CON I NIPOTI DEL TENENTE RAYMOND JORDY SU QUOTA 862
Data: 19-11-2007Autore: LIVIO CAVALLAROCategorie: I luoghiTag: #today, colle-belvedere, ravin-gandoet

CON I NIPOTI DEL TENENTE RAYMOND JORDY SU QUOTA 862

Parigi, settembre 2007. I fratelli Frédéric e Ludovic Gros sono da tempo impegnati in una ricerca “di famiglia”.
Sin da piccoli sanno bene che il loro nonno materno Raymond Jordy ha combattuto con il Corpo di Spedizione Francese (CSF) nella campagna d’Italia, durante l’inverno del 1944.
Ma Frédéric e Ludovic non hanno mai conosciuto il nonno, sanno che è caduto vicino Cassino, durante una delle battaglie più dure mai svoltesi sul fronte italiano.

Il tenente Raymond Jordy era al comando dell’11ª compagnia, inquadrata nel 3° battaglione del 4° Régiment de Tirailleurs Tunisiens (3/4 RTT), l’unità che per prima si lanciò all’assalto di Colle Belvedere, il 25 gennaio 1944.
Jordy ed i suoi uomini penetrarono attraverso le linee tedesche arrampicandosi per il “Ravin Gandoet”, una sorta di canalone che dalla frazione dell’Olivella porta sulla cresta di Colle Belvedere e che ha preso il nome del comandante di battaglione, maggiore Gandoet.
Dopo 11 giorni di assalti e contrassalti, il decimato 4° RTT ricevette il cambio ed abbandonò il Belvedere. Il maggiore Gandoet, il tenente Jordy, l’aiutante Dick e il medico Revalonanosy furono gli ultimi a lasciare la posizione.
Ma in un punto lungo il tragitto che doveva condurli a Sant’Elia, una granata di artiglieria centrò in pieno il gruppetto: Jordy e Dick furono feriti a morte e il comandante Gandoet rimase l’unico ufficiale del 3/4 RTT sopravvissuto alla battaglia del Belvedere.

I fratelli Gros sono in possesso di libri e articoli che descrivono l’azione di Colle Belvedere, effettuano ricerche sul combattimento cui ha preso parte il nonno, con il desiderio di andare un giorno a visitare i luoghi dello scontro, il luoghi dove il nonno si è immolato.
Per la loro ricerca si avvalgono anche di Internet. Digitando il nome Jordy su un noto motore di ricerca, vengono a conoscenza del sito www.dalvolturnoacassino.it ed in particolare dell’articolo di Livio Cavallaro, relativo proprio alla risalita del “Ravin Gandoet”, compiuta nel novembre del 2006 da un gruppetto di appassionati.
Ai primi di settembre 2007, Frédéric e Ludovic si mettono in contatto con Alberto e Livio Cavallaro e chiedono un supporto per una visita a Cassino che stanno progettando. Alberto fornisce un valido contributo per organizzare la visita sia ai francesi sia al sottoscritto.


LA VICENDA DEL TENENTE RAYMOND JORDY

NOSTRO NONNO, RAYMOND JORDY, EROE DEL BELVEDERE

Il Tenente Raymond Jordy, caduto sul campo di battaglia il 4 febbraio 1944.

15/10/2007 | richieste: 3047 | FREDERIC GROS
Ricerche | #today, colle-belvedere, ravin-gandoet

RAVIN GANDOET: 25 GENNAIO 1944 - 25 NOVEMBRE 2006

“No, Jordy, nessuno saprà mai ciò che abbiamo fatto. Nessuno se lo chiederà mai. Queste cose, vedi, non si possono raccontare: spariscono con noi”.
(Ten. Nicolas al Ten. Raymond Jordy - 01.00 circa del 26 gennaio 1944, quota 681)

05/01/2007 | richieste: 4133 | LIVIO CAVALLARO
Le battaglie, I luoghi | #gennaio 1944, #today, colle-belvedere, francia, ravin-gandoet

LA BATTAGLIA DEL BELVEDERE (25 GENNAIO-2 FEBBRAIO 1944): DUE DOCUMENTI A CONFRONTO.

