Autore: LIVIO CAVALLARO
Liste: ESTERNI AL SITO
Categorie: I luoghi
Tag: cartoline, montecassino-areaUN’IMMAGINE VALE PIÙ DI MILLE PAROLE.
"Un’immagine vale più di mille parole". È proprio il caso di dirlo in relazione a questa immagine che ho visto solo qualche giorno fa per la prima volta.
Questa fotografia scattata prima della guerra è molto utile per comprendere il terreno nell’area dell’Abbazia di
Montecassino, soprattutto se osservata dallo schermo di un tablet o PC. Oltre a ciò, l’immagine chiarisce
"l’importanza tattica" delle alture sulle quali si consumarono numerosi assalti e contrassalti.
La prima cosa che salta all’occhio è il fatto che, anche se da una certa distanza, quei rilievi sovrastano
l’abbazia. Aspetto sul quale ruotano i contenuti di questo breve articolo.
Sullo sfondo si vede parzialmente Monte Cairo, in mano ai tedeschi per l’intera durata delle quattro battaglie di Cassino. Sebbene fosse distante circa sei chilometri dalle opposte prime linee, gli osservatori tedeschi schierati su di esso potevano osservare "da dietro" le unità alleate in avanzata verso l’abbazia. Questo enorme vantaggio tattico, spiega perché tutti gli attacchi alleati nel settore montano di Cassino furono svolti di notte e perché per gli stessi alleati era impossibile qualsiasi movimento di giorno, pena l’arrivo di salve di artiglieria tedesca.
Più in basso appare Monte Castellone, occupato dagli americani durante la Prima Battaglia. L’altura costituiva un buon punto di osservazione per gli Alleati ed era utile anche per proteggere il fianco destro del saliente che essi avevano creato avanzando verso l’abbazia. Per questo motivo, i tedeschi lanciarono l’Operazione Michael il 12 gennaio 1944, tesa a rioccupare Monte Castellone assaltandolo dal lato opposto a quello visibile nell’immagine. L’azione fallì, a riprova del fatto che qualsiasi attacco lanciato in salita su una montagna ha scarse possibilità di successo in assenza di una complessa serie di condizioni favorevoli.
Al centro si osservano diverse colline. Tra di esse la più nota è senz’altro Quota 593, detta Il Calvario per la presenza di una via Crucis utilizzata di monaci dell’A durante le funzioni pasquali. La posizione centrale le conferiva un’importanza tattica di prim'ordine. Infatti, i tedeschi ne fecero ampio uso come base di fuoco per colpire dall’alto le fanterie alleate che attaccavano sia sul versante est nell’area di Case d’Onofrio sia nel versante ovest nell’area di Masseria Albaneta e quote 575 e 505, anch’esse in possesso dei tedeschi. Numerosi furono gli attacchi alleati verso Quota 593, ma ogni volta i paracadutisti tedeschi ne negarono il pieno controllo.
Incastonato tra le quote 575 e 569, si intravede il bianco edificio di Masseria Albaneta, situato nell’omonimo pianoro. Anche la masseria fu oggetto di numerosi attacchi alleati, uno dei quali condotto con diversi carri armati sbucati dalla famosa Cavendish Road. L’occupazione della masseria avrebbe significato per gli attaccanti il disporre di una carrareccia che portava all’A, nonché di un trampolino per riversare le proprie truppe nella sottostante Valle del Liri (oltre il bordo sinistro dell’immagine). In tal modo sarebbe stato possibile aggirare l’abbazia e la città di Cassino. Tutti quegli attacchi furono sventati dai difensori tedeschi, anche grazie alle favorevoli opportunità di tiro offerte dal possesso delle quote 505, 575, 569 e 593, dalle quali partiva un micidiale tiro incrociato sugli attaccanti.
A destra di Quota 593 è possibile individuare il crinale noto come Snake's Head Ridge, sul quale è tutt’oggi situata la Casa del Dottore, famoso posto medicazione e posto comando tattico utilizzato dagli Alleati. Lungo il crinale si svilupparono diversi attacchi americani, indiani e polacchi verso Quota 593, tutti falliti a causa del fuoco tedesco proveniente dalla quota stessa nonché dalle quote 575 e 505. Visibile, dietro il crinale, vi è Colle Sant’Angelo.
In sostanza, questa immagine rende evidente il fatto che per gli Alleati era di fondamentale importanza occupare quelle colline PRIMA di effettuare qualsiasi azione in direzione dell’abbazia stessa. Questo aspetto è dimostrato anche dai falliti attacchi lanciati verso il sacro edifico dall’area di Case d’Onofrio, da parte degli americani durante la prima e degli indiani durante la seconda battaglia. Di conseguenza, vista l’assenza di una manovra aggirante a più ampio raggio, l’immagine spiega anche perché gli Alleati si "intestardirono" nel ripetere numerosi attacchi in quel settore.
Infine, il primo piano è dedicato all’Abbazia di Montecassino. Molto si è scritto sulla sua distruzione, la cui responsabilità ricade, in ordine cronologico, sui tedeschi per averla subdolamente inclusa nel tracciato della Linea Gustav e sugli Alleati per averla bombardata senza trarne alcun vantaggio.
"Il terreno detta legge" recita un assioma militare. Quest’immagine lo dimostra pienamente.
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