STURMGESCHUTZ ABTEILUNG
Data: 01/11/2010Autore: VALENTINO ROSSETTICategorie: Spigolature
Tag: #marzo 1944, cassino, sturmgeschutz, tank, unità-reparti
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Sturmgeschütz Abteilung

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I cannoni d'assalto di queste unità giocarono un ruolo importante nell'appoggio delle truppe tedesche impegnate a Cassino.
In questa pagina cercheremo di fornire delle informazioni che ci siano anche di supporto durante la visione delle numerose immagini e filmati che ritraggono questi mezzi corrazzati.

Unità indipendenti Sturmgeschütz della Wehrmacht

Integrazione del 17/04/2016

Gli Sturmgeschütz Abteilung erano unità della Wehrmacht che, contrariamente all'opinione diffusa, erano composte da personale dell’artiglieria e non da quello delle forze corrazzate. Questo non significa che le unità Sturmgeschütz (StuG) non siano state impiegate come unità corrazzate, infatti vennero costituite delle unità denominate Panzer-Sturmgeschütz che solitamente erano assegnate alle divisioni Panzergrenadier, ma solo che queste unità erano controllate dall’artiglieria.

Questa dipendenza ebbe alcuni effetti particolari sulla loro struttura e sul loro impiego.

Inizialmente le unità StuG erano formate da Batterie (batterie) ognuna composta da sei veicoli, con un impiego di uomini paragonabile a quello di una batteria di artiglieria. In confronto una compagnia Panzer aveva fino a 22 carri armati. Alla fine della guerra la batteria StuG era aumentata fino a prevedere 14 veicoli mentre la dotazione di carri delle compagnie Panzer era scesa a circa lo stesso numero, a secondo dell'unità.

Proprio come un battaglione di artiglieria, un'unità StuG aveva 3 batterie. Verso la fine della guerra una quarta batteria di fanteria (Begleit) fu aggiunta a qualche unità. Questa era formata da compagnie di panzergrenadieren (fanteria corazzata) su semicingolati, ma la carenza di questi mezzi fece si che in molti casi ci si dovette accontentare di semplici autocarri; in alcuni casi addirittura le truppe venivano trasportate tramite i carri. Sembra esserci una certa correlazione tra la nuova designazione di alcune unità come Sturmgeschütz Sturmartillerie (artiglieria d'assalto) e l'aggiunta di una batteria di fanteria.

Nei primi mesi del 1944 la maggior parte delle unità furono ridenominate, passando dal rango di Abteilung a quello di Brigade. Ciò riflette l’aumento delle dimensioni delle batterie, passate prima a 10 e poi a 14 veicoli. Compresi i veicoli di comando, a fine guerra, una brigata poteva avere in dotazione, sulla carta, un numero di carri compreso tra 31 e 45. Purtroppo non è semplice ricostruire la consistenza della singola brigata, a meno di non eseguire approfondite ricerche negli archivi tedeschi sopravvissuti.

Le unità StuG furono inizialmente impiegate in batterie indipendenti; nel 1940 alcuni carri furono assegnati direttamente alle unità speciali, come il reggimento di fanteria motorizzato Großdeutchland. Destinati al supporto della fanteria, questi cannoni d'assalto furono spesso utilizzati in funzione anti-carro, ruolo per il quale non erano stati concepiti. Ciò è dimostrato dal loro armamento: il cannone 75mm/L24 aveva una bassa velocità e quindi l’efficacia anti-carro oltre i 500 metri di distanza era molto ridotta. La fase iniziale della campagna in Russia dimostrò che il ruolo di anti-carro sarebbe stato vitale e quindi si pensò di dotare i carri di un diverso cannone da 75mm a media velocità (L48). I veicoli equipaggiati con il nuovo cannone non saranno però disponibili fino a poco prima dell’inizio della campagna del 1942.

Si ritenne anche opportuno adottare un calibro più grande (HE) è così il cannone 105mm leFH 18 (obice) fu adattato per essere impiegato come cannone d’assalto assumendo la denominazione di SturmHaubitze (StuH).
Ogni batteria di dieci veicoli avrebbe dovuto essere composta da tre veicoli StuH e sette StuG.

