LA BATTAGLIA DI CASSINO - II Battaglione 3° Reggimento FJR - Città di Cassino, 15 marzo 1944
Data: 11-01-2002Autore: FABIO MOSCACategorie: SpigolatureTag: #marzo 1944, #today, modellismo

LA BATTAGLIA DI CASSINO - II Battaglione 3° Reggimento FJR - Città di Cassino, 15 marzo 1944.

Dedicato a Cristina

Ringraziamenti

Chiedo scusa ai lettori se esordisco in questo modo, ma voglio ringraziare in modo pazticolare i miei amici e soci del Alfamodel Club di Roma, che hanno permesso la realizzazione di questa scenetta. Per me è stato un grande salto di qualità affrontare una tematica che comprendeva l'autocostruzione praticamente di tutta la scenetta e sopratutto per l'aiuto morale e la certezza di poter credere nei propri mezzi che i miei amici mi hanno dato. Un altro ringraziamento è invece per la parte "attiva" del lavoro (documentazione storica uniformologica e fotografica, consigli su pittura e scultura ecc.); ringrazio quindi: Roberto Chiacchiarini, Stefano Appetiti, Stefano de Paolis, Emilio Terlizzi.

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Premessa

Ci sarebbero molte cose da dire sulla battaglia di Cassino e si potrebbe discutere a lungo sui reparti schierati, sulle decisioni prese dai comandanti, sul famoso bombardamento dell'Abbazia e un appassionato come me della Campagna d'Italia e in special modo del fronte Laziale (Cassino, Anzio, Nettuno ecc.) potrebbe dilungarsi troppo.
Vorrei passare invece a descrivere brevemente la collocazione storica di questa scenetta un po' particolare perché è stata ripresa totalmente da una fotografia o meglio da un fotogramma di un cameraman tedesco durante quei terribili giorni. Va comunque detto in merito alla scenetta, che in quei frangenti i tedeschi stavano rintanati tra le macerie di quello che rimaneva della città di Cassino, praticamente "invisibili" alle truppe alleate, poi rapidamente uscivano dai loro rifugi e contrattaccavano, quindi altrettanto rapidamente si rimettevano al riparo, ciò spiega il perché di una postazione di mortai così compressa, caotica e a ridosso di un edificio distrutto, sicuramente il loro rifugio durante i bombardamenti degli alleati.

Note storiche

15 Marzo 1944 ore 8:30, sulla città di Cassino piovono in tre ore e mezzo oltre 1.000 tonnellate di bombe sganciate da più di 500 bombardieri. Alle 12:30 circa 600 cannoni di ogni calibro aprono il fuoco su ogni postazione tedesca conosciuta. La cittadina laziale viene praticamente cancellata dalle carte geografiche; sparisce ogni punto di riferimento. Comincia così quella che viene definita la terza battaglia di Cassino che si protrae fino al 23 marzo.

La scenetta

Come ho già detto l'idea della scenetta viene da una famosa ripresa cinematografica, di quelle che andavano a finire nei cinema per la propaganda per capirci.

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Il muro è stato autocostruito in gesso e scolpito una volta realizzato il master. Per realizzare lo stampo ho usato i fogli di plasticard effettuando il rilievo in presenza delle colonne. Il rilievo non è difficile da realizzare, basta pensare ad un negativo…se vogliamo creare un dislivello tra la colonna ed il muro ad esempio di 1 mm basta rivestire con plasticard da 1 mm tutto il resto lasciando lo spazio dove verrà colato il gesso libero (vedi fig. 1),

in questo modo quando coleremo il gesso esso si depositerà nello spazio lasciato libero (vedi fig. 2)

dando un rilievo rispetto al resto del muro di 1 mm.

Le arcate invece sono state stampate a parte e aggiunte in seguito. Per unire il tutto ho usato il Vinavil. Anche il pavimento altro non è che una colata di gesso scolpita in seguito. La grata di ferro sopra l'arcata è costruita con il plasticard, così come la porta e i perni. Le tavole di legno sono di balsa rivestito di plasticard ed infine nel muro ho inserito un tubo di scarico... detto anche "cannuccia per bibite" !!!
La mia personale firma è invece il fiasco di vino tipico della zona.

