LA BATTAGLIA DEL BELVEDERE (25 gennaio-2 febbraio 1944): due documenti a confronto.
Data: 06-01-2006Autore: ALBERTO TURINETTI DI PRIEROCategorie: Le battaglieTag: #gennaio 1944, colle-belvedere, francia

LA BATTAGLIA DEL BELVEDERE (25 gennaio - 2 febbraio 1944): due documenti a confronto

Premessa

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Questa breve sintesi è il frutto della comparazione fra due testi ufficiali: il diario storico dell’Ober Kommando Wehrmacht, il comando supremo delle forze armate tedesche, e l’opera del colonnello Georges Boulle, edita nel 1971 a cura del “Service Historique” dell’Esercito Francese.
Il diario storico dell'O.K.W. fu redatto giorno per giorno dal 1° settembre 1939 ai primi di maggio del 1945. Esso è stato pubblicato in Germania nel corso degli anni Ottanta e contiene notizie da tutti i fronti di guerra, redatte in forma estremamente sintetica ma anche ricche di particolari.
Il testo del colonnello Boulle rappresenta un resoconto ufficiale delle operazioni svolte dal C.E.F. in Italia, volutamente sintetico e quindi privo dell’enfasi che spesso contraddistingue la memorialistica francese.
I riferimenti delle distanze in chilometri sono rilevati dalla carta 1:100.000, Foglio 160, Cassino, dell’Istituto geografico militare italiano, utilizzata dall’O.K.W..

23 gennaio 1944

Il 23 gennaio 1944 il fronte, nel tratto fra Monte Mare ed i sobborghi settentrionali di Cassino, è presidiato dal Hochgebirgs-Bataillon 3, dalla 5. Gebirgsjäger Division (5 GJD), rinforzata dal Panzergrenadier-Regiment 8, e dalla 44. Infanterie Division (44 I.D.). Nel campo opposto il fronte è occupato dalla 2éme Division d’Infanterie Marocaine (2 DIM) e dalla 3ème Division d’Infanterie Algérienne (3 DIA), unità del Corps Expéditionnaire Français (C.E.F.). Quel giorno, nell’ambito delle operazioni alleate sulla Linea Gustav , è in pieno svolgimento l’attacco della 2 DIM contro le posizioni tedesche di Monte Santa Croce, all’estrema destra dello schieramento della 5a Armata americana. Il diario storico dell’O.K.W. mentre segnala attività di pattuglie sull’intero fronte della 44 I.D. e la cattura di alcuni prigionieri, rileva che sul fronte della 5 GJD:

"preponderanti forze nemiche hanno attaccato per tutto il giorno la linea principale con pesante appoggio di fuoco a 2 Km. a Nord-Ovest di Vallerotonda e sul Monte Santa Croce, ma la maggior parte degli attacchi è stata respinta. Nel pomeriggio il nemico con forze di reggimento, dopo un pesantissimo e tambureggiante fuoco d’artiglieria, è di nuovo riuscito ad effettuare un’irruzione sul Monte Santa Croce. Il punto di rottura è sotto sicurezza per l’intervento delle riserve di zona. Contromisure sono in corso. Il III Battaglione del Pz. Gren. Rgt. 8 (3. Pz. Gren. Div.), qui impegnato, ha perso più del 60 per cento delle proprie forze negli ultimi combattimenti". [1]

24 gennaio 1944

Il comando alleato, avendo deciso di forzare le linee tedesche con una manovra di aggiramento di Cassino attraverso le montagne a Nord-Ovest della città, chiede al generale Juin, comandante del C.E.F., di appoggiare la manovra del 2° Corpo d’Armata americano con un’azione che dovrà svilupparsi alla destra del fronte d’attacco previsto per la 34th US Infantry Division (34 US ID).
Il generale Juin, malgrado il poco tempo a disposizione, emana gli ordini necessari: sospende gli attacchi della 2 DIM, che dovrà però mantenere una forte pressione nel suo settore, ed affida al generale de Goislard de Monsabert, comandante della 3 DIA, l’attuazione della manovra tendente ad attaccare le posizioni tedesche del Belvedere e di Colle Abate, con l’obbiettivo lontano di scardinare le difese nemiche per scendere nella Valle del Liri, alle spalle di Cassino.