I comandi di battaglione per le batterie di StuG non vennero formati fino a dopo la conquista della Francia e servirono rigorosamente per un ruolo amministrativo fino alla metà della guerra. Questa era la stessa funzione che aveva un comando di battaglione di artiglieria, ma del tutto diverso da quello di un Panzer Abteilung che era destinato a combattere e non semplicemente a fornire e coordinare gli sforzi delle compagnie subordinate.
A poco a poco anche l'artiglieria realizzò la correttezza di questa impostazione e l'applicò anche alle unità StuG.

Gli Sturmgeschütz Abteilung erano destinati ad essere impegnati come unità organiche a sostegno delle divisioni di fanteria.
Purtroppo i comandanti di divisione di fanteria assegneranno spesso singole batterie a ciascuno dei reggimenti, causando difficoltà logistiche e di approvvigionamento. Anche se gli StuG erano apprezzati dalla fanteria in linea, questo impiego tendeva a diluire gli effetti che l’unità compatta avrebbe potuto esercitare sul campo di battaglia.

Dato il "DNA" delle unità di artiglieria le unità Sturmgeschütz posero molta enfasi sul tiro di precisione. Da qui la presenza sui veicoli di un periscopio capace di un doppio ingrandimento e di modello del tutto analogo a quello montato sui panzer. Questa dotazione, insieme alla silhouette estremamente bassa dello StuG, poteva renderlo anche più efficace dello stesso panzer, nel colpire i carri armati nemici.
Le prestazioni di ciascuna unità StuG non sono note, ma esse accumularono nel loro insieme un gran numero di carri armati nemici distrutti.
La propensione all'impiego controcarro alla fine portò alla loro incorporazione nei battaglioni anticarro delle divisioni costituite sul finire della guerra, sia per quelle meccanizzate e sia per quelle di fanteria.

Una particolarità: nelle divisioni di fanteria una batteria StuG di 14 veicoli veniva denominata Abteilung, mentre quella stessa batteria inserita in una brigata Sturmgeschütz era chiamata Batterie.

Questo paragrafo è stato tratto da Independent Sturmgeschütz Units of the Wehrmacht, by Jason Long.

Sturmgeschütz Abteilung in Italia

Integrazione del 17/04/2016

Sturmgeschütz Abteilung 242

(Sturmgeschütz Brigade 242 dal 14/02/1944)

13 Nov 42 formed at Jüterbog (WK III) with three batteries for tropical duties
31 Dec 42 converted for service on Russian Front, less 1./242, detached to Army Group Africa as Sturmgeschütz-Batterie 90 (destroyed May 1943)
Feb 1943 transferred to Jüterbog for refitting
12 Mar 43 reformed for tropical duties
May 1943 transferred to Italy
[Niehorster: 4 Jul 43, OB Süd reserve with 22 StuG III and 9 StuH 42 on-hand]
27-30 Oct 43 strength of 20 vehicles
2 Nov 43 strength of 25 vehicles
4-6 Nov 43 27 vehicles on-hand
7-9 Nov 43 26 vehicles on-hand
10-15 Nov 43 29 StuGs on-hand
2 Feb 45 I Parachute Corps, 10th Army, Army Group Ligurien
[Nafziger: LXXVI Corps, 10th Army (29 StuG and 12 StuH), 3/45]
E 300 (Neiße, WK VIII)
SE: Dec I 42; Feb I 44, withdraw 1x 3-2-10 Aslt Gun X 242;
SF: Mar I 44, for South

Sturmgeschütz Batterie 247

Mar 43 formed at Jüterbog (WK III) from elements of 1./911 and immediately deployed to Italy and then to Sardinia
10 Sep 43 transferred to Corsica
4 Oct 43 transferred to mainland Italy
end of Oct 43 returned to Jüterbog and then sent to France
24 Dec 43 assigned to Sturmgeschütz Brigade 902
[Spielberger: formed 7/43 in Italy, disbanded 10/43]

Sturmgeschütz Abteilung 907

(Sturmgeschütz Brigade 907 dal 14/02/1944)

