AUSONIA NEGLI ANNI DI GUERRA 1943-1944
Data: 29/09/2001Autore: ALESSANDRO CAMPAGNACategorie: I luoghiTag: #maggio 1944, ausonia

AUSONIA NEGLI ANNI DI GUERRA 1943-1944

La storia di Ausonia nei tragici anni di guerra 1943-1944 è tra le più drammatiche che si conoscano nella nostra Provincia. L’enorme sacrificio, pagato in termini di vite umane oltre che di danni materiali, ed una percentuale di distruzione dichiarata, a fine ostilità, di ben il 92 per cento nella sola area urbana, fanno di questo centro aurunco un caso emblematico della tragedia della guerra tra le nostre comunità. La sua "storia" e le sue vicende durante il conflitto, rivestono un’importanza fondamentale per lo studioso del periodo bellico nella nostra Provincia di Frosinone.

Assieme alla vicina Coreno, Ausonia fu teatro di tragici scontri, a causa della sua posizione di notevole importanza strategica, situata com’è alle pendici dei Monti Aurunci, e a controllo di quella importante arteria stradale che sin da epoche remote fu la strada tra Cassino e Formia.

Spesso gli episodi più noti legati alla storia militare della battaglia di Cassino, materia di interesse per molti studiosi di tutto il mondo, poiché da tutto il mondo provenivano i soldati che vi parteciparono, sembrano quasi far passare in secondo piano il fatto che il dramma della guerra coinvolse anche molti altri centri, piccoli e grandi, vicini e lontani che fossero rispetto al fronte… Al contrario, il tributo di sangue fu spesso altissimo anche nelle zone che meno comunemente vengono analizzate dagli studiosi.

Nel 1943 ormai la guerra si era palesata con il suo aspetto più tragico anche ad Ausonia, terminando di essere una lontana realtà, presente nel sentire comune per i numerosi giovani chiamati alle armi sui più diversi fronti, spesso sacrificandosi, o per gli articoli dei giornali, i dispacci alla radio, le ordinanze dell’autorità militare nazionale.

La posizione di Ausonia comportò il suo coinvolgimento negli eventi bellici già molti mesi prima dello sfondamento alleato decisivo, avvenuto a fine maggio 1944, a seguito dell’operazione "Diadem", che condusse alla rottura del fronte di Cassino da parte delle armate anglo-americane.

Sin dall’ottobre 1943, la città conobbe il drammatico ordine di evacuazione entro il termine tassativo di tre giorni, emesso dalle autorità militari tedesche,. La vicinanza degli opposti schieramenti tedesco ed alleato, che erano attestati sulla celebre "Linea Gustav", formidabile schieramento difensivo approntato dall’esercito tedesco sin dall’inizio dell’autunno del 1943, portò così all’immediato sfollamento del paese.

I cittadini furono costretti a trasferirsi presso Roma (a Cesano di Roma o ai campi "Breda" dove affluivano gli sfollati di altri centri della Ciociaria) e addirittura in Nord Italia. In molti casi alcune famiglie riuscirono ad evitare questo trasferimento coatto, riuscendo a nascondersi in montagna e nelle campagne circostanti Ausonia, dove già erano altri sfollati, provenienti da Minturno, Gaeta, Formia, a seguito di un simile ordine di sfollamento, riguardante la fascia fino a 5 chilometri dalla costa all’entroterra. Le dure condizioni di vita, data la completa mancanza di qualsiasi forma di assistenza, rappresentarono i primi durissimi sacrifici a cui la comunità di Ausonia sarà in seguito sottoposta.

Il comando generale delle operazioni per la zona di cui Ausonia era parte era il XIV Panzerkorps del Gen. Fridolin von Senger und Etterlin, installato a Roccasecca e competente sul territorio dell’Ausente fino al mare. Tale comando considerava la posizione della cittadina come vitale per le unità dispiegate lungo i monti Aurunci, naturale sbarramento che operava come sezione della ben più ampia "Linea Gustav".

Tale famosa linea difensiva andava dall’Adriatico al Tirreno, attraversando la valle del Sangro, il massiccio delle Mainarde, Cassino ed i Monti Aurunci, fino al mare. Senza soluzione di continuità campi minati, ricoveri, osservatori, nidi di mitragliatrici pesanti, baraccamenti, trincee ed ogni altro approntamento difensivo erano disposti lungo questa linea. Un così complesso apparato richiedeva un enorme sforzo non solo in termini economici, ma anche di gestione delle risorse umane, come si direbbe oggi. Lavoratori italiani sfollati e rastrellati rappresentavano una manodopera molto conveniente per l’esercito tedesco. Rastrellamenti continui da parte della Feldgendarmerie (Polizia Militare Tedesca) permettevano agli occupanti questa manodopera.