Vengono così costituiti tre raggruppamenti:

  1. Raggruppamento del colonnello Roux, comandante del 4ème Régiment de Tirailleurs Tunisiens (4 RTT), composto dal 4 RTT, una compagnia del 775th US Tank Battalion (carri Sherman) ed uno squadrone di TD (Tank Destroyers) del 7ème Régiment de Chasseurs d’Afrique (7 RCA), appoggiati da due gruppi da 105 e quattro da 155.
    Il 4 RTT, partendo dalle regioni Il Lago (quota 346) e Campo Piano (quota 502) dovrà scendere a quota 70 del Rio Secco, attraversare il torrente all’altezza dell’abitato dell’Olivella e risalire gli 800 metri di dislivello fino al Colle del Belvedere (quota 681) ed al Colle Abate (quota 915);
  2. Raggruppamento del tenente colonnello Gonzales de Linarès, comandante del 3ème Régiment de Tirailleurs Algériens (3 RTA), che dovrà assicurare con due battaglioni (II/3 RTA e III/3 RTA) la copertura a Nord del Raggruppamento Roux attraverso la valle del Rio Secco, appoggiato da due gruppi da 105 e da un gruppo da 155. Il I/3RTA costituirà la riserva della divisione;
  3. Raggruppamento del colonnello Bonjour, comandante del 3ème Régiment de Spahis Algériens (3 RSA), comprendente elementi blindati, una compagnia del 755 US TB, uno squadrone del 7 RCA ed un distaccamento di fanteria: dovrà assicurare la copertura del Raggruppamento Roux a Sud, disponendo di un gruppo da 105 ed uno da 155.

Il complesso spostamento dei reparti avviene quasi interamente nella notte tra il 24 e il 25, senza particolari incidenti, mentre il 7ème Régiment de Tirailleurs Algèriens (7 RTA) rimane a riposo nella zona di Acquafondata per riorganizzarsi dopo le perdite subite nei giorni precedenti. L’artiglieria del C.E.F., oltre a comprendere la 13th US Artillery Brigade, viene rinforzata da un gruppo da 4,5 pollici, due batterie da 203 mm e due gruppi da 155 M1 della 71st US Artillery Brigade. [2]

Nel diario storico dell’OKW la giornata del 24 si presenta in modo analogo a quella precedente: attività di pattuglie sul fronte della 44 HuD, dove vengono catturati “sempre più numerosi prigionieri”, ed un certo affanno per l’attacco della 2 DIM sul Monte Santa Croce.

“Il nemico” – è scritto - “con l’appoggio di pesanti interventi d’artiglieria, ha condotto ripetuti attacchi contro il Monte Santa Croce, che in parte con corpo a corpo, sono stati tutti respinti. Il nostro contrattacco per ristabilire la zona delle penetrazioni del giorno prima, ha scatenato un attacco nemico che ha avuto un successo solo parziale. La zona dello sfondamento è stata ristretta e chiusa robustamente. Un attacco condotto in soccorso del gruppo accerchiato ha potuto restaurare il collegamento con il grosso di questo gruppo. Solo un plotone avanzato di sette uomini è ancora accerchiato su un’altura”. [3]

25 gennaio 1944

Il 25 gennaio il diario storico registra gli attacchi nel settore della 44 ID, che si sviluppano dalle 8 del mattino “dopo una pesantissima preparazione d’artiglieria”.
Alle 7 del mattino, dopo un bombardamento aereo che colpiva le postazioni tedesche di Olivella, Belvedere, Terelle e Belmonte, la 9ª compagnia del III/4 RTT attacca la quota 470, un’altura alle pendici del Monte Cifalco, che domina la strada per Belmonte, raggiungendone la sommità verso le 8,15.
I tedeschi contrattaccano e verso mezzogiorno la 9a compagnia è completamente annientata.

“Il nemico – si legge nel diario - è riuscito ad irrompere nella zona 3 Km. a Sud-Est di Belmonte. Il nostro contrattacco è stato subito avviato con le riserve locali (II./191, parti del Gruppo Leggero 95. e Pionieri). Si è riusciti a respingere l’irruzione”. [4]

L’attacco francese aveva però consentito al II ed al III/4 RTT di attraversare indenni l’Olivella ed il Rio Secco, a partire dalle 8,30: il II battaglione aveva proseguito verso il Belvedere per un sentiero che sale alla quota 700, vicino alla strada da Caira a Terelle; l’11a compagnia del III/4 RTT aveva invece risalito un canalone, battezzato "Ravin Gandoët" dal nome del comandante del battaglione, proprio davanti all’Olivella, raggiungendo, dopo una penosissima marcia su forti pendenze, prima la quota 681 e quindi la quota 721 del Belvedere.


