UN CANADESE CERCA DUE "BAMBINI" DI ORTONA
Data: 30/01/2009Autore: ROBERTO MOLLECategorie: RicercheTag: canada, civili, off-topic

UN CANADESE CERCA DUE "BAMBINI" DI ORTONA

Rudy Deutsch era un barrelliere nel 5th Field Ambulance.
Questo reparto, durante la battaglia per Ortona, era assegnato per l’assistenza al Princess Patricia's Canadian Light Infantry, al Loyal Edmonton Regiment e al Seaforth Highlanders of Canada (1).

La prima azione di guerra si svolse sul fiume Moro e dopo a Ortona (2), dove Rudy fu assegnato al Loyal Edmonton Regimental Aid Post (R.A.P) (3).

I barrellieri durante queste sanguinose battaglie, si prendevano cura dei loro compagni ed anche dei civili della zona. Quando venivano chiamati andavano nel mezzo della battaglia per recuperare i feriti.

Un giorno, durante la battaglia in Ortona, Rudy fu chiamato perché andasse a prestare aiuto ad alcuni civili che erano rimasti feriti.
I tedeschi con la loro artiglieria sparavano dal nord della città ma alcuni tiri lunghi colpivano oltre la collina, vicino alla costa adriatica.
Una famiglia, in particolare, viveva in una piccola casa vicino la ferrovia, e vicinissima al mare, che venne colpita.
Arrivato sul posto Rudy trovò una donna morta in fondo ad una scala, era stata uccisa dai colpi dell'artiglieria tedesca sparati il giorno prima.
Trovò anche un uomo, forse il marito, era ferito gravemente; Rudy lo trovò tra le macerie senza gambe ma ancora vivo, c’erano anche due bambini che piangevano, dall’età di 7 o 8 anni circa. Rudy fece un’iniezione di morfina all’uomo che soffriva moltissimo e mise della garza sulle sue gambe per cercare di fermare il sangue, lo caricò sulle spalle e cominciò a salire la scala riposandosi ai pianerottoli. I piani erano 4 ed i bambini lo seguivano piangendo.

Quando Rudy arrivò alla guardia medica il dottore cominciò a pulire le ferite per l’operazione ma purtroppo l’uomo morì. I suoi ragazzi rimasero vicino all’uomo tenendogli le mani sino a quando altri civili vennero a prendere il corpo.
Rudy tenne con sé i due bambini anche perchè la guardia medica era installata in un orfanotrofio vicino la chiesa; la stessa località dove oggi c’è il "Museo della battaglia di Ortona".
Rudy preparò due letti con le barrelle dove i ragazzi avrebbero potuto dormire, vicino a lui, con i soldati feriti tutti intorno. Si prese cura dei ragazzi, ma due giorni dopo venne mandato al fronte e fu costretto a lasciarli.
Dopo un paio di giorni con il cuore in gola tornò a cercarli ma non li trovò, forse le suore dell’orfanotrofio li avevano presi per affidarli ad una famiglia.

Sono trascorsi 65 anni e in questo lungo tempo Rudy ha pensato molto a quei bambini; le suore forse lo ricordano perchè era l’unico soldato ad andare a messa ogni mattina, aiutandole a prendere l'acqua e dando loro carne e pane come pagamento e ringraziamento per l'uso della struttura per i soldati canadesi.
Rudy ora ha 84 anni e verrà ad Ortona il prossimo mese di maggio (2009), gli farebbe molto piacere ritrovare i due ragazzi per poterli rivedere.

Se qualcuno conosce questa storia e ha notizia di dove possano essere i non piu' ragazzi, Rudy sarà molto ma molto felice di poterli riabbracciare.

Chi avesse informazioni in merito a questa vicenda è pregato di scrivere a: webmaster@dalvolturnoacassino.it

Note

  1. Queste tre unità costituivano la forza combattente della 2ª brigata di fanteria canadese che a sua volta apparteneva alla 1ª divisione canadese. Ad ogni brigata era aggregato un ospedale da campo in questo caso il "5° ospedale da campo".
    Cfr. Veterans Affairs Canada: (http://www.vac-acc.gc.ca/remembers/sub.cfm?source=history/secondwar/Italy/caf).
  2. "Per il 10 dicembre (1943 ndr) la 1ª divisione canadese era riuscita a creare una testa di ponte sul fiume Moro e avanzava verso Ortona. …Quando i Canadesi entrarono a Ortona, il 20 dicembre, la città dovette essere rastrellata, o meglio si dovette far saltare una casa dopo l’altra, per spezzare la violenta resistenza opposta dalle unità di paracadutisti.".
    Cfr. G.A Shepperd, La campagna d’Italia 1943-1945 – Garzanti, p.203.
  3. L’acronimo R.A.P. viene anche tradotto in Regimental Aid Party: la guardia medica.

Segnalazione di Roberto Molle adattamento e note a cura del webmaster.

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