10 Jan 44 formed at Schweinfurt, WK XIII (Dec 43?)
Jan 44 transferred to Italy and received StuGs at Ferentino
Feb 44 Anzio Bridgehead, Tenth Army
May 44 Monte Cassino
2 Feb 45 XIV Panzer Corps, 10th Army, Army Group Ligurien
[Nafziger: XIV Panzer Corps, 14th Army (20 StuG and 10 StuH) 3/45]
19 Apr 45 XIV Panzer Corps, 14th Army, Army Group Ligurien
E 200 (Schweinfurt, WK XIII)
SF: Jan I 44, for South; Mar I 44, upgrade

Questo paragrafo è stato tratto da Independent Sturmgeschütz Units of the Wehrmacht, by Jim Broshot.

Sturmgeschütz sulla linea Gustav

Sturmgeschütz Brigade 242

Nota di autorizzazione. I contenuti di questo paragrafo sono tratti da un articolo di Daniele Guglielmi pubblicato nel numero di Giugno 2002 dalla rivista "Mezzi Corazzati – Storia e Modellismo", casa editrice "Mattioli 1885 Spa".
L'impiego in questo sito internet di una parte di questo articolo è stato concesso dall’autore e dall’editore.

Alcune notizie più specifiche riguardanti il fronte di Cassino sono state fornite dallo stesso autore ed integrate in questa pagina.
Si rigrazia Daniele Guglielmi e la casa editrice Mattioli 1885 Spa, per la disponibilità

Nascita del reparto e vita operativa sul fronte italiano

Lo StuG Abteilung 242 venne creato a Jùterbog, in Germania, il 13 novembre 1942; dopo un accurato addestramento del personale, dal mese di dicembre, fu impiegato sul fronte orientale e, con 4 cannoni d’assalto della 1a Batterie (oltre a 2 persi durante il viaggio via mare da Trapani), anche in nord Africa. Il reparto, dopo avere subito gravi perdite, nel marzo 1943 venne completamente riequipaggiato in Germania e in giugno fu trasferito in Italia.
Da Livorno passò in Sardegna, con parte del personale trasferito con aerei. Sull’isola l’Abteilung venne aggregato alla 90a Panzergrenadier-Division, all’epoca in via di formazione.
L’8 settembre, alla proclamazione dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, i tedeschi lasciarono ordinatamente la Sardegna, senza trovare molta opposizione, e si trasferirono in Corsica, raggiungendo la 16a SS-Brigade BFSS là dislocata.
Separatosi in autunno dalla 90a Pz.Gren.Div., il reparto venne potenziato e inserito tra le unità a disposizione della 10a Armée. Nel novembre 1943 si trovava nella zona di Pisa, da dove fu avviato verso il lago Trasimeno e poi al fronte, partecipando a varie azioni condotte dal XIV Panzerkorps contro gli angloamericani.

Dopo una ulteriore riorganizzazione e avere ricevuto altri StuG III e i nuovissimi StuG III armati di obice da 10,5 cm (StuH42 E/28), il 14 febbraio 1944 l’Abteilung passò al rango di Brigade; lo stesso giorno distrusse 17 carri avversari a sud di Cassino, operando insieme alla 15a Panzergrenadier-Division, e in seguito catturò intatti 3 Sherman con i loro equipaggi.
La brigata operò poi nella zona di Albano e sulla linea Gustav. 5 StuG della 3a Batterie rinforzarono la 1a Fallschirmjàger-Division all’interno di Cassino; altri semoventi agirono nelle zone boschive a sud-ovest della città.
Nel primo combattimento dell’unità perse la vita il comandante della 2a batteria, l’Oberleutnant (tenente) Kohbruck, al cui posto subentrò Metzger.

Dopo il tremendo bombardamento aereo e di artiglieria del 15 marzo 1944, a Cassino rimase operativo un unico StuG III, quello comandato dall’Oberwachtmeister (maresciallo di cavalleria) Schumann, che appoggiò validamente i paracadutisti colpendo l’avversario con uscite notturne, sino a che in aprile non venne distrutto da uno Sherman neozelandese. (*)

(*) Si veda a questo scopo le ulteriori informazioni ricevute da Guglielmi.

