AMICI NEMICI
Data: 20-11-2004Autore: LUIGI GRIMALDICategorie: TestimonianzeTag: #today, veterani-reduci

AMICI NEMICI

La breve storia che sto per raccontarvi, non vuole narrare le vicende dei soldati in prima linea ma invece fare tesoro di queste, per mettere in luce la capacità della guerra di sconvolgere le naturali armonie emotive che si istaurano tra gli uomini. È questo, infatti, uno degli aspetti più crudeli della guerra, essere consapevoli che due soldati, di opposte fazioni, sarebbero stati, in circostanze diverse, due grandi amici o anche due persone che avrebbero condiviso una stessa passione e che invece la guerra ha reso nemici.

In occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario della distruzione di Cassino, ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere due veterani che con i loro racconti hanno ulteriormente contribuito a mettere in evidenza questo particolare aspetto, troppo spesso accantonato. I veterani protagonisti sono l’inglese Bill Hawkins, del 1°/4° Essex (5ª Brigata della 4ª Divisione Indiana), e il tedesco Rudolf Valentin, appartenente al 3° Rgt. Fallschirmjager Pionier

Come la maggior parte dei loro commilitoni, Bill e Rudolf entrarono in contatto con la trincea quando avevano poco più di venti anni ed entrambi ebbero la sfortuna di ritrovarsi nel settore più duro ed impegnativo della campagna d’Italia, quello di Cassino.

Erano ormai trascorsi oltre due mesi da quando gli alleati erano giunti a Cassino e gli scontri all’interno della città e sulle alture prossime ad essa proseguivano senza sosta. Verso la metà del mese di marzo, unità del reggimento Essex, avevano conquistato a caro prezzo la Collina del Castello (Quota 193) e tra i soldati che occuparono e difesero le rovine del vecchio maniero c’era anche il sergente Bill Hawkins. Dall’altra parte del "fossato", a complicare la vita agli uomini dell’Essex, a partire dalla vicina quota 236, c’erano gli uomini del 3° Rgt. Fallschirmjager Pionier tra le cui fila operava il caporale Rudolf Valentin.

Nei giorni che seguirono, gli scontri per il Castello furono numerosi e cruenti. Entrambe le parti si batterono con grande coraggio e notevole determinazione ed in più occasioni Bill e Rudolf puntarono le loro armi l’uno sull’altro pronti a fare ancora una volta il loro "dovere" di soldati.

Gli scontri per il Castello sono desritti nell'articolo:

CONTRATTACCO AL CASTELLO DI ROCCA JANULA

Livio Cavallaro approfondisce le fase del contrattacco tedesco al castello di Rocca Janula, il 19 marzo 1944.

28/06/2003 | richieste: 6555 | LIVIO CAVALLARO
Le battaglie | #marzo 1944, fallschirmjäger, montecassino-area, rocca-janula

La guerra finalmente terminò ed entrambi ebbero la fortuna di sopravvivere alla sua crudeltà.

Nei primi mesi del 2004, i due ex combattenti sono tornati a visitare i campi di battaglia di Cassino ed hanno accettato ambedue di rilasciare un’intervista ad un famoso network britannico. Proprio in questa occasione Bill e Rudolf si sono trovati l’uno di fronte all’altro, ignari di esserlo già stati sessanta anni prima come nemici.

L’intervista ha inizio e nel narrare ognuno la propria storia, si rendono conto entrambi di quanto accadde durante quei giorni del marzo 1944 e di come ognuno sia stato fortunato a non essere ucciso dall’altro. Tra i due nasce immediatamente una grande amicizia e la promessa di rincontrarsi nuovamente in occasione delle prossime celebrazioni previste per il mese di maggio sempre a Cassino.

Hanno mantenuto la promessa ed io ho avuto il piacere di conoscerli: due persone davvero speciali che non farei fatica a definire "d’altri tempi". Insieme siamo tornati a visitare i luoghi in cui i due avevano combattuto ed io li ho ascoltati durante le loro lunghe chiacchierate. Non hanno smesso un attimo di sorridere e scherzare sui lunghi giorni trascorsi in quei luoghi e l’impressione che entrambi hanno dato alle persone per caso incontrate, è stata quella di due cari vecchi amici che si sono rivisti dopo tanto tempo trascorso l’uno lontano dall’altro. Nonostante tutti e due abbiano superato gli ottanta anni, ricordano con estrema precisione i luoghi da cui partirono attacchi e contrattacchi, quelli dove erano dislocati i nidi di mitragliatrici o i mortai e narrano in modo coinvolgente ogni vicenda, come se fosse stata vissuta solo qualche mese prima e non sessant’anni fa.

Mentre li osservo durante la passeggiata, non riesco a smettere di pensare alla felicità e alla serenità con cui stanno vivendo questi momenti ed inevitabilmente la mia mente torna a quei freddi giorni di marzo durante i quali Bill e Rudolf avrebbero potuto seguire il destino di molti altri loro commilitoni e camerati.

Fortunatamente però oggi sono qui, con la speranza di dimostrare ai posteri, attraverso la loro semplicità e la serenità, dovuta ad una vita passata ad apprezzare quelle cose che sarebbero potute non essere, quanto sia aberrante la guerra con le sue violenze, le sue distruzioni, le sue divisioni, i suoi schieramenti.

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