Inoltre ad Ausonia e dintorni, soprattutto Selvacava, i comandi tedeschi decisero di installare depositi, cucine ed ospedali militari, il tutto a supporto alle truppe posizionate sull’asse Costa Carosa, Monte Maio, Monte Feuci, proseguendo fino a Castelforte.

Ausonia, ben collegata perché sul principale percorso viario tra Cassino ed il mare, e nascosta agli alleati dispiegati a sud degli Aurunci e lungo il Garigliano, fu il motivo per cui il comando tedesco scelse questa cittadina come caposaldo di tutta l’area. In particolare un Feldlazaret (Ospedale da campo) fu installato alla periferia, e nel Santuario della Madonna del Piano, come ci informa la Professoressa Suor M. Natività Tarquini, nel diario pubblicato da A. Ferraioni in "Santa Maria del Piano" (Tipografia di Casamari, 1965), numerose compagnie di artiglieri vengono fatte alloggiare per ordine del Comando Tedesco di Selvacava. Ma anche il santuario sarà fatto evacuare il 24 marzo 1944, quando la linea del fronte si fece ancora più vicina.

Le unità tedesche erano in massima parte appartenenti alla 71a Divisione di Fanteria con comando generale presso Esperia, e alla 94a Divisione di Fanteria, con comando generale presso Fondi, ma operavano anche numerose altre unità inferiori, come ad esempio i resti della 15a Divisione Panzer Grenadieren, spesso mobilitate da Cassino, da Anzio o da Frosinone ed altre retrovie. Tali unità si alternavano presso la Valle dell’Ausente, solitamente operando per due-tre settimane di servizio in combattimento, venendo poi rimpiazzate da altre unità inferiori.

Tale presenza massiccia di materiali e personale tedesco, e di numerose autocolonne che percorrevano la Cassino-Formia di continuo, trasportando rimpiazzi e rifornimenti, fece di Ausonia un obiettivo primario, sia dell’artiglieria che delle forze aeree alleate. In particolare continue incursioni sull’arteria stradale produssero seri danni al centro abitato, incursioni spesso pesanti, come quella del 30 settembre 1943, in cui squadriglie di aerei americani Lightning P-38 sganciarono sul centro ben 28 tonnellate di bombe, o quella pure pesantissima del 19 ottobre 1943, con coinvolgimento di civili.

I mesi di occupazione si protrassero tra rastrellamenti continui, con numerose vittime civili, incluse donne e bambini, bombardamenti e continui cannoneggiamenti da parte di artiglieri inglesi ed americane di grande calibro, posizionate sulla linea del Garigliano.

Anche i tedeschi piazzarono numerose batterie a lunga gittata nella zona, in particolare tra Selvacava ed Ausonia, ed anche questi duelli di artiglieria tra gli opposti eserciti comportarono ulteriore distruzione per la cittadina.

Nella primavera 1944 la situazione dell’esercito tedesco nella zona già obbligava gli invasori a dover far entrare in combattimento unità di riserva o unità di supporto logistico, spesso accorpando i resti di ben maggiori unità già ormai logorate e ridotte di numero dai lunghi mesi di combattimento. Gli Alleati, dal canto loro, operavano già una maggiore pressione, in attesa della grande offensiva dell’11 maggio 1944.

Spesso i tedeschi costituirono nuove unità, che assunsero il nome di "Kampfgruppen", ossia di gruppi di combattimento, costituite da personale proveniente da unità eterogenee, segno questo dell’emergenza e della penuria di uomini che l’ala destra del fronte tedesco soffriva. Testimone di questa situazione è lo stesso Generale Senger, come ha descritto nel suo libro "Combattere senza paura e senza speranza" (Longanesi, Milano, 1964)

Nella popolazione però si fece sempre più viva la speranza di essere da lì a poco "liberati". Già nel gennaio, e precisamente tra il 17 e 19, in seguito all’offensiva della 56a Divisione Britannica, nonché di unità appartenenti ai Commandos britannici, la possibilità di uno sfondamento alleato in direzione del Monte Maio sembrò concretizzarsi. Invece una serie di pesanti contrattacchi tedeschi bloccarono i britannici nella zona di Vallaurea e Monte Faito, vanificando tali loro sforzi. Inoltre attorno ad aprile anche il cambio tra Britannici e Francesi del CEF (Corps Expéditionnaire Français) segnò ulteriormente il passo nell’avanzata alleata. Si dovrà attendere solo l’inizio dell’Operazione "Diadem", scattata alle 23.00 dell’11 maggio 1944.

