La Seconda Guerra Mondiale a Roccasecca - NEOZELANDESI
Data: 29-09-2001Autore: ROBERTO MOLLEListe: ARTICLES IN ENGLISHCategorie: SpigolatureTag: #marzo 1944, #giugno 1944, #today, civili, nuova-zelanda

La Seconda Guerra Mondiale a Roccasecca
NEOZELANDESI

Il 22 Marzo 1944 il II Corpo d’Armata Neozelandese lanciò l’ultimo disperato attacco contro le posizioni tenute dalla 1ª Divisione Paracadutisti. Fallito anche questo attacco, il generale Alexander, comandante in capo delle forze alleate in Italia, ordinò la sospensione degli attacchi nella città di Cassino e sulla collina del Monastero.
I combattimenti erano stati sospesi da quarantotto ore nella valle del Liri, ma il Battaglione Gurkha stava ancora resistendo nelle posizioni aggrappate sul pendio di Hangman’s Hill, la collina dell’impiccato. La settimana precedente queste truppe erano state rinforzate da alcuni fucilieri Rajputana che avevano portato dei rifornimenti e domenica mattina, anche da uomini del Reggimento Essex, che si erano congiunti a loro per prendere parte all’attacco contro l’abbazia, attacco che poi venne sospeso. Per otto giorni e otto notti tutti questi uomini tennero un fronte ampio 200 metri su un pendio privo di qualsiasi copertura; data l'estrema vicinanza all’abbazia, l’unica copertura dal fuoco diretto era la sommità della stessa collina.

Nel pomeriggio del 24 marzo i feriti scesero dall’altura riuniti in un piccolo gruppo sotto la protezione della bandiera della Croce Rossa dirigendosi verso Rocca Janula; il 1° Battaglione del IV Reggimento paracadutisti li lasciò passare senza sparare un colpo. Alle ore 10,15 gli stanchi Gurkha iniziarono a ritirarsi dalla collina, 8 ufficiali e 117 soldati, dei 400 che avevano preso d’assalto la collina una settimana prima, scesero furtivamente coperti dal fuoco dell’artiglieria sino alle rovine della città dove giunsero a mezzanotte. La terza battaglia di Cassino era finita e il corpo di spedizione Neozelandese, a causa delle terribili perdite subìte, veniva sciolto.

Il secondo corpo d'armata neozelandese, inviato nell’ambito degli sforzi richiesti dall’Inghilterra alle ex colonie costituenti il Commonwealth, era composto dalla 2ª Divisione di Fanteria Neozelandese, la 4ª divisione fanteria indiana e la 78ª Divisione fanteria. In queste unità erano presenti anche delle truppe particolari e straordinarie come i soldati Maori, etnia della Nuova Zelanda, all’interno della divisione di fanteria Neozelandese, e i soldati Gurkha all’interno della divisione di fanteria Indiana.

Nel mese di febbraio del 1944, in quella che venne poi considerata la seconda battaglia di Cassino, si misero in luce i soldati del 28° battaglione Maori che, il giorno 17, lanciarono un attacco in direzione della stazione di Cassino e dopo aspri combattimenti riuscirono ad attraversare il fiume Rapido. Dopo la mezzanotte gli uomini di questo reparto assaltarono la Stazione, catturarono diversi prigionieri e si spinsero oltre. Le prime luci dell’alba li trovò in piena vista degli osservatori di artiglieria tedeschi e nonostante il fuoco nemico riuscirono a trincerarsi ed a rendere sicura la conquista del terreno acquisiito.

Queste truppe scelte vennero massicciamente impiegate nella seconda e terza battaglia di Cassino, dove si distinsero per il coraggio ed il valore militare, ma non altrettanto brillò la capacità militare del loro comandante, Bernard Freyberg, che dopo aver preteso la distruzione dell’abbazia di Montecassino e il bombardamento a tappeto della città stessa, lanciò le sue truppe in un assalto insensato contro le pendici del monte del monastero e nell’abitato di Cassino, che in seguito ai bombardamenti erano diventate delle roccaforti inespugnabili, dove i carri armati non potevano operare e dove gli esperti paracadutisti tedeschi giocavano al gatto con il topo con le truppe alleate.
Un altro grave errore di Freyberg fu l'impiego discontinuo e frammentato delle proprie truppe, senza dare l’opportuna continuità all’attacco. Tale modo di operare, dettato anche dal tentativo di limitare le perdite di vite umane, determinò invece lo scioglimento del corpo d'armata ne"Questa battaglia sarà probabilmente ricordata dalla storia come uno dei più inconcepibili piani di guerra".
Le truppe neozelandesi vennero inquadrate nel corpo di spedizione britannico, non partecipando più in modo primario agli scontri armati. Dopo lo sfondamento del fronte nel Maggio 1944, nella Valle del Liri vennero costituiti molti campi che servivano alla riorganizzazione delle truppe. Avvenne che i canadesi costituirono un campo in Arce (FR) e i Neozelandesi, ecco siamo arrivati, lo costituirono nelle campagne di Roccasecca. Il contatto con la popolazione fu molto buono e cordiale, tant’è che si verificarono degli apparentamenti.

* * *

Uno di questi soldati che si chiamava Robert W. Simpson ed abitava a Beckenham Nuova Zelanda; battezzò il sig. Tommaso Ferdinandi la cui famiglia abitava in Caprile, frazione di Roccasecca (ricordate l'articolo CAPRILE IN GUERRA ?). I rapporti con i genitori del Ferdinandi, la cui madre è tutt’oggi vivente, divennero così stretti che appunto chiesero a Bob di battezzare il loro bambino e Bob accettò con piacere.

Il sig. Ferdinandi ha tenuto per molti anni un contatto epistolare con il soldato neozelandese sino agli anni 80, quando questi morì. In pratica non ha mai conosciuto di persona  Bob se non tramite le fotografie che gli inviava dalla sua nazione e riguardavano la sua vita da civile, dimostrando in questo modo di essere rimasto molto legato a quei luoghi e a quella gente.

La Famiglia Ferdinandi fece amicizia anche con un soldato Maori che regalò al capo famiglia il suo macete; il suo nome era John Martin e veniva da North Auckland, Nuova Zelanda; suo fratello, James L. Martin, aveva combattuto con lui a Cassino ed era caduto il 04/06/44.
John Martin raccontò in seguito che il fratello era stato ucciso da un soldato tedesco durante una pausa dei combattimenti ed egli immediatamente trovò ed uccise a suo volta il soldato tedesco.

Queste testimonianze che ho trovato fanno comprendere quali furono i rapporti tra le truppe di liberazione e la popolazione civile appena uscita dal turbine della guerra. Di certo non mancarono  degli episodi di contrasto che cercherò di documentare prossimamente.

Si ringrazia sentitamente il sig. Ferdinandi Tommaso per le concessione delle fotografie.


Le medaglie di Bob (integrazione del 30 Aprile 2006)

I rapporti di amicizia che si instaurano durante una guerra non si dimenticano e anzi in certi casi continuano anche oltre la morte delle persone che li hanno instaurati inizialmente: come nel caso di Robert Simpson con la famiglia Ferdinandi.
La nipote del veterano neozelandese, ormai scomparso, visita Tommaso Ferdinandi e gli dona le onoreficenze che furono dello zio.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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