RAVIN GANDOET: 25 GENNAIO 1944 - 25 NOVEMBRE 2006

“No, Jordy, nessuno saprà mai ciò che abbiamo fatto. Nessuno se lo chiederà mai. Queste cose, vedi, non si possono raccontare: spariscono con noi”.
(Ten. Nicolas al Ten. Raymond Jordy - 01.00 circa del 26 gennaio 1944, quota 681)

05/01/2007 | richieste: 4134 | LIVIO CAVALLARO
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Il I/4 RTT con elementi del Raggruppamento Bonjour rastrella la zona dell’Olivella, dove rimanevano elementi nemici isolati, mentre i tedeschi, dopo aver rioccupato la quota 470, si spingono fino a Casa Luciense.
Alla fine della giornata, sotto una pioggia battente, il III/4 RTT si attesta sulle quote 681 e 721 del Belvedere, ma, alla sua sinistra, il II/4 RTT è fermo all’altezza delle ultime curve a gomito della strada per Terelle, davanti alla quota 700. Nella valle il I/4 RTT non era riuscito ad entrare nel paese di Caira ed il Raggruppamento Bonjour non aveva potuto impossessarsi del Colle Marino.
Considerata la situazione che si prospettava, alla sera il generale de Monsabert ordina al 7 RTA di lasciare Acquafondata e di scendere nella valle del Rapido. [5]

Alla sinistra dei Francesi, l’attacco americano verso Cassino veniva respinto. Nel diario storico dell’OKW viene annotato:

“L’attacco tra Cassino e l’incrocio stradale a 2 Km. a Sud-Ovest di Sant’Elia, appoggiato in parte da carri armati, due dei quali sono stati distrutti, è stato del tutto respinto. Gli attacchi nemici sono stati eseguiti sotto un pesante fuoco e con l’appoggio di blindati contro le posizioni di difesa di Montecassino. Alla sera sono stati notati nuovi preparativi di circa 40 carri armati, che sono stati sottoposti ai nostri efficaci tiri d’artiglieria”. [6]

I tedeschi che temono un attacco in forze verso Belmonte ed Atina, hanno fatto affluire il II./191 IR, elementi del A.A. 95 (Aufklärungs Abteilung – Gruppo Esplorante) e del Pionier-Bataillon 95 della 5 GJD verso le quote 155 e 470 della valle del Rio Secco. Il I./131 IR è schierato sulle pendici Sud-Est del Belvedere, mentre il II./131 IR nella zona Terelle-Caira-Colle Marino. Nel corso della giornata il III./134 IR viene avviato nella zona di Belmonte, mentre il I./134 IR raggiunge la zona di Atina.
Vengono impegnati i pezzi del Artillerie-Regiment 96 della 44 I.D. e del Gebirgsartillerie-Regiment 95 della 5 GJD. [7]

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26 gennaio 1944

Nella mattinata i resti della 9ª compagnia del III/4 RTT riescono a stento a mantenersi sulle pendici della quota 470, mentre il I/3 RTA finalmente giunto in zona si schiera attraverso la valle del Rio Secco, fino alla quota 155.

“Il nemico – è annotato nel diario storico - ha continuato il suo attacco dalla zona di irruzione del giorno prima a 3 Km. Sud-Sud-Est davanti a Belmonte e spinge con pesanti interventi d’artiglieria verso Nord-Ovest e verso Nord.
Verso mezzogiorno si è riusciti con attacchi condotti da Nord e da Nord-Ovest e con fuoco concentrato di artiglieria a bloccare l’attacco.
Contemporaneamente agli attacchi nemici contro l’ala sinistra della 44. I.D. numerosi tentativi di sfondamento sono stati eseguiti contro l’ala destra della 5. Geb. Div.; in parte sono stati eseguiti con granate fumogene ed al fosforo. Tutti gli attacchi sono stati respinti, in parte con scontri corpo a corpo”.
[8]

Alle 16,30 le compagnie del III/4 RTT, schierate fra le quote 681 e 721 del Belvedere, passano all’attacco e verso le 18 la quota 862 viene conquistata. A sinistra il II/4 RTT avanza verso la quota 915 di Colle Abate, che raggiunge dopo un aspro combattimento verso le 23.

