FRASI SIGNIFICATIVE
Data: 23/08/2015Autore: VALENTINO ROSSETTIListe: ORGANICI AL SITOCategorie: SpigolatureTag: bibliografia

Frasi significative

Durante la lettura di libri e documenti, mi capita di trovare dei passaggi particolarmente densi e significativi; frasi sintomatiche degli stati d'animo, a volte premonitrici e a volte del tutto errate rispetto agli esiti attesi, e affermazioni di forza ma anche sfoghi e prese di coscienza.

Ve le propongo.

"So solamente ciò che vediamo dalla nostra prospettiva di vermi e la nostra porzione di visuale è composta solamente di soldati stanchi e sporchi, che ancora vivono non intendono morire; di lunghi convogli di veicoli a fari spenti nella notte, di uomini sconvolti e silenziosi che si aggirano sui versanti della collina, di ritorno dalla battaglia; di file per il rancio, di pillole di Atabrin, dell'odore di cordite, di buche di appostamento, di carri armati in fiamme e di lavandaie italiane e del fruscio delle granate che volano alte; di jeep, di depositi di munizioni, di razioni secche e di olivi, di ponti fatti saltare, di muli morti, di ospedali da campo e di colletti di camicia neri di sudiciume, perchè sono stati indossati per settimane di seguito; ma anche di risate e di collera e di vino e di bei fiori e di continue imprecazioni.
E' composta di tutto questo: e di fosse e fosse e altre fosse ancora."

Ernie Pyle (giornalista), Cassino, marzo 1944. Matthew Parker, Montecassino, Il Saggiatore - Milano 2004, p.250.

"La campagna d'Italia è ricca di controversie: il bombardamento di Monte Cassino, il massacro del fiume Rapido, lo sbarco di Anzio, la caduta di Roma e così via. Ma la controversia più grave è: perchè fu combattuta questa campagna?"

Erich Morris (scrittore).

"Questa battaglia sarà probabilmente ricordata dalla storia come uno dei più inconcepibili piani di guerra."

Frido von Senger un Etterling (generale XIV Panzer Corp) riguardo all'attacco Neozelandese a Cassino.

"San Pietro era la chiave della valle del Liri. Noi lo sapevamo e anche il nemico lo sapeva. Dovevamo conquistarla, sebbene il costo immediato sarebbe stato alto. La prendemmo, e il costo non fu eccessivo rispetto ai vantaggi ottenuti."

Mark W.Clark (generale 5a Armata USA).

"Ritengo di essere fra tutti gli ufficiali dell'esercito quello che ha le peggiori note caratteristiche."

Ernst Gunther Baade (generale 90a Divisione Panzergrenadieren) nel corso di un colloquio con il generale von Senger.

"... quando i soldati si battono per una giusta causa e sono pronti ad andare incontro alla morte o alle mutilazioni, mattoni e calce, per venerabili che siano, non possono valere vite umane."

Harold Alexander (Comandante supremo forze alleate in Italia). Dopo la fine della guerra, in risposta alla domanda se il bombardamento dell'Abbazia non fosse stato un errore morale.

"Nessun generale competente avrebbe scelto nel marzo del 1944 la città di Cassino come obiettivo d'attacco sulla scorta di considerazioni puramente militari. L'idea stessa di conquistare d'assalto in pieno inverno la più salda fortezza in Europa con un solo corpo d'armata e senza l'aiuto di operazioni in altri punti, destinate a distrarre l'avversario, gli sarebbe parsa poco convincente."

A. C. Philipps, "Italy, Volume I: The Sangro to Cassino", War History Branch Department of International Affairs, Wellington, Nuova Zelanda 1957.

"Come giudicherà la storia invece noi, gli altri, abbastanza avveduti, indipendenti e forti per esserci resi conto che la disfatta era inevitabile, ma che ciò nonostante abbiamo continuato a batterci e a versare il nostro sangue?"

Frido von Senger und Etterling, "Combattere senza paura e senza speranza", Longanesi e C., Milano 1968.

"Attesto per verità che nel recinto di questo sacro Monastero di Montecassino non vi sono mai stati soldati tedeschi. Vi furono soltanto per un certo tempo tre gendarmi al solo scopo di far rispettare la zona neutrale, che era stabilita intorno al Monastero; ma questi da circa venti giorni furono ritirati."

Gregorio Diamare (vescovo-abate di Montecassino): dichiarazione rilasciata al tenente Deiber dopo il bombardamento del Monastero.

"In lui scoprii una rara personalità di comandante che, come il generale Heidrich, poteva essere messa di fronte a qualsiasi compito."

