"MELFA RIVER" 24 - 25 MAGGIO 1944
Data: 08-08-2004Autore: ROBERTO MOLLECategorie: Le battaglieTag: #maggio 1944, linea-senger-riegel, melfa-fiume
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"MELFA RIVER" 24 - 25 Maggio 1944

Sulla linea d’attacco del Fiume Melfa, le direttrici di avanzata canadesi furono tre:

Il 24 Maggio la notizia che una avanguardia canadese aveva già guadato il Melfa, spinse i comandi alleati a supportare tale azione per renderla vincente.
Si pensi che in quel momento la linea del fronte era molto frammentata: i Gebirgsjager (Alpini) tedeschi occupavano ancora le pendici del Monte Cairo e osservavano dall'alto quello che accadeva nella Valle del Liri, senza poter fare molto e con il terrore di essere da un momento all'altro accerchiati. I polacchi stavano ripulendo le pendici di Pizzo Corno e di Piedimonte; si combatteva ancora in alcuni punti della Linea Senger. I Francesi si dirigevano verso Pico e S. Giovanni Incarico.
Quindi una linea del fronte molto variegata con punte di avanzata, come quella del Melfa, che rompevano la continuità della linea difensiva.
Ma facciamo un passo indietro ed andiamo con ordine.

Nel diario di guerra del 51° Corpo tedesco si enfatizza la potenza con cui i canadesi attaccarono ad Aquino la Linea Senger:

"Il nemico attaccò con 100 carri armati, col supporto di artiglieria e aerei, sul confine tra la 1ª Divisione Paracadutisti e la 90ª Divisione Panzergrenadieren. Dopo lo sfondamento a Ponte del Regno (sulla provinciale Castrocielo – Pontecorvo) ed il superamento del resto del 36° Reggimento Granatieri, ad Ovest riuscirono ad avanzare verso il Melfa ."

Nella mattina del 24 Maggio il gruppo da combattimento denominato Vokes Force aveva raggiunto il suo obiettivo nell’area di "Mancini", una fattoria a 4 chilometri a Nord-Est di Aquino, nella zona ora denominata "Cese". Durante tale avanzata un duro combattimento segnò il primo incontro degli alleati, sul fronte Ovest, con i carri armati Panther tedeschi. I Canadesi comparvero da un piano aspro e roccioso; distrussero tre Panther e catturarono diversi semoventi Nashorn da 88 mm, cannoni semoventi Stug III, con una perdita di quattro Sherman. L’impegno costò agli Irlandesi e ai Dragoons un totale di 33 perdite; inoltre una unità di circa 90 paracadutisti tedeschi venne respinta.
In base ai rapporti che riceveva, il Brigadiere Smith sapeva perfettamente che la resistenza nemica, ad est del Melfa, non era ben organizzata, così ordinò al suo secondo gruppo di avanzare verso il fiume alle 11:30 del mattino del 24 Maggio, benchè la Vokes Force a quell’ora non avesse ancora stabilito un piano.
Due ore più tardi, la forza da combattimento denominata Griffin Force, superata la "Fattoria Mancini", si dirigeva verso Roccasecca, preparandosi per la battaglia. Al comando c’era il gruppo da ricognizione del Reggimento Strathcona, con il compito di avanzare velocemente verso il Melfa.

Il resto del Reggimento si spostava con gli squadroni A, B e C, disposti a destra e sinistra della linea centrale. Subito dietro lo squadrone Strathcona procedeva il Reggimento Westminster, con i mezzi da esplorazione, in pratica con i carri leggeri Honey.
I lancieri si avvicinarono al Melfa, seguendo il tracciato della via Panniglia in Roccasecca, le strade e i sentieri sconnessi resero l’avanzata sempre più difficile. Boscaglie con una vegetazione molto fitta limitavano la visibilità e movimenti ed i canadesi trovarono difficoltà a destreggiarsi, tra fossi irrigui e terreni coperti da ceppi ed alberi abbattuti.
Prima delle ore 15.00, il gruppo da ricognizione, comandato dal Tenente E.J. Perkins, raggiunse il Melfa in un punto a circa un chilometro a valle dall’incrocio con la ferrovia.

Tale incrocio è in località "Scolpeto", proprio dove oggi vi è il ponte dell’Autostrada del Sole. Nelle carte alleate veniva denominato incrocio "Benedectine", ed è posto a circa un chilometro dalla stazione ferroviaria. Le mappe tedesche catturate, rivelarono che tale punto si trovava proprio sul confine tra la 90ª Divisione Panzergrenadieren del Generale Baade, che resisteva nella zona sud della valle, dalla località S.Vito fino alla confluenza del Fiume Liri, e la 1ª Divisione Paracadutisti del Generale Heidrich, più a nord, tra tale punto e il ponte dello Spirito Santo, all'imboccatura delle gole del Melfa.

Il letto del fiume era distante 100 metri, con poca acqua, ma per raggiungerlo Perkins dovette trovare un carro armato in grado di scendere una sponda molto scoscesa, costellata di piccoli alberi. Dopo una veloce ricognizione, che permise di individuare molte postazioni nemiche ormai abbandonate, scoprì una zona per scendere: decise perciò di portare, con notevole sforzo, i 3 rimanenti Stuart sulla riva opposta del fiume, sotto un intenso bombardamento di mortai, azione che comprese anche il taglio degli alberi per aprire un passaggio lungo la sponda fino sulla sulla cima della riva ovest.

Dopo mezz’ora dal loro arrivo sul Melfa, un piccolo gruppo di 15 uomini aveva preso possesso di una casa sulla riva ovest, catturando gli 8 occupanti tedeschi. Con i loro carri, scavata una posizione di difesa, si prepararono a mantenere la piccola testa di ponte fino all'arrivo dei rinforzi.
Questa casa è la fattoria del sig. Ricci Carlantonio, testimone oculare di quegli eventi; si trova proprio in località "S.Vito" a Roccasecca.
Nel frattempo, lo Squadrone "A" dello Strathcona's Horse, aveva raggiunto lo stesso incrocio stradale dove prima era passata l’unità di Perkins.

Due chilometri più a valle si trovavano le postazioni più forti dei tedeschi.

In questa zona i tredeschi si aspettavano un attacco; qui infatti il Fiume forma una grande ansa e quindi, per i canadesi, era più facile manovrare con i carri. Inoltre si trovava in corrispondenza della via Latina, la strada costruita dai romani che congiungeva Roma a Capua. Questo luogo corrisponde a quello dove attualmente si trova la Cava Lozza.

In questo luogo i tedeschi, con il piano di attirare le forze canadesi verso il loro campo di fuoco, avevano costruito tra i cespugli, più a Nord lungo la riva, quindi verso la Via Casilina, finti carri armati Tigre. I tedeschi speravano che i canadesi avvistando questi carri, particolarmente temuti, decidessero di attaccare proprio in tale punto; ma il trucco non riuscì.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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