“Dopo aver fatto affluire rinforzi, nel pomeriggio il nemico ha attaccato di nuovo e ha preso dopo un esasperato combattimento la quota delle “serpentine” e la quota a 2 Km. Est di Terelle. Con il nostro contrattacco le quote e la serpentina a Nord sono state recuperate. Per contenere gli attacchi nemici sono state impegnate tutte le riserve locali disponibili. Il nostro contrattacco lanciato da Nord ha potuto avanzare solo lentamente a causa del massiccio fuoco di sbarramento d’artiglieria”. [9]

Nella valle si sviluppa un attacco tedesco fra le quote 315 e 470 ed il I/3 RTA perde terreno, tanto che nel corso della giornata i tedeschi s’infiltrano fino all’Olivella ed alla quota 70, tagliando la linea dei rifornimenti per il Belvedere.
Alla sinistra della 3 DIA, gli americani non riescono a progredire verso la città di Cassino:

“Ad iniziare dalle ore della notte, il nemico ha condotto reiterati assalti ed attacchi nella zona a 1-3,5 Km. a Nord di Cassino. E’ stato lanciato un pesante attacco nelle ore centrali del giorno con l’appoggio di fuoco di almeno 25 carri armati a 3 Km. a Nord di Cassino; come gli altri è stato fermato davanti alla linea principale. Un carro armato è stato incendiato dalla nostra artiglieria”. [10]

Nel corso della giornata il comando del 2° Corpo d’Armata americano decide di impegnare il 142° reggimento di fanteria della 36ª divisione a sostegno della 3 DIA. [11]

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27 gennaio 1944

Alle 10, un distaccamento blindato del 3 RSA ed il II/3 RTA ricevono l’ordine di attaccare l’Olivella e, dopo una lunga serie di combattimenti durati tutto il giorno, i tedeschi vengono respinti in direzione di Belmonte. Verso le 16 muore all’Olivella il colonnello Roux, comandante del 4 RTT, ed il colonnello Chappuis prende il comando del settore.
Il diario storico tedesco riporta che:

“Nella valle di Belmonte il III./ Gren. Rgt. 134 in un contrattacco ha raggiunto con le punte avanzate il Colle Grosso (1,5 Km. a Sud-Est di quota 862) ed è arrivato ad 1 Km. a Nord-Est del Colle”. [12]

Intanto sulle montagne, dopo una violenta preparazione d’artiglieria, i tedeschi hanno attaccato le quote 915 e 862 con il I./134 IR ed elementi del IR 131. [13]

Alle 11 il II/4 RTT deve abbandonare la quota 915, mentre il III/4 RTT riesce a mantenersi sulla quota 862. Alle 12,30 il II/4 RTT è respinto fino alla quota 700 che viene persa, mentre il III/4 RTT è costretto a ripiegare sulle quote 681 e 721 del Belvedere.
I fanti tunisini, senza viveri, senz’acqua e senza munizioni resistono su queste estreme posizioni soltanto grazie ai concentramenti di artiglieria che si abbattono sulla fanteria tedesca a poche decine di metri davanti a loro. [14]

“Le riserve fatte affluire nella zona dell’irruzione - è scritto nel diario - hanno attaccato il nemico da Nord e da Ovest. Dopo un’alterna conquista le quote 862 e Monte Abate (3 e 2 Km. ad Est-Nord-Est di Terelle) sono in nostro possesso. Durante i combattimenti nella zona di sfondamento sono stati presi 114 prigionieri”. [15]

Il comando francese fa affluire il I ed il III/7RTA, introdotti nel dispositivo a Sud del 4 RTT, mentre il II/7 RTA assume la funzione di riserva della divisione.
Il generale Juin ordina di mantenersi costi quello che costi sulle posizioni del Belvedere e di riprendere, se possibile, le quote 700, 771, 862 e 915.
Nel settore del 2° Corpo americano, verso Cassino, “Il nemico – così annota il diario storico - ha attaccato con l’appoggio di carri armati per due volte con forze di battaglione a Caira; gli attacchi sono rimasti imbrigliati dal nostro fuoco concentrato. Tre carri armati nemici penetrati nella linea principale delle posizioni del Gren. Rgt. 132 sono stati distrutti con armi per il combattimento ravvicinato”. [16]

Al comando del generale Juin viene indicato che, nella notte fra il 27 e il 28, il 142 US IR, della 36 US ID, passerà attraverso il settore della 3 DIA a 4 Km. a Sud-Ovest di S. Elia. [17]

28 gennaio 1944

“Nella mattinata – registra il diario storico - il nemico ha lanciato ripetuti attacchi contro Caira che sono stati tutti respinti. Nel punto di rottura i combattimenti diventano sempre più violenti. Il nemico ha fatto giungere nuove forze – a quanto pare della 34a divisione di fanteria americana – per ottenere a forza lo sfondamento”.