Albert Kesselring (comandante del gruppo di Armate C) riferendosi al generale Baade.

"La guerra in Italia fu la campagna più lunga e sanguinosa combattuta dall'alleanza angloamericana nella seconda guerra mondiale."

Carlo D'Este (storico militare), "World War II", p.89.

"La tenacia dei paracadutisti tedeschi è davvero eccezionale, ove si consideri che sono stati sottoposti al più grande concentramento di fuoco mai prima attuato, per ben sei ore, ad opera dell'intera aviazione del Mediterraneo e di gran parte dei nostri 800 pezzi d'artiglieria. Stento a credere che vi siano altre truppe al mondo che avrebbero potuto resistere a tale tempesta di fuoco e poi passare all'attacco con la ferocia da essi dimostrata."

Carteggio tra Alexander e Churchill del 20 marzo 1944, in cui il generale spiegava anche con questa motivazione il mancato conseguimento degli obiettivi prefissatisi da Freyberg nella terza battaglia per Cassino.

"Ma si deve fermamente attestare come, sia i singoli che la totalità di questo Corpo sceltissimo, avevano dimostrato una capacità tale di sacrificio che brilla da sola nella storia della guerra. Unico è anche l'ideale degli uomini di questa Divisione, quando essi offrirono il loro più grande sacrificio."

Ludwig Sebastian Heilmann (colonnello), "Der Deutsche Fallschirmjäger", Aprile 1952.

"La maggior incognita, e la più pericolosa, era quella del corpo di spedizione francese. Il fianco verso il mare mi appariva meno minacciato, perché naturalmente resistente e dotato di buone fortificazioni, ed inoltre occupato da effettivi sufficienti."

Albert Kesselring. "Memorie di guerra", Garzanti, Milano, 1954, pag. 220. Riferendosi alla situazione del fronte prima dell'inizio di "Diadem".

"In vista dell'indebolirsi delle forze del nemico sul fronte... appare dubbio che esso possa conservare la linea di difesa organizzata che passa per Cassino contro un attacco coordinato dell'armata. Poichè questo attacco deve essere lanciato prima dell'operazione "Shingle" (sbarco ad Anzio ndr), si può considerare probabile che il sopravvenire di questa minaccia lo indurrà a ritirarsi dalla sua posizione difensiva, una volta che si sia reso conto dell'ampiezza di tale operazione."

Generale Alexander, dispaccio. Supplemento della "London Gazette" 38937 (HMSO). Sulla base di giudizi del servizio informazioni, in merito all'attacco sul Rapido (Gari) previsto in funzione dello sbarco ad Anzio.

"Anche se il combattimento di Montelungo non è stato un modello di arte militare, e nemmeno si potrebbe sostenere che abbia avuto un peso di rilievo sul complesso delle operazioni, tuttavia, per il suo valore ideale, esso appartiene non alla cronaca ma alla storia d'Italia e non sarà perciò dimenticato. Poichè esso permise che si diffondesse nel mondo la notizia che, per la prima volta nella seconda guerra mondiale, i soldati italiani si battevano a fianco dei soldati alleati, e si battevano con impeto e saldezza."

Generale Utili, comandante del 1° Raggruppamento Motorizzato.

"Sprofondato nei miei ricordi e sogni d'uomo di guerra, io lasciai Montecassino solo al calar della notte. Sotto i raggi obliqui della luna, il profilo lacerato del Monastero si stagliava come un'apparizione spettrale. Dei fantasmi si agitavano nel cimitero polacco che sorge sul medesimo luogo dove i soldati di Anders lanciarono nel '44 il loro ultimo attacco. Avevo la sensazione di assistere a una grande veglia funebre e di veder sorgere da questa terra abbeverata di sangue tutti coloro che da 1300 anni vi sono venuti con la spada in mano per morirvi: Longobardi, Saraceni, Tedeschi, Spagnoli, Normanni, Angioini, Cavalieri della Tavola Rotonda e delle Crociate, repubblicani dello Championnet..."

Alphonse Juin, Pellegrinaggio a Montecassino, in La distruzione di Montecassino, Documenti e Testimonianze, Montecassino, 1950.

"Voi siete le migliori truppe in questo settore ed io mi aspetto che le posizioni siano mantenute se necessario fino all'ultimo uomo."

Maggiore Wolf-Werner Graf von der Shulenburg, comandante del II./1° Reggimento Paracadutisti Tedeschi. Arringando i propri soldati appena giunti sul fronte di Cassino (7 febbraio 1944). H. Wilhelmsmeyer, Der Krieg in Italien, 1943-1945 Leopold Stoker Verlag, Graz, 1995, p.220.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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