Questa breve sintesi è il frutto della comparazione fra due testi ufficiali: il diario storico dell’O.K.W., il comando supremo delle forze armate tedesche, e l’opera del colonnello Georges Boulle, edita nel 1971 a cura del “Service Historique” dell’Esercito Francese.

06/01/2006 | richieste: 6517 | ALBERTO TURINETTI DI PRIERO
Le battaglie | #gennaio 1944, colle-belvedere, francia

LE BATAILLON DU BELVEDERE

Tra le imprese che in maggior misura misero in risalto il valore dei Corpi di Spedizione Francesi in Italia, ci fu senza dubbio l’attacco sferrato contro il Monte Belvedere durante la prima fase della Battaglia di Cassino alla fine del gennaio 1944.

10/03/2004 | richieste: 4570 | LUIGI GRIMALDI
Le battaglie | #gennaio 1944, colle-belvedere, francia


Finalmente, il 20 ottobre 2007, i fratelli Gros giungono a Cassino accompagnati da Antoine (figlio di Frédéric) e dal cognato Benoit Martin Saint Leon (marito della sorella di Frédéric e Ludovic) con i suoi figli Romain e Augustin.
L’appuntamento è alle 13.00, ovviamente al "Cassino War Memorial". Ad attendere i francesi ci sono Roberto Avallone del Memorial insieme a Livio, Mauro, Gabriele ed Andrea. Dopo una visita al museo ed un primo scambio di informazioni, notizie ed altro, si parte in macchina in direzione di Colle Belvedere. Il tempo a disposizione è poco ma le ore successive saranno dense di scoperte ed emozioni.

La prima tappa è a quota 53, un punto sulla strada tra Cassino e Sant’Elia, nei pressi del fiume Rapido, da cui si ha un’ottima visuale del campo di battaglia a partire da Rocca Janula fino a Monte Cifalco. Livio rivolge ai francesi una breve descrizione dei luoghi per dare agli ospiti un minimo di familiarità con il terreno. Loro hanno già in mente la morfologia dei luoghi per averla studiata a casa, ma di certo il fatto di ritrovarsi di fronte a quelle quote deve esser stato un impatto di grande interesse.
Si riparte alla volta dell’Olivella. Giunti nella piccola frazione, i nostri ospiti hanno l’opportunità di osservare il “Ravin Gandoet” ed il Belvedere dal basso, nei pressi del punto in cui il tenente Jordy, attraversato il Rio Secco, iniziò la difficile salita. Ci chiedono come sia andata la nostra salita e sperano di poterla ripetere con noi un futuro.
Le due auto salgono lungo la via ricca di tornanti che da Caira porta a Terelle, fino a raggiunge il pianoro dell’Ottaduna. Parcheggiamo nei pressi delle case di quota 667 e a piedi si parte alla volta del "Picco senza nome", un rilievo sul crinale est di quota 862.
Nel primo tratto si passa poche decine di metri a monte dell’uscita superiore del “Ravin Gandoet”. Dall’alto si vede perfettamente quota 658, la prima collina occupata da Jordy e i suoi appena terminata la salita del ravin.
In meno di un quarto d’ora siamo tutti sul "Picco senza nome".

2016
2015
2014
2013
2012
2011

Il 26 gennaio 1944, secondo giorno della battaglia del Belvedere, due plotoni della 10ª compagnia furono sottoposti a Jordy per proseguire l’azione. Uno di quei due plotoni era comandato dal tenente Bouakkaz e aveva come obbiettivo il "Picco senza nome". L’assalto iniziò alle 16.30 e partì da quota 658, ma Bouakkaz fu ucciso dopo aver percorso pochi metri e il plotone ebbe un momento di incertezza. Due suoi sottufficiali ed un soldato raccolsero il corpo e lo posero seduto su un fucile messo in orizzontale. Il quartetto si avviò verso la cima seguito da tutto il plotone che aveva ripreso vigore. Il corpo del giovane tenente fu adagiato sulla cima del "Picco senza nome" subito dopo che i tedeschi erano stati sloggiati, con gravi perdite per entrambi gli schieramenti.