All’alba i tedeschi attaccano violentemente sul Belvedere, ma “Le pendici recuperate a 3 Km ad Est di Terelle hanno dovuto essere di nuovo abbandonate a causa del pesantissimo fuoco d’artiglieria con nostre perdite non indifferenti. Sfruttando il fuoco dell’artiglieria il nemico ha di nuovo attaccato colle Abate (2 Km. Est-Nord-Est Terelle) e sulle quote ad Est di questo”. [18]

Nel corso dei bombardamenti dell’artiglieria francese muore il colonnello Kinzelbach, comandante del IR 131.
Il diario annota che “Un ulteriore attacco nemico a livello di reggimento con l’appoggio di carri armati è stato portato avanti nei passaggi della valle di Belmonte”. [19]

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Infatti, tra le 10 e le 11 il distaccamento del 3 RSA, il I/3 RTA ed elementi del 7 RTA contrattaccano all’Olivella e nella valle del Rio Secco. Alle 14,30 il I/3 RTA riconquista la quota 155 e si rafforza sulle pendici della quota 470, mentre il 3 RSA riprende possesso dell’Olivella. [20]

“Nell’incipiente oscurità - conclude il resoconto della giornata il diario storico - sono in corso gli attacchi su ambedue gli obbiettivi: riserve sono in marcia per bloccarli”.

Mentre sul Belvedere i francesi riescono a mantenere il possesso delle quote 721 e 681, i tedeschi fanno affluire ulteriori e scarse riserve: una compagnia di un battaglione Pionieri della Luftwaffe, da Tivoli, ed il Aufklärungs-Abteilung 103 (gruppo esplorante), da Gaeta.
Intanto, il comando del 2° Corpo americano comunica che il 142° reggimento non è ancora pronto ad intervenire ed il generale Juin emana gli ordini di riprendere le quote perdute (700, 771, 862 e 915) il giorno successivo.
La 3 DIA riceverà l’appoggio di tre gruppi supplementari d’artiglieria del 2° Corpo americano. [22]

29 gennaio 1944

Alle 7 del mattino, da Nord a Sud, il III/4 RTT, il I/4 RTT, che ha rimpiazzato il II/4 RTT praticamente fuori combattimento, ed il III/7 RTA, dopo una terribile preparazione d’artiglieria, partono all’assalto delle posizioni tedesche. Alle 7,45 il III/4 RTT s’impadronisce della quota 862; il I/ 4 RTT non arriva fino alla quota 771, ma il III/7 RTA mette piede sulla quota 700.
Tra le 10,45 e le 11,15 un contrattacco tedesco rigetta indietro il III//RTA dalla quota 700 e la situazione del III/4 RTT si fa critica sulla quota 862, appena riconquistata. [23]

“Nella zona invasa, il nemico ha continuato i suoi ostinati tentativi con l’appoggio di un pesante fuoco di artiglieria, anche di grossissimo calibro. La quota a 2,5 Km. Est-Sud-Est di Terelle temporaneamente persa, è stata subito ripresa con un contrattacco; dopo terribili combattimenti tutti i tentativi di sfondamento sono stati bloccati”. [24]

Alle 14,30 il III/7 RTA riesce però a riconquistare la quota 700, ma il I/4 RTT non riesce a progredire oltre la quota 771, mentre il III/4 RTT si mantiene a fatica sulla 862, dove affluiscono elementi del 3 RTA. [25]

Il comando tedesco cerca di parare il colpo riducendo il fronte della 44 ID:

“Il comando della 5. Geb. Div. ha assunto la competenza su quello che era finora il fianco sinistro della 44 ID. La linea di demarcazione: 1 Km. ad Ovest di S. Elia – la quota ad Est di quota 862 – la quota 1.000 (2 Km. Nord-Ovest Belmonte).
Anche qui i combattimenti sono continuati con non diminuita violenza. Nonostante forti cannoneggiamenti, in parte con nebbiogeni e granate al fosforo, il nemico non ha potuto operare lo sfondamento verso Belmonte. ”.

Nel corso della giornata sono segnalati “Rinnovati attacchi appoggiati da carri armati contro Caira: sono stati respinti e 3 carri sono stati distrutti”. [26]

Nella notte del 29 ed all’alba del 30, i tedeschi contrattaccano per due volte le posizioni francesi sulla quota 862, ma senza successo.


COLLE ABATE QUOTA 915 - LA TESTIMONIANZA DI KARL GRUNER

Che notte fu quella trascorsa tra il 29 ed il 30 gennaio 1944!
Mi trovavo allora in marcia con i miei uomini, con i muli, con i nostri pezzi d’artiglieria (Skoda da 7,5 cm) e con gli animali da soma che trasportavano munizioni ed equipaggiamenti. L’ufficiale Gruber si era poco prima slogato un piede sul terreno impervio e quindi dovevamo procedere lentamente, ciò che ci avrebbe portato fortuna.