Il 15 marzo un attacco aereo sul comando posto a Roccasecca aveva causato parecchie perdite umane. Il Comandante dell’unità Hauptmann (capitano) Benz, il suo aiutante Leutnant (sottotenente) Schletter e altri soldati tedeschi morirono tra le rovine della casa che ospitava il comando. L’Hauptmann Bussjaeger subentrò al comando.
Durante un contrattacco a sorpresa 6 StuG catturarono 3 carri Sherman intatti con i loro equipaggi e ne distrussero un quarto. Il Wachtmeister Berneis ricevette in aprile la croce tedesca in oro per la brillante azione.

Ai primi di maggio i resti della brigata dipendevano direttamente dalla 1a Fallschirmjàger-Division, per potenziarne la difesa controcarri; la 3a Batterie era a guardia della via Casilina e della linea ferroviaria vicino a Cassino. Dal giorno 11 la StuG Brigade 242 fu coinvolta nei combattimenti sulla Linea Senger, riportando pesanti perdite, ma distruggendo numerosi carri avversari, compresi 4 Sherman colpiti da un unico Sturmgeschùtz.
Il 31 maggio le rimanevano 14 StuG III uno solo dei quali efficiente) e 4 StuH III (tutti in officina). Ritiratasi a nord di Roma, nel tardo giugno risultava aggregata alla 44a Reichsgrenadier-Division all’interno del LI Gebirgskorps; disponeva di 16 StuG e StuH (3 dei quali in riparazione) ed era in attesa di riceverne 17, partiti dalla Germania il 12 giugno. Dopo avere perso in combattimento 4 StuG e 3 StuH, ai primi di luglio ne erano in forza rispettivamente 26 e 3, la metà dei quali temporaneamente inefficienti, insieme a 2 semicingolati Sd.Kfz. 9 da 18 tonnellate utilizzati per i recuperi.

In agosto la Brigade passò sul fronte adriatico, inquadrata nel LXXVI Panzerkorps della 10a Armée, agendo con 15 StuG III (10 operativi) e 4 StuH III (4 operativi) sulla linea del fiume Metauro contro le truppe polacche, insieme alle 71a e 278a Infanterie-Division.
In pochi giorni la sua 3a Batterie distrusse 14 corazzati nemici. A settembre operò nelle vicinanze di Rimini, con una disponibilità media di soli sei mezzi operativi; l’officina del reparto lavorava senza sosta per riparare i danni dovuti ai combattimenti e ai guasti. La brigata agi insieme alla 29a e alla 90a Panzergrenadier-Division; tra il 26 agosto (inizio dell’offensiva dell’8a Armata contro la linea Gotica orientale) e il 15 settembre perse 6 StuG. Il 19 settembre tra Rimini e San Marino erano in azione 11 suoi cannoni d’assalto.

Ritirata dalla prima linea per un periodo di riposo, nei mesi successivi la StuG Brigade 242 partecipò ad altri combattimenti come rinforzo a varie divisioni tedesche, anche se il suo personale era ridotto e i materiali risultavano pochi e usurati.
Nel gennaio 1945 il reparto fu ritirato nella zona di Modena e ricevette alcuni nuovi mezzi; fu impegnato nella difesa di Imola con il I Fallschirmkorps; a fine marzo disponeva di 29 StuG e 12 StuH. In aprile tornò a dipendere dal LXXVI Panzerkorps.

Impegnata in combattimento ai primi del mese a nord di Ravenna, lottando senza sosta la brigata si ritirò verso il fiume Po dopo che l'offensiva alleata aveva sfondato la linea tedesca sul fiume Senio e nelle valli di Comacchio. Sabotati i veicoli che non era possibile salvare, con gli ultimi 4 semoventi rimasti, passò il Po nella zona di Rovigo su zatteroni e si diresse verso Bassano del Grappa (dove venne abbandonato l'ultimo StuG, rimasto senza carburante), Belluno e Brunico. Qui il 2 maggio il reparto venne raggiunto dalla notizia della capitolazione tedesca in Italia. Il personale fu riunito nel campo prigionieri di Cesenatico e rientrò in Germania tra il 1946 e il 1947.