Ancora oggi sul "Picco senza nome" ci si imbatte nei resti della battaglia: numerose postazioni difensive realizzate con pietre, poi bombe di mortaio e bombe da fucile inesplose, proiettili di fucile e spezzoni di filo spinato.
Il nostro gruppetto multinazionale continua la salita. Dopo aver superato una selletta ed una facile salita tra alberelli sparsi, giungiamo sulla cima di quota 862. Anche lì troviamo diversi reperti. I tre bambini francesi sono affascinati, vogliono sapere di che tipo di bombe si tratta, mentre gli adulti chiedono dettagli riguardo alla battaglia.
Quello fu il punto più avanzato raggiunto da Jordy e dalla sua 11ª compagnia. Il giorno seguente, 27 gennaio, il tenente sarebbe stato costretto a ripiegare su quota 658 a causa di un potente contrattacco sferrato dal II./191° granatieri tedesco. Infine quella triste collina sarebbe rimasta definitivamente in mano francese dopo un ulteriore assalto condotto dai tunisini ed altri reparti giunti in rinforzo.

2017

Ed è su quota 862 che la nostra breve escursione raggiunge il momento più toccante. Ludovic estrae da un contenitore che ha portato con se una bandiera francese e due striscioni. Si tratta di un tributo alla memoria delle truppe francesi che combatterono su quelle desolate colline.
Le frasi sugli striscioni sono:

“AGLI EROI DEL BELVEDERE
Al tenente Jordy, al comandante Gandoet e a tutti gli eroi del Belvedere
25 gennaio 1944 – 4 febbraio 1944”

2019
2018

I nipoti e i pronipoti di Jordy posano per le foto che non possono e non devono mancare. Poi, istintivamente, cala il silenzio. Il silenzio del ricordo, del rispetto e della preghiera. E’ Frédéric a parlare per primo. Rivolge ai tre ragazzi un breve commento sul valore dimostrato dal nonno, poi li esorta ad affrontare le difficoltà della vita, che non mancheranno anche se in forma meno cruenta, con lo stesso spirito di sacrificio.
Subito dopo viene recitato un Padre Nostro e un’Ave Maria. Francesi ed italiani pregano insieme, ognuno nella sua lingua.

Si torna alle auto dove concordiamo di salire su quota 721, la cima meridionale di Colle Belvedere. Dopo aver attraversato l’Ottaduna in macchina, la salita è brevissima. Quota 721 è un ottimo punto di osservazione per una panoramica d’insieme su tutte le colline coinvolte nella battaglia del Belvedere.

2021
2020

La giornata volge al termine. Riaccompagniamo i nostri ospiti francesi al Cassino War Memorial, dove giunge Roberto Molle e con il quale ci intratteniamo tutti insieme davanti ad un caffé. Apprendiamo che i fratelli Gros erano già stati a Cassino, ma da piccoli e di certo non erano stati sulla 862!
Il giorno dopo, domenica, Roberto accompagnerà Frédéric e Ludovic e gli altri in un nuovo interessante itinerario.

L’esperienza è stata molto, molto bella per tutti. I francesi ci hanno ringraziato calorosamente e sperano di tornare per un sopralluogo più approfondito, anche perché loro stanno ancora cercando di definire il punto, o almeno la zona, dove il nonno cadde colpito dalla granata tedesca. E noi li aiuteremo.

Questa piccola impresa è stata possibile grazie ad Internet. Grazie al sito DVaC.
Quando Internet è al servizio della memoria, come in questo caso, gli appassionati delle battaglie di Cassino non possono che esserne entusiasti.
Ricevere reduci o familiari dei combattenti di ogni nazione, portarli sui luoghi dove si è combattuto e sofferto, è per noi un onore ed un privilegio. E’ un qualcosa che, oltre alla passione “tecnica” per la storia militare, da un valore umano a tutto ciò. Il valore della memoria.