24/03/2008 | richieste: 3618 | KARL GRUNER
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30 gennaio 1944

La situazione generale del XIV Panzer-Korps è così sintetizzata nel diario storico dell’O.K.W.:

“Sul fronte destro e particolarmente nella zona a Nord di Cassino, tentativi del nemico di ottenere uno sfondamento con tutti i mezzi disponibili. I pesanti attacchi sono naufragati, talvolta a corpo a corpo, di fronte alla tenace resistenza delle divisioni”. [27]

Alle 10, il I ed il III/4 RTT attaccano la quota 771 che è conquistata alle 11,30, ma è ripersa alle 14,30. La quota 700 rimane nelle mani del III/7 RTA, appoggiato da elementi del 142 US IR. [28]

“Per tutto il giorno – si osserva nel diario storico - si è combattuto con accanimento e con forti perdite da ambo le parti per il possesso dei settori che sono decisivi nella situazione attuale.
Anche le quote a 2,5 Km. ad Est-Sud-Est di Terelle sono state perse dopo aspri combattimenti con alterne vicende. Reparti del II./Gren. Rgt. 134 sbarrano la strada verso Terelle. Ad Ovest della quota 862, alla sera, un’altura ha dovuto essere abbandonata di fronte a forze nemiche preponderanti”.
[29]

Nel corso della giornata il paese di Caira cade nelle mani dei fanti americani del 168° reggimento:

“Nella mattinata con l’appoggio pesante dei carri armati il nemico è riuscito a conquistare le quote a Sud di Caira. Verso sera a seguito del pesante fuoco nemico e dell’intervento rilevantissimo di mezzi corazzati è stato perso lo stesso paese di Caira. 6 carri nemici sono stati incendiati. Si è potuto intercettare l’attacco nemico sulle pendici 2,5 Km. ad Ovest-Nord-Ovest di Cassino. Rinforzi per le deboli forze che occupano questa linea sono in marcia”. [30]

La conquista di Caira consente al Raggruppamento Bonjour di spingersi verso il Colle Marino e la strada per Terelle.
La sorveglianza della valle del Rapido è rinforzata con l’arrivo dei primi reparti di Goumiers marocchini [31] e nel settore della 5 GJD “Un pesante fuoco nemico ha impedito il recupero delle pendici a 2 Km. Sud-Sud-Est di Belmonte”. [32]

31 gennaio 1944

Tra le 7 e le 7,30, il I/142 US IR occupa la quota 720 ed il I/7 RTA conquista la quota 771 verso le 8. Alla stessa ora il Raggruppamento Bonjour conquista il Colle Marino con il suo distaccamento di fanteria e gli equipaggi appiedati di uno squadrone del 7 RCA.
Dalle 11,30 il I/7 RTA occupa la quota 915 di Colle Abate, respingendo nel pomeriggio dei contrattacchi tedeschi. Il III/4 RTT mantiene il possesso della quota 862.
I fanti americani del 142 US IR si impadroniscono della cappella a 750 metri a Sud-Sud-Ovest della quota 915 e si avvicinano alla Masseria Manna.
Nella notte del 31 un distaccamento blindato americano risale la strada da Caira a Terelle, fino alla quota 700, stabilendo una base con i carri leggeri del 3 RSA, dei TD del 7 RCA e gli “Sherman” del 755th US TB. [33]

Nel diario storico tedesco la giornata del 31 gennaio è così annotata:

sul fronte della 44 I.D. “Il nemico ha attaccato di nuovo per tutto il giorno con pesanti interventi d’artiglieria nella zona di Cassino e specialmente nella zona di rottura. Mentre presso Cassino è stato bloccato, dopo violenti combattimenti con alterne vicende gli è riuscito di prendere le quote a 2 Km. ad Est-Nord-Est di Terelle-Colle Abate.
Anche su entrambi i lati della strada verso Terelle le nostre truppe hanno dovuto ripiegare verso Ovest di fronte a preponderanti forze nemiche.
La nuova posizione di sbarramento è stata costituita sulla linea: 1,5 Km. a Sud di Caira – 2 Km. ad Ovest di Caira – 2 Km. a Nord-Nord-Ovest di Caira.
Un contrattacco per la ripresa della quota a 2 Km. Est-Nord-Est di Terelle è in corso”.

