FIRST SPECIAL SERVICE FORCE - The Final Advance before Gustav Line: Cervaro and Mount Trocchio
Data: 01-02-2004Autore: VARIListe: ARTICLES IN ENGLISHCategorie: Le battaglieTag: #gennaio 1944, cervaro, fssf, monte-trocchio, unità-reparti, usa

FIRST SPECIAL SERVICE FORCE - The Final Advance before Gustav Line: Cervaro and Mount Trocchio

L’8 gennaio i Tedeschi avevano perso le migliori posizioni per difendere le vie d’accesso verso la Valle del Liri e la linea Gustav.
La barriera costituita dalle colline La Chiaia-Porchia-Cedro era caduta; più a nord, il II Corpo d’Armata US aveva messo al sicuro la parte più alta della montagna sopra Cervaro.
Tuttavia, possibilità di ulteriore difesa per le truppe tedesche erano offerte dal monte Trocchio e dalle colline accidentate al confine delle montagne vicino Cervaro.
Molti indizi facevano pensare che il nemico avrebbe continuato a difendersi tenacemente e che il II Corpo d’Armata avrebbe dovuto combattere lungo tutto il fiume Rapido.
Gli ordini d’attacco per l’avanzata finale furono dettati dal II Corpo d’Armata il 9 gennaio, il monte Trocchio era il principale obiettivo e la 34a Divisione portava ancora i pesanti segni dell’assalto.

Quella divisione programmò di colpire in primo luogo l’area di Cervaro, cacciare il nemico dal suo ultimo appiglio sicuro sulle pendici adiacenti del monte e così scoprire il fianco nord del monte Trocchio. Il 168° fanteria avrebbe attaccato verso Cervaro da un confine all’altro. Dalla parte favorevole più alta della montagna, la Task Force B avrebbe continuato verso ovest e distrutto le ultime difese della montagna a nord del villaggio. Sul fianco sinistro, il 135° fanteria stava già minacciando Cervaro da sud, per mezzo di una avanzata dal monte La Chiaia.

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Iniziato il 10 gennaio, questo attacco coordinato avrebbe richiesto tre giorni per avere ragione dell’ostinata resistenza.

Il 168° programmò di utilizzare due battaglioni, il secondo avrebbe dovuto attaccare dal monte Il Gallo (collina 497) ed il primo dal piccolo monte successivo verso nord-ovest, la collina 552.
Il I Battaglione avrebbe dovuto combattere un’aspra battaglia per mettere al sicuro la sua posizione. Il 9 gennaio la collina 552 fu data libera dai nemici e la compagnia “C” si spostò da quota 820 per prendere possesso della nuova posizione. Nel frattempo però questa quota (552) era stata rioccupata dalle truppe tedesche e ciò costrinse la compagnia “C” ad eseguire un assalto notturno.
Due plotoni attaccarono le difese da sud, un altro plotone entrò da est attraverso una profonda gola e la batteria di cannoni del 168° aiutò con il fuoco dal fianco destro in modo decisivo.
Il tenente James G. Nielson, che comandava la compagnia “C”, aveva perlustrato le posizioni tedesche e fu in grado di colpire il fianco destro delle truppe nemiche in un raggio di oltre 100 metri neutralizzando completamente le fortificazioni nemiche.

L’assalto giunse a termine, si presero 30 prigionieri e vennero uccisi 20 tedeschi. All’alba la compagnia “C” aveva conquistato la collina 552, ma sorsero altre difficoltà che rimandarono l’attacco del I Battaglione, previsto per il pomeriggio.
Il fuoco nemico riprese inaspettatamente dal fianco destro, sul lato più alto della montagna, dove alcune posizioni tedesche sulle colline 661 e 860, scavalcate dall’avanzata, aveva ora un buon controllo delle vie d’accesso alla collina 552 da est. Toccò alla compagnia “A”, impiegando la maggior parte del giorno, distruggere queste piccole tane, uccidendo 20 tedeschi durante il rastrellamento. Questa resistenza sul suo fianco, impedì al I Battaglione di spostarsi verso Cervaro in aiuto al II Battaglione del 168° Reggimento. Dovendo attaccare solo in colonne, il II Battaglione si addentrò per un chilometro nel paese di Cervaro e si accampò per la notte.

La mattina dell’11 gennaio il 168° fanteria era posizionato in modo da attaccare direttamente Cervaro. Come successe ai paesi di San Pietro e San Vittore, anche Cervaro fu ridotto ad un ammasso di macerie. Le case distrutte e gli scantinati fatiscenti offrirono una protezione eccellente al nemico, che aveva organizzato una difesa armata per controllare le vie d’accesso.
Il II Battaglione, 71° Reggimento, della 29° Divisione Panzergrenadieren, già occupava questo settore e durante la notte del 10/11 gennaio arrivarono i rinforzi dalla divisione Hermann Goering. Prima dell’attacco dell’11 gennaio i nostri aerei bombardarono Cervaro ed in seguito subentrò l’artiglieria che coprì l’area con un pesante sbarramento. Alle 12.30 il III Battaglione del 168° Reggimento di fanteria, iniziò un attacco ad ovest dalla quota 552 per impossessarsi dei confini situati mezzo miglio a nord di Cervaro, così da coprire il fianco destro e minacciare il nemico alle spalle. Gli elementi del I Battaglione si muovevano verso ovest dalla collina 552, seguendo l’avanzata del III Battaglione. Quando il II Battaglione si diresse alle 13.00 verso il paese, le posizioni su Monte Trocchio erano state distrutte ed i carri armati erano posizionati a sud del paese.
Il Battaglione attaccò in colonna con la copertura continua dell’artiglieria, dei mortai e delle piccole armi da fuoco. Raggiunsero i pressi di Cervaro all’imbrunire, mentre il III Battaglione s’impossessò dei pendii che sovrastavano Cervaro da nord fino alla collina 302.

