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Ricordi del tempo di guerra - IL PANTHER CON LA FASCINA
Data: 17-03-2001Autore: ROBERTO MOLLECategorie: RicercheTag: armi-equipaggiamenti, germania, roccasecca, tank

Ricordi del tempo di guerra

IL PANTHER CON LA FASCINA

Con questo articolo inizio la mia collaborazione con la prestigiosa testata dell'Eco di Roccasecca, dopo esserne stato sin dall'inizio un attento lettore. Ebbene, i miei articoli verteranno principalmente su aspetti inediti, raccolta di foto e quant'altro riguardi la storia di Roccasecca durante il recente conflitto mondiale. Sono da sempre un grande appassionato di storia e mi sono concentrato a ricercare notizie inedite, fotografie e tutto quanto possa ricostruire un tassello della nostra storia.

Roccasecca fu coinvolta nel turbine degli eventi che interessarono la battaglia di Monte Cassino e, dal novembre 1943 al 25 maggio 1944 (giorno della liberazione di Roccasecca), il nostro territorio visse dei momenti terribili di cui bisogna conservare la memoria. I nostri nonni e genitori hanno vissuto in prima persona tali eventi e i loro racconti dovrebbero essere gelosamente custoditi affinchè anche i nostri figli ne sentano il significato più profondo.
Nelle mie ricerche mi sono imbattuto in alcune fotografie scattate a Roccasecca, queste che vi presento riguardano dei carri armati Panther V ovviamente tedeschi.

Innanzitutto bisogna considerare che nel gennaio 1944 il comandante tedesco in Italia, Albert Kesserling, trasferì alcune unità della divisione corazzata "Hermann Goering" nelle campagne sotto Caprile, nei boschi sottostanti, quale riserva strategica per la prima linea di Cassino; all'indomani dello sbarco di Anzio del 22 Gennaio 1944, alcune unità furono trasferite in quella zona ma alcuni carri rimasero a difesa della Statale Casilina, importante arteria di collegamento. A conferma della importanza strategica di Roccasecca, bisogna considerare inoltre che nel palazzo Cangiano, ex Ristorante Marciano, si trovava inoltre il comando del XIV Corpo d'Armata, comandato dal Generale Frido von Senger und Etterlin, sul quale tornerò in un prossimo articolo.

Ebbene nella prima fotografia qui sotto vediamo il carro mimetizzato all'interno dell'ingresso di una abitazione avete riconosciuto quale è? Si è la casa di Riccardo Milan al bivio del semaforo di Roccasecca! Solo che oggi al posto del cancello vi è il bar.

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Si nota che il carro è stato coperto alla meglio, per sfuggire da eventuali attacchi aerei. Ora capite perché l'articolo si chiama il "Panther con la fascina", perché nella parte anteriore è stata legata una fascina di legna, sicuramente un mezzo per riscaldarsi dai rigori dell'inverno piuttosto che per mimetismo. Ma la spiegazione più verosimile potrebbe essere il tentativo di nascondere l'assenza della mitragliatrice; infatti questi Panther V appartengono tutti al primo modello, AUSF D, costruito tra il 1942 e il 1943 dalla MAN, e sono sprovvisti di mitragliatrice sia nel carro che in torretta. Ciò costituiva un grosso handicap in caso di contatto ravvicinato con il nemico. Pertanto dissimularne l'assenza, infatti la fascina è posizionata proprio dove nei modelli successivi vi è l'arma, poteva risultare un utile deterrente alle truppe nemiche di avvicinarsi al carro.

Nella seconda fotografia lo stesso carro è in movimento e si nota sulla destra la casa cantoniera che ancora oggi esiste vicino al Bar Mollicone che, come si vede, all'epoca non era stato ancora costruito.

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Nella terza fotografia il carro si trova davanti dove oggi vi è la macelleria Munno; si vede la scritta di un'attività commerciale qualcuno sa dire di quale attività commerciale si trattasse? Si vede anche il numero del carro: "531".

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Nella quarta fotografia si vede un altro "Panther", numero di matricola "233", mentre svolta per una traversa, e si nota anche passare un "Kettenkrad", curioso veicolo dell'esercito tedesco con la parte anteriore di una moto e dei cingoli dietro. All'angolo della strada si vede un cippo chilometrico di pietra e sopra vi è scritto "Via Casilina".
Non ho scoperto quale sia il posto qualcuno sa riconoscerlo o si ricorda quel cippo?

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Nella quinta fotografia dello stesso carro "233" si può notare come il capo carro, in uniforme rigorosamente "nera" come tutti i carristi germanici, stia parlando con la radio all'equipaggio.

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Nella sesta fotografia si vede il famoso carro con la fascina posizionato sulla Via Casilina, si possono riconoscere sulla sinistra i familiari rilievi della Chiesa di S.Maria e relativo Castello ed in basso anche l'abitato di Castrocielo.

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Nell'ultima fotografia si vede un "Panther" distrutto alla Stazione di Roccasecca. Non sappiamo se si tratti di uno dei carri ritratti nelle foto precedenti, ma il pensiero che lo sia comunque crea un certo turbamento.

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Segnalo che le prime cinque fotografie sono tratte dal libro "Panther in action" Armor number 11, Squadron Signal Pubblication; l'ultima, viceversa, è tratta dal libro pubblicato dal Comune di Roccasecca "23 ottobre 1943 - distruzione della Stazione di Roccasecca".

Devo inoltre ringraziare l'amico Mauro Lottici per la preziosa ed indispensabile collaborazione e segnalare che unitamente a Marco Marzilli ha pubblicato il libro "Cassino '44 Immagini dalla Memoria" veramente molto completo e con un elevato numero di fotografie inedite.

Alla prossima.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.