I mortai

Per la costruzione dei mortai sono partito da due kit, quello della Azimut, e quello Tamiya e ho apportato diverse migliorie come il rifacimento della filettatura, l'aggiunta degli anelli sul bordo della canna, il sistema di chiusura della canna (completamente rifatto). Ho creato quindi un master che ho ristampato con la resina creando quattro pezzi. In seguito li ho personalizzati aggiungendo su alcuni gli anellini per l'aggancio della cinghia di trasporto. Per le casse portamunizioni e le bombe del mortaio sono dovuto ricorrere a delle modifiche. Per le casse in legno sono partito dal kit Tamiya e le ho modificate aggiungendo la chiusura, realizzata con lamierino e filo elettrico, e la corda intrecciando dei fili.

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Quelle di ferro sono della Verlinden e sono abbastanza fedeli alla realtà. Le bombe fornite dal kit Tamiya hanno quattro alette stabilizzatrici, mentre quelle originali ne avevano dodici. Ho quindi aggiunto le alette mancanti realizzandole con lamierino molto fino e, realizzato il master ho fatto delle copie.

I figurini

I figurini sono tutti modificati tranne quello che si sta infilando la giacca che invece è autocostruito. I kit di partenza sono essenzialmente Warriors, le teste sono quasi tutte della Hornet mentre le mani sono Historex. Le fotoincisioni dei gradi e delle spalline sono della Nimix.

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Il paracadutista autocostruito sta indossando un giacchettino da lancio con bottoni a scomparsa e tasche interne (vedi Uniformi & Armi N°5) che è stato riprodotto con stucco A+B. Anche la maglietta e i pantaloni sono stati eseguiti con lo stucco mentre gli straccali e il cinturone sono in lamierino.

Colorazione

Tralasciando la pittura dei volti e del resto che personalmente effettuo con i colori a smalto e ad olio, vorrei dedicare particolare attenzione ai colori mimetici del giaccone da lancio dei paracadutisti. Teniamo presente che essendo nel 1944 potremmo avere come tipo di giaccone da lancio fino al 3° modello. Una buona fonte su cui documentarsi è l'articolo apparso su Uniformi & Armi N°83, io per non dilungarmi posso dirvi che quelle nella foto sono sicuramente un 3° modello poiché il 3° modello differiva dal secondo soprattutto per la lunghezza e poi per l'aggiunta nella parte posteriore dell'alloggio per la pistola lanciarazzi. Nella foto si vede chiaramente che i giacconi sono lunghi. Inoltre il 3° modello è stato realizzato in due tonalità, la prima con dominante verde, e la seconda con dominante rossiccia tipica della Campagna d'Italia. Per quanto riguarda gli elmetti, ricordo che per regolamento l'elmetto speciale da lancio, quello a falde corte per capirci, doveva essere usato appunto solo in lancio, per poi essere sostituito alla prima occasione con l'elmetto M35/40 o M43, che offrivano più protezione e che erano paracadutati a parte insieme ad altro equipaggiamento negli appositi e particolari "casse metalliche" in dotazione ai parà tedeschi, ma come ben sappiamo l'elmetto a falde corte era un segno distintivo e motivo di orgoglio dei parà, quindi in barba al regolamento non applicavano quasi mai la dovuta sostituzione e lo portavano anche quando non erano paracadutati come ad esempio a Cassino, ciò comunque spiega il perché di tanta eterogeneità. L'eterogeneità la troviamo anche negli altri capi del vestiario, abbiamo ad esmpio un figurino che sta indossando la Fliegerbluse, i pantaloni dei parà contrariamente a quanto si crede non erano solo in feldblau, ma anche in feldgrau.

MIMETICA DOMINANTE VERDE

MIMETICA DOMINANTE MARRONE FELDBLAU FELDGRAU

Fotografia

A cura di Gianluca Cocchi.

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Bibliografia

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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Franz Friedrichs, era l'ottavo di 10 fratelli, nacque il 25 luglio 1925 a Münster in Westfalia. Il 26/10/1943 entra alla scuola di paracadutismo di Wittstock, in seguito riceve l'addestramento come pioniere presso la scuola di Stendal.
Dal 20/12/1943 al 21/03/1944 è in Italia, inquadrato nel 3° Reggimento 1ª Divisione Paracadutisti.

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