Durante quella notte il II Battaglione si occupò dei confini a nord del paese ed all’alba si trovava su una collina a nord ovest. Il punto di osservazione, in comunicazione con il 17° e 18° Battaglione di artiglieria campale, diresse su Crvaro un fuoco efficace, contro le truppe nemiche ed i veicoli.

Alle 11.00 il II Battaglione intraprese un assalto finale da nord e si impossessò del paese dopo due ore di combattimento tra le rovine. Sul fianco nord, il III Battaglione incontrò opposizione quando provò l’avanzata ad ovest, ma raggiunse la collina 210 alla fine del pomeriggio del 12 gennaio. Cervaro era stata presa, ma la resistenza nemica era ancora in piedi.

Sia se si fossero ritirati, sia se avessero tentato un contrattacco, gli elementi del I Battaglione, II Reggimento Panzergrenadier della Divisione “Hermann Goering”, imboccarono quella notte la strada da Cassino, solo per imbattersi in una battaglia con il II e III Battaglione a poche centinaia di metri da Cervaro. Una scarica di fuoco di artiglieria venna lanciata nella gola vicino a Le Pastinelle e aiutò a fermare il nemico. La mattina seguente, il 13 Gennaio, il 168° raggiunse i pendii che sovrastavano Le Pastinelle e la pianure del Rapido. Il Reggimento era solo ad un chilometro da monte Trocchio e lo minacciava da nord-est.

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Il 168° fanteria aveva conseguito un successo a Cervaro grazie ad attacchi militari, sia da nord sia da sud.

La Task Force B aveva attaccato ad ovest dalla collina 1109 ed aveva coperto il fianco destro del 168°. In due giorni di battaglia il 100° Battaglione ed il primo battaglione del 133° Reggimento di fanteria si impossessarono di monte Capraio; il 12 Gennaio iniziarono a spingere i tedeschi verso gli ultimi pendii della montagna a nord della Cassino – Cervaro. Quando la Task Force B esaurì le forze, il 13 Gennaio, e la sua missione era stata portata a termine, il 133° Reggimento si trovava sul fronte del fianco destro e l’avanzata minacciava il monte Trocchio.

A sud di Cervaro, il 135° aveva assistito nella battaglia il 168°, sferrando un attacco limitato da monte La Chiaia verso Le Pastinelle, così da minacciare un accerchiamento del punto forte di Cervaro. Il secondo battaglione del 135°, durante questo attacco, trovò una resistenza nemica a quota 189, dove una compagnia del II Reggimento della “Hermann Goering” aveva adibito alcune case di pietra a fortini. Sebbene la compagnia “G” del 135° si impossessò di una parte della posizione il 10 gennaio, il nemico resistette tenacemente per tre giorni, preoccupandosi delle sue difese a Cervaro. Alla fine, il 13 gennaio, quando il 168° stava avanzando verso nord ed ovest di Cervaro, il II Battaglione del 135° conquistò la quota 189.

Sempre in battaglia, dal varco di Mignano verso Cassino e la Valle del Liri, il II Corpo d’Armata considerava monte Trocchio l’ultimo degli ostacoli più formidabili.

Il 14 Gennaio le truppe USA avevano cacciato i tedeschi da tutte le loro difese intermedie e stavano fronteggiando il monte Trocchio. Per catturare l’ultima roccaforte nemica davanti al fiume Rapido, il II Corpo d’Armata preparò un attacco improvviso per il 15 gennaio.

La 34a Divisione avrebbe puntato principalmente il fianco nord del monte Trocchio e il 168° fanteria avrebbe abbattuto le difese tedesche a le Pastinelle sull’asse Cervaro – Cassino. A due battaglioni del 135° fanteria era stato assegnato monte Trocchio.
Sul fianco sinistro, due battaglioni del 141° fanteria della 36a Divisione, che erano stati rilasciati dal VI Corpo, avrebbero preso l’angolo sud-ovest della collina.
Ma il nemico per una volta era pronto a cedere terreno senza opporre resistenza. Evidentemente, considerava monte Trocchio una posizione sfavorevole, con il fianco nord scoperto, e aveva ritirato le forze principali attraverso il fiume Rapido.
L’attacco del II Corpo US non incontrò resistenza se non per un pressante fuoco d’artiglieria; tre ore dopo l’inizio dell’attacco, gli elementi dell’avanzata stavano neutralizzando gli ordigni esplosivi sulla cresta del monte Trocchio.
A nord del II Corpo, il Corpo di Spedizione Francese ebbe allo stesso modo successo sulle montagne, portando a termine il lavoro iniziato dal VI Corpo.
Le alte cime erano state prese sino a nord di Acquafondata e l’avanzata francese continuò il 16 gennaio verso S.Elia.

by “The Fifth Army at the Winter Line” - First printed by the Historical Division, War Department, for the American Forces in Action series, 1945.

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