Composizione

Una Sturmgeschütz Brigade degli inizi del 1944 risultava costituita da:

In totale disponeva di: ma la StuG Brigade 242 non raggiunse mai il pieno organico.

Alcune brigate ebbero uno dei due Sturmgeschütz dei tre comandi batterie, sostituiti da uno SturmHaubitze e un semicingolato blindato Sd.Kfz. 251/8 per l’evacuazione sanitaria.

Daniele Guglelmi

Ricercatore storico che si occupa dei conflitti dal 1935 ai giorni nostri, con particolare riguardo all'impiego dei mezzi corazzati e alla Campagna d'Italia del 1943-1945.
E' membro o responsabile di varie associazioni storiche e modellistiche, con le quali organizza esposizioni, conferenze e concorsi. Suoi articoli sono apparsi su molte pubblicazioni italiane ed estere, tra le quali Storia Militare, 36/45 Magazine, After the Battle, Tankette, Model Time, Histoire et Maquettisme, Military Modelling e i Notiziari GMT, CMPR e IPMS; è collaboratore della rivista "Mezzi Corazzati".

Guglielmi è autore, tra gli altri, dei seguenti volumi:

Chi desidera maggiori informazioni o è in grado di fornire della documentazione, può contattarlo al seguente indirizzo email: dguglielmi@iol.it

Sturmgeschütz Brigade 907

In costruzione.

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Sturmgeschütz a Cassino

Nota. Questa parte della pagina raccoglie le informazioni che abbiamo a disposizione sui cannoni semoventi presenti nella città di Cassino prima del bombardamento del 15 marzo 1944. Per avere una visione d'insieme, i luoghi in cui giacevano i relitti di questi carri tra le rovine della città, ripresi in diverse immagini, sono stati individuati e collocati su una mappa della Cassino moderna.
L'attività di ricerca è ancora in corso; eventuali ulteriori e più precise informazioni potranno quindi essere aggiunte alla pagina in futuro.

Google Maps - Posizione dei relitti dei cannoni semoventi SturmGeschutz in Cassino.

Hotel Excelsior (Continental)

Integrazione del 19/09/2010

Riporto il contenuto della email, che ricevetti da Guglielmi il 21/04/2008, che avevo smarrito (sigh!) e che solo dopo la pubblicazione di questo articolo sono riuscito a ritrovare, in cui l'autore risponde alla mia domanda circa il nominativo del comandante dello StuG presente in Cassino dopo il bombardamento della città e stazionante nell'hotel Continental.

La domanda che mi poni mi fu posta tre o quattro anni fa.
Al momento posso riportarti la risposta che detti all'epoca, ma se serve potrei fare altre ricerche.
Dopo la pubblicazione del mio articolo relativo alla StuG Brigade 242, entrai in contatto con l'associazione dei suoi reduci i quali mi hanno fornito altre fotografie e informazioni.
La questione degli StuG a Cassino non è del tutto chiara e varia a seconda della fonte. Questo è quello che mi risulta.
Prima del bombardamento di Montecassino (15 febbraio 1944), uno StuH III (quindi armato con un obice da 10,5cm L/28) era posizionato sopra Cassino, a guardia della via Casilina, uno StuG III (perciò armato con un 7,5cm L/48; comandante Schumann, guidatore Otto Zirm) era prima sotto Rocca Janula e poi nei pressi dell'hotel Excelsior. In città c'era il 3. Trupp (plotone) della 2. Batterie (batteria) della brigata, comandato dall'Oberleutnant (tenente) Metzger; comandante della brigata era provvisoriamente l'Hauptmann Benz. In seguito si appostarono all'interno della città gli Stug di Tebbe, dell'Uffizier (sergente) Eugen Opel, di Metzger, del Wachtmeister (maresciallo di cavalleria) Berneis. In seguito arrivò il Wachtmeister Reiter (non so se al posto di un altro capocarro). Uno StuG era al giardino botanico e un altro presso le poste (entrambi andarono distrutti nel bombardamento della città del 15 marzo), uno StuH da 10,5cm era presso il palazzo dei baroni