Integrazione di Roberto Molle

Si parte la domenica alle 8.30; oltre agli amici francesi ci accompagna Kay Scott, un'amica che condivide con noi la passione per questi eventi storici.
Prima tappa il Cimitero Militare Francese di Venafro. Il cielo è plumbeo, carico di pioggia, sulle montagne delle Mainarde, luogo di tante battaglie, si vede distintamente che sta nevicando. Appena scesi dall’auto ci accoglie un freddo gelido ed un vento fortissimo, che sembra voglia ricordarci ancora di più gli eventi di 63 anni fa.
Mentre mi trovo negli uffici del Cimitero per trovare il riferimento della tomba del Tenente Jordy, mi accorgo che gli amici francesi l’hanno già trovata. Infatti le tombe sono divise per unità di combattimento e non gli è stato difficile rintracciarla. Ci stringiamo in preghiera sulla tomba del Tenente Jordy…ricordiamo anche tutti i caduti, sono davvero tanti, attualmente 3414. Subito dopo ci dirigiamo a Filignano, dove visitiamo il Museo della Guerra curato dal direttore Michele Palma; da qui si gode una incredibile vista sul Monte Pantano, teatro di feroci combattimenti tra i francesi e gli americani della 34ª divisione "Red Bull", che nei presso del museo hanno eretto un memoriale, e i granatieri tedeschi.

Ci spostiamo a Venafro per una sosta ristoratrice. Mentre beviamo qualcosa di caldo e mostro agli amici francesi la mia collezione di libri dedicati al CEFI (con le numerose firme di veterani francesi che ho raccolto negli anni) incontriamo Luciano e Gino, tra i curatori del Museo della Guerra di Venafro; una visita ed una foto ricordo sono d’obbligo.

Torniamo verso Cassino, gli amici francesi devono recarsi in aeroporto, a Roma, nel primo pomeriggio ma, abbiamo ancora un’oretta di tempo; decido di portarli sulla cima del Monte Cifalco. Saliamo tutti sul fuoristrada che avevano noleggiato e saliamo per la stretta strada bianca fino all’osservatorio; la vista è incredibile. Da qui gli alpini tedeschi della 5ª Divisione da Montagna osservavano tutti i movimenti delle truppe francesi che salivano sul Belvedere e sul Colle Abate; queste truppe si trovarono a dover fronteggiare i colpi dei tedeschi che giungevano non solo dall’alto ma anche dal loro lato destro. Visitiamo gli osservatori, alcuni bunker ancora ben visibili, la vista è incredibile... soprattutto sul campo di battaglia del Belvedere e si vede bene anche il “Ravin Gandoet”.

E’ tempo di andare. Scendiamo velocemente a Cassino, un momento per un saluto e via, con la promessa di rincontrarci presto.

2025
2024
2023
2022

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

Articoli associati

NOSTRO NONNO, RAYMOND JORDY, EROE DEL BELVEDERE

Il Tenente Raymond Jordy, caduto sul campo di battaglia il 4 febbraio 1944.

15/10/2007 | richieste: 3047 | FREDERIC GROS
Ricerche | #today, colle-belvedere, ravin-gandoet

RAVIN GANDOET: 25 GENNAIO 1944 - 25 NOVEMBRE 2006

“No, Jordy, nessuno saprà mai ciò che abbiamo fatto. Nessuno se lo chiederà mai. Queste cose, vedi, non si possono raccontare: spariscono con noi”.
(Ten. Nicolas al Ten. Raymond Jordy - 01.00 circa del 26 gennaio 1944, quota 681)

05/01/2007 | richieste: 4133 | LIVIO CAVALLARO
Le battaglie, I luoghi | #gennaio 1944, #today, colle-belvedere, francia, ravin-gandoet

LA BATTAGLIA DEL BELVEDERE (25 GENNAIO-2 FEBBRAIO 1944): DUE DOCUMENTI A CONFRONTO.

Questa breve sintesi è il frutto della comparazione fra due testi ufficiali: il diario storico dell’O.K.W., il comando supremo delle forze armate tedesche, e l’opera del colonnello Georges Boulle, edita nel 1971 a cura del “Service Historique” dell’Esercito Francese.

06/01/2006 | richieste: 6517 | ALBERTO TURINETTI DI PRIERO
Le battaglie | #gennaio 1944, colle-belvedere, francia

LE BATAILLON DU BELVEDERE

Tra le imprese che in maggior misura misero in risalto il valore dei Corpi di Spedizione Francesi in Italia, ci fu senza dubbio l’attacco sferrato contro il Monte Belvedere durante la prima fase della Battaglia di Cassino alla fine del gennaio 1944.

10/03/2004 | richieste: 4570 | LUIGI GRIMALDI
Le battaglie | #gennaio 1944, colle-belvedere, francia