Sul fronte della 5. Geb. Div.: “Contro una decisa resistenza del nemico la quota a Nord-Est di Colle Abate è stata ripresa. Attacchi più deboli di truppe d’assalto contro la zona del Geb.Jg. Rgt. 100 sono rimasti senza successo”. [34]

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1 febbraio 1944

La 3 DIA si mantiene sulle posizioni raggiunte, malgrado i numerosi contrattacchi tedeschi. Nella valle del Rio Secco viene stabilmente occupata la quota 315.
Il diario storico registra ancora “Attacchi nemici verso la quota a 2 Km. ad Ovest-Nord-Ovest di Caira. Combattimenti in corso nel bosco dell’Elcineta. Attacchi contro Colle Abate sono stati bloccati da immediati contrattacchi e sul loro sviluppo non si hanno ancora notizie”.

Sul fronte della 5. Geb. Div., “Il nemico ha portato rilevanti attacchi contro le pendici occidentali della valle di Belmonte e gli è riuscito di prendere la quota 1,5 Km. Est di quota 862”. [35]

Alla fine della giornata, la linea raggiunta dai francesi è la seguente: Monte Ciccurro, quota 510, Il Lago, quota 502, versante Sud della quota 470, quota 155, quota 315, quota 862, quota 915; gli americani sono a quota 720, alla cappella ed alla Masseria Manna, davanti a Terelle. [36]

Il diario storico segnala anche che la “nuova posizione del posto di comando del Corpo si è spostato a Castel Massimo (4 Km. a NE di Frosinone)” e, fatto eccezionale, la morte di due cavalieri della Croce di Ferro: “Durante i pesanti combattimenti difensivi a Nord di Cassino è morto eroicamente il cavaliere della Croce di Ferro capitano Heger, comandante il II./A.R. 96. Il cavaliere capitano Baranek, comandante il Pi.-Btl. 190 non è parimenti sopravvissuto alle gravi ferite riportate”. [37]

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2 febbraio 1944

Un distaccamento blindato francese, con l’appoggio di personale appiedato del 3 RSA, cerca di raggiungere l’abitato di Terelle lungo la strada, ma viene fermato e semi distrutto da un violento tiro di artiglieria e dalle mine.
Nella notte il 17° Tabor (Goums Marocains) tenta, senza successo, di infiltrarsi dalle quote 700 e 720 verso le pendici di Monte Cairo. [38]

“Sull’ala destra della 44 ID diverse spinte offensive del nemico rimangono senza successo. Un attacco condotto dalla zona a 2 KM. a Sud-Est di Terelle in direzione Sud-Ovest è parimenti respinto. Gli attacchi del nemico condotti nelle ore del mattino contro Terelle rimangono sotto il nostro fuoco difensivo concentrato”.
Il diario storico prosegue con questa affermazione: “Sull’ala sinistra il nemico cerca, con l’appoggio di un vivace fuoco d’artiglieria, di prendere Colle Abate (2 Km. ad Est-Nord-Est di Terelle). L’altura, dopo aspri combattimenti, è rimasta in nostre mani”.
Il diario conclude così la drammatica sequenza dei combattimenti: “Sul fronte della 5 GJD ripetuti attacchi nemici contro quota 856 (direttamente a Nord di quota 862) sono respinti con scontri ravvicinati. Per il resto del fronte della divisione nulla di significativo al di fuori di attività di artiglieria e reparti esploranti”. [39]

3 febbraio 1944

Le forze che si oppongono sul terreno realizzano un equilibrio che non si modificherà praticamente più. I tedeschi lanciano un ultimo contrattacco verso la quota 915, respinto dai francesi, ma conservano il possesso della vicina quota 875.
A partire da mezzogiorno il 5 RTM (2 DIM) rileva interamente le posizioni del 3 RTA e nella notte quest’ultimo rileva il 4 RTT sul Belvedere ed a Colle Abate. [40]

Nel corso della battaglia la 3 DIA ha subito la perdita di 264 caduti, (22 ufficiali), 1.280 feriti (37 ufficiali) e 547 dispersi (5 ufficiali), per un totale di 2.091 uomini (64 ufficiali).
Il solo 4 RTT ha subito la perdita di 207 caduti (14 ufficiali), 739 feriti (19 ufficiali), 426 dispersi (5 ufficiali), per un totale di 1.372 uomini (38 ufficiali).
Le perdite dei tedeschi sono valutate dai francesi in 190 caduti e 515 feriti. I prigionieri, cifra questa volta ufficiale, sono stati 354. [41]

Quando i resti del 4ème Régiment de Tirailleurs Tunisiens lasciarono finalmente il fronte per un turno di riposo, furono passati in rivista dal generale de Monsabert, denominato dopo l’affare del Belvedere, “le boucher du Rapido”, il “macellaio del Rapido”; sfilandogli davanti, molti dei soldati tunisini, convinti di essere stati sanguinosamente sacrificati per nulla, sputarono per terra! [42]

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I disegni del Liutenent Jouanneau-Irriere

Integrazione di Mauro Lottici del 12/01/2006

Non ho saputo resistere, ma devo ammettere che anche il caso ha avuto la sua parte.