Tale operazione iniziò con un eccezionale fuoco di "ammorbidimento" ossia un bombardamento di artiglieria da parte di tutte le batterie disponibili tra il mare e Cassino, e con l’attacco simultaneo della linea del fronte da parte della 5a Armata americana. In particolare, la zona montuosa degli Aurunci fui affidata al Corpo di Spedizione Francese del Generale Juin, le cui truppe erano più adatte al combattimento in montagna, come avevano già dimostrato nell’inverno 1943-1944 sulle Mainarde. Il Corpo Francese, costituito da una parte di ufficiali e truppa francese, era però in massima parte composto da truppe coloniali, come marocchini, algerini, tunisini e varie altre etnie presenti nei numerosi possedimenti d’oltremare che la Francia possedeva. Unità speciali come gli "Spahis" ossia cavalleria da ricognizione, o i "Goumiers" marocchini, verranno utilizzati massicciamente proprio nella regione aurunca.

Nei diari delle unità francesi viene riportata l’azione della liberazione di Ausonia come parte della più ampia e complessa azione di superamento dei Monti Aurunci, cominciata il 14 maggio 1944.

La 3a Divisione di Fanteria Algerina, il cui comandante era il Generale Joseph de Goislard de Monsabert, operando sull’asse stradario da Coreno ad Ausonia, e già provata dai durissimi combattimenti nella zona di Castelforte, sin dal mattino presto del 14 maggio tenta di raggiungere Ausonia e soprattutto la valle dell’Ausente, allo scopo di sbarrare l’importante arteria di passaggio ai Tedeschi.

L’operazione è di una tale importanza, che per l’occasione il comando divisionale fa entrare in azione truppe fresche, non provate dai lunghi attacchi sui pendii rocciosi degli Aurunci, da Castelforte al Monte Faito. Tali truppe saranno quelle del 3° Reggimento di Tirailleurs Algerini, una sorta di fucilieri assaltatori, appoggiato da unità blindate leggere sulla rotabile Castelforte-Coreno-Ausonia. Tale reggimento, composto da tre battaglioni e al comando del Colonello Gonzalés de Linarés, già poco dopo mezzogiorno del 14 maggio riesce a superare Coreno, nonostante le numerose demolizioni e macerie che i tedeschi avevano lasciato sulla strada, tanto da far operare jeep da ricognizione e carri leggeri assieme ai bulldozer. Tra Coreno ed Ausonia, i francesi, presero contatto con il nemico, iniziando una serie di brevi scontri con le retroguardie tedesche che erano appostate sulle alture presso Ausonia.

Come i rapporti francesi ci ricordano, tale breve ma aspra resistenza tedesca costrinse gli algerini a fermarsi verso sera, consolidando le proprie posizioni presso la periferia sud-est di Ausonia, peraltro temendo essi un forte contrattacco tedesco proveniente proprio da questa cittadina, il cui esito, se riuscito, avrebbe potuto vanificato ogni sforzo per raggiungere l’importantissima meta dell’Ausente.

Per risolvere la situazione di stallo, il comando della 3a Divisione Algerina, dopo questa sosta tattica, e valutando la resistenza tedesca come aspra, ma non tale da far preludere ad un contrattacco, decide di proseguire con un avvicinamento ad Ausonia da parte dei mezzi blindati, che in questo caso erano i carri leggeri del 4° Reggimento di Spahis Marocchini, unità di cavalleria di lunga tradizione ed impiegata con compito di ricognizione. Tali carri, unitamente a quelli di altre unità francesi ed americane appartenenti alla riserva generale di corpo, costituivano il distaccamento blindato detto "De Lambilly", dal nome del comandante francese.

Essi raggiunsero Ausonia la mattina del 15 maggio alle 6.30 circa, continuando verso la valle dell’Ausente e sperando di raggiungere la "Linea Dora", linea difensiva tedesca presso a sud di Esperia, e posizionata tra Ausonia e Selvacava.

I tedeschi , operando un tardivo quanto incisivo contrattacco mediante la loro artiglieria motorizzata e alcuni carri ancora disponibili, bloccarono le avanguardie blindate algerine a circa 2,5 chilometri a nord est di Ausonia. Nel frattempo tutta l’area ad est della strada da Coreno ad Ausonia era già stata conquistata dalla fanteria del 3° Reggimento Tirailleurs Algerini, che aveva raggiunto Castelnuovo Parano sin dalle prime ore dell’alba.

Da quel momento Ausonia divenne il caposaldo francese, e punto di riferimento per tutto il restante Corpo di Spedizione, che utilizzò la rotabile Castelforte-Coreno-Ausonia come asse viario verso la linea del fronte. I francesi vi installano un importante comando, che opererà per tutte le operazioni di conquista della zona di Esperia e di Monte Fammera, il successivo grande ostacolo che essi trovano sulla strada verso nord e verso Pontecorvo.

Ausonia è finalmente liberata, ma paga un costo altissimo per tutto ciò.

Ovviamente potrà parlarsi di "fine" del periodo bellico per Ausonia solo a seguito dell’avvenuta ricostruzione materiale e politica, e soprattutto del riavvio di attività economiche produttive, cosa resa ancora più difficile dati i profondi danni che il passaggio del fronte comportò sia per il centro che per le contrade limitrofe…

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