ANAGNI ED ALATRI NEL NATALE DI GUERRA DEL 1943
Data: 06/10/2001Autore: ALESSANDRO CAMPAGNACategorie: I luoghiTag: natale
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ANAGNI ED ALATRI NEL NATALE
DI GUERRA DEL 1943

di Alessandro Campagna

La descrizione del contesto storico è necessaria per meglio delineare come la Natività esprime forse il suo senso più profondo proprio nelle vicende più drammatiche dell'uomo, laddove il Natale diventa anche il Giorno della Speranza…

Nel 1943 ormai la guerra si era palesata con il suo aspetto più tragico anche nelle nostre zone, terminando di essere una lontana realtà, presente nel sentire comune per gli articoli dei giornali, i dispacci alla radio, le ordinanze dell’autorità militare nazionale. Le Diocesi di Anagni ed Alatri vissero il Santo Natale in un clima di profonda tristezza e sofferenza, clima che rappresentava il preludio a tempi ancora più tragici che dovevano presentarsi con il nuovo anno 1944.

Truppe inglesi ad Alatri

Le "storie" di queste due città nelle circostanze del conflitto, rivestono un’importanza fondamentale per lo studioso del periodo bellico nella nostra Provincia di Frosinone.

Spesso gli episodi più noti legati alla storia militare della battaglia di Cassino, materia di interesse per molti studiosi di tutto il mondo, poiché da tutto il mondo provenivano i soldati che vi parteciparono, sembra quasi far passare in secondo piano il fatto che, anche se in misura inferiore, il dramma della guerra coinvolse molti altri centri, piccoli e grandi, vicini e lontani che fossero rispetto al fronte…

Negli ultimi mesi del 1943 gli opposti schieramenti tedesco ed alleato erano attestati su una linea ad oltre 50 chilometri di distanza da Alatri ed Anagni, e precisamente sulla famosa Linea Gustav, formidabile schieramento difensivo approntato dall’esercito tedesco nell’autunno del 1943.

Tale linea difensiva linea andava dall’Adriatico al Tirreno, attraversando la valle del Sangro, il massiccio delle Mainarde, Cassino ed i Monti Aurunci. Senza soluzione di continuità campi minati, ricoveri, baraccamenti, trincee ed ogni altro approntamento difensivo erano disposti lungo questa linea, che richiedeva un enorme sforzo non solo in termini economici, ma anche di gestione delle risorse umane, come si direbbe oggi. Lavoratori italiani sfollati e rastrellati rappresentavano un a manodopera molto conveniente per l’esercito tedesco.

Anche se Anagni ed Alatri erano in un certo qual modo lontane dalla "linea di fuoco" , le due città furono coinvolte tragicamente dalla violenza degli eventi bellici già in questa fase, preludio di quanto avverrà a fine maggio 1944, a seguito dell’operazione "Diadem" e della rottura del fronte di Cassino da parte delle armate anglo-americane. Solo allora, grazie alle operazioni militari dell’Ottava Armata britannica, che si adopererà in veloci ma aspri combattimenti nella Valle del Sacco, saranno liberate le due cittadine, ma solo nei primi giorni di giugno 1944, con la conseguente fine almeno delle incursioni aeree e di ogni operazione militare.

Ovviamente potrà parlarsi di "fine" del periodo bellico per Anagni ed Alatri, solo a seguito dell’avvenuta ricostruzione materiale e politica, e soprattutto del riavvio di attività economiche produttive, cosa resa ancora più difficile dati i profondi danni che il passaggio del fronte comportò per le due città, e per le loro campagne limitrofe….

Ricordare il Natale di guerra del 1943, e per i più fortunati, solo immaginarlo, significa ricostruire il quadro generale che caratterizzava la vita di molte famiglie, in una situazione politica e sociale molto difficile…

A differenza di altri centri, che furono toccati dalla tragedia della guerra sì in maniera profonda, ma per loro fortuna ma anche in un breve arco di tempo, corrispondente al periodo in cui le operazioni militari si svolsero nel loro territorio, Anagni ed Alatri ebbero un prezzo alto da pagare, già nelle settimane successive agli eventi armistiziali dell’8 Settembre 1943.

Il motivo è chiaramente riconducibile alla loro posizione geografica, che non poco interessò il Comando della Decima armata tedesca operante in Centro Italia. La via Casilina, principale via di comunicazione tra Roma ed il Sud Italia, rappresentava il vero asse portante del sistema di sussistenza e rifornimenti per la Wehrmacht, sin dall’ottobre del 1943, quando gli eserciti alleato e tedesco si fronteggiavano sulla linea del fiume Volturno, e poco a Nord di essa, sulla cosiddetta "Winter Line" ("Linea d’Inverno).

Anagni, città di grande importanza perché centro agricolo e commerciale nonché nodo viario e ferroviario, per la sua posizione sulla via Casilina, per la presenza di numerosi edifici idonei all’accantonamento di truppe, ed anche per la sua distanza di "sicurezza" dal fronte, fu prescelta dal Comando della Decima Armata Tedesca del Gen. Von Vietinghoff come sede di un importante complesso ospedaliero militare, atto ad ospitare i feriti e malati provenienti dal fronte di Cassino. La distanza dal fronte era in una certa misura ritenuta sicura dalle autorità tedesche, e d’altro canto permetteva ai mezzi dei vari Feldlazarett (Ospedali militari) di raggiungere il fronte in tempi ragionevolmente brevi. Tale complesso ospedaliero è l’elemento chiave per analizzare la vicenda bellica dalla prospettiva "civile".

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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