Da un paio di giorni mi è arrivato dalla Francia un libro, vinto su un sito di aste on line, dal titolo: "LA VICTOIRE SOUS LE SIGNE DES TROIS CROISANT – TOMO 1 – LA VIE, LE PEINES ET LES GLOIRES DE LA TROISIEME DIVISION D’INFANTERIE ALGERIENNE EN ITALIE", edito ad Algeri nel 1946.

Ero sicuro di trovare il solito repertorio fotografico da "urlo" al quale i francesi mi hanno oramai abituato, ma ho avuto un altra sorpresa; il volume non è fotografico, le immagini sono costituite da schizzi e disegni presi direttamente sul campo di battaglia durante le operazione della 3ª divisione di fanteria algerina in Italia.
Poi arriva l’Alberto Turinetti di Priero che mi spara ad alzo zero questo magnifico articolo, anche lui da "urlo", sugli scontri del Belvedere tra tedeschi e francesi. Argomento già trattato in questo sito ma abbastanza scarso di fotografie.

Ma allora, penso io, perchè non utilizzare alcuni dei bellissimi disegni che il Liutenent Jouanneau-Irriere ha superbamente eseguito per illustrare il volume di cui sopra? In fondo un disegno ha le stesse valenze di comunicazione e dramma contenute in una foto, soprattutto se questi sono stati eseguiti "in diretta" sul campo. Ed ecco a voi, quindi, le "foto" mai viste dell’attacco dei francesi sul Belvedere.

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Bibliografia

Note

  1. ^ Cfr. Karl Mehner, a cura di, Die geheimen Tagesberichte der deutschen Wehrmachtsführung im zweiten Weltkrieg 1939-1945, Band 9: 1. Dezember 1943-29. Februar 1944, Biblio Verlag, Osnabrück, 1987, pag. 244.
  2. ^ Cfr. Georges Boulle, Le Corps Expéditionnaire Français en Italie (1943-1944), La campagne d’hiver, Ministère d’Etat chargé de la Défense Nationale, Etat-Major de l’Armée de Terre, Service Historique, Paris, Imprimerie Nationale, 1971, pag. 114.
  3. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 248.
  4. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 252.
  5. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 117. I tedeschi fanno intervenire la “Alarm-Kompanie” della 44 ID. (Boulle pag. 213).
  6. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 252.
  7. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 117.
  8. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 256.
  9. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 256.
  10. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 256.
  11. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 118. Nel corso della giornata il I./134 della 44 ID arriva a Capo di Chia e viene avviato verso Terelle (Boulle, pag. 213).
  12. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 261.
  13. ^ A proposito dei combattimenti del Belvedere, il diario storico dell’O.K.W. non cita gli interventi dei "Nebel-Werfer" del Artillerie-Regiment 71, peraltro più volte ricordati durante le operazioni della zona di Cassino. Nel corso della giornata sono impegnati il I. ed il III./191 della 71 ID, mentre il II./191 viene spostato dalla zona di Belmonte (Boulle, pag. 213).
  14. ^ Un racconto della battaglia del Belvedere, molto enfatico, ma denso di particolari sulle drammatiche condizioni dei battaglioni tunisini, è contenuto nel libro del generale René Chambe, Le Bataillon du Belvedere, Flammarion, Paris, 1957. Il libro è apparso in Italia con il titolo La strada per Cassino, Edizioni dell’Albero, Torino, 1967.
  15. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 261.
  16. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 261.
  17. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 122.
  18. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 265.
  19. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 266.
  20. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 123.
  21. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 266.
  22. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 125.
  23. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 125.
  24. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 270.
  25. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 126.
  26. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 275.
  27. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 275.
  28. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 126.
  29. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 275.
  30. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 275.
  31. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 126.
  32. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 275.
  33. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 127.
  34. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 285.
  35. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 285.
  36. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 127.
  37. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 285.
  38. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 128. I servizi del Deuxième Bureau del C.E.F. valutano che i battaglioni tedeschi del 131°, 134° e 191° reggimento, all’inizio del loro impiego, hanno una forza fra i 250 ed i 300 uomini (Boulle, pag. 217).
  39. ^ Cfr. Mehner, Cit., pag. 289.
  40. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 128.
  41. ^ Cfr. Boulle, Cit., pag. 128.
  42. ^ Cfr. Jean-Christophe Notin, La campagne d’Italie, Les victoires oubliées de la France, 1943-1945, Perrin, 2003, pag. 301.

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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