Tony!
Join us for a Celebration of Tony's life at the Royal Vancouver Yacht Club, 3811 Point Grey Road, Friday, May 28th at 4pm.
In lieu of flowers, please consider a donation to the Red Cross or a charity of your choice.
Published in the Vancouver Sun and/or The Province from 5/22/2010 - 5/25/2010
THE KINGSMILL BRIDGE (12 MAGGIO 1944 - 2007)
Commemorazione degli eventi del 12 maggio 1944 in prossimità del fiume Gari e posa di una targa a ricordo della ingegnosità di un geniere canadese: Anthony Kingsmill.
17/05/2007 | richieste: 4286 | ROBERTO MOLLE
Cronache | #today, canada, commemorazioni, monumenti
Maggio 2010
Edward Hill Thomas
General Edward Hill Thomas is no longer with us. The Honorary President of the Cassino Battle Association has left us. On December 3rd 2003, in
Mignano Montelungo, we awarded him the appointment with the following motivation: "An Officer of the First Special Service Force, a combatant on
Mount La Difensa, where he was wounded on December 4th 1943, a combatant on the Anzio Beachhead, from January to May 1944, liberator of Artena and
among the first to enter Rome at the head of his unit, 1st Batalion, 2nd Regimenti, FSSF, on June 4th 1944".
In all those who had the fortune to know
him remains the memory of a frank person, nobel and straight at heart; friendly and polite in his manners, he was endowed with an absolute
disposition to listening to others and to recounting what he witnessed during the war. The afternoon spent eating cherries in Artena and remembering
the hard fighting to liberate the town will remain unforgettable. He was certainly among the most popular and most interviewed American veterans.
He was a protagonist of the tough combat experienced by the First Special Service Force in the Italian campaign: first the taking of Mount La
Difensa, then the Anzio Beachhead, finally the conquest of Rome. His last trip to Italy was in 2004, when we met him on May 29th at the Memorial
Day Ceremony in Nettuno. Farewell General, we will all miss you very much. Paraphrasing the leaflet the men of the FSSF used to leave on the enemy
after an attack....the best is yet to come.
Il Generale Edward Hill Thomas non è più con noi. Il Presidente Onorario della Associazione onlus Battaglia di Cassino ci ha lasciati. Il 3 dicembre 2003,
in Mignano Montelungo, lo avevamo insignito della carica, con la seguente motivazione “Ufficiale della First Special Service Force,
combattente su Monte La Difensa, dove venne ferito il 4 dicembre 1943, combattente della testa di ponte di Anzio, dal gennaio al maggio 1944,
liberatore di Artena e ancora tra i primi ad entrare in Roma alla testa della sua unità, il 4 giugno 1944, il I Battaglione, Secondo Reggimento, FSSF”.
In tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, rimane vivo il ricordo di una persona schietta, di animo nobile e diretto; con modi gentili
ed affabili; una assoluta disponibilità ad ascoltare ed a raccontare ciò che avvenne durante gli eventi bellici. Indimenticabile il pomeriggio passato ad Artena
a mangiare ciliegie, ricordando i duri combattimenti per la liberazione della città. Era certamente tra i veterani americani più conosciuti ed
intervistati. Testimone diretto dei duri combattimenti sostenuti dalla First Special Service Force durante la campagna d’Italia: la
conquista di Monte La Difensa, la testa di ponte di Anzio, infine la conquista di Roma. L’ultimo viaggio in Italia avvenne nel 2004, dove lo incontrammo il 29 maggio
al Memorial Day di Anzio. Ciao Generale, mancherai molto a tutti noi. Parafrasando il messaggio che gli uomini della FSSF lasciavano al nemico dopo
un attacco.... il meglio deve ancora venire.
Roberto Molle
Il generale Edward Hill Thomas ritorna sui luoghi della battaglia per lo sfondamento della linea difensiva di Anzio.
03/06/2002 | richieste: 4371 | ROBERTO MOLLE
Cronache | #today, artena
PRESIDENZA ONORARIA AL GENERALE EDWARD HILL THOMAS
Con una semplice cerimonia, Roberto Molle conferisce al generale Thomas la presidenza onoraria dell'Associazione.
09/12/2003 | richieste: 3875 | ROBERTO MOLLE
Cronache | #today, protagonisti
Gennaio 2010
Douglas Earle Lyne
Douglas Earle Lyne, Gunner, Royal Artillery, from Alamein, through Cassino to the liberation of Rome.
It was a privilege to know and work with Douglas in recent years. His generosity of spirit and warm hospitality will remain with me and all those
who knew him.
His passion for his work, together with his awareness of his own human frailties, saw him grooming the "next generation" to carry on his work of
reconciliation and remembrance. He has passed on to us not only his goals, but also the challenge of working with as much dignity, understanding
and vast knowledge of the human condition as he commanded. His attention to detail, wide net-working and determined belief that we will find the
path to peace leaves us with a model to follow.
Author Albert Pine put it so well: What we do for ourselves dies with us. What we do for others and the world remains and is immortal.
Douglas, your work will continue; you have passed the torch that you carried into many far-reaching hands.
Kay de Lautour Scott
Pensando a Douglas Lyne mi tornano alla mente tre episodi: una passeggiata che facemmo nel 2005 in "jeep" sul Monte Cerasuolo e sul Monte Ornito, luoghi
che lo videro combattere nei primi mesi del 1944; la cerimonia al cimitero del Commonwealth nel maggio 2004, durante al quale portò una corona di fiori, in nome
dell’Associazione Veterani d’Europa che presiedeva, sulla tomba di William Doyle (vedi articolo n.d.r.). Infine ricordo due anni fa, al Cimitero del Commonwealth di Cassino, camminava silenzioso in mezzo alle tombe, con lo
sguardo nascosto dagli occhiali da sole; ad un tratto si fermò e mi chiamò vicino a sé. Con un filo di voce mi disse: "lo sai Roberto cos’è che mi
rattrista di più in questo momento? Pensare a quanti di questi giovani sono morti senza aver mai conosciuto l’amore".
Davvero un pensiero ed un sentimento di una grande persona come era Douglas Lyne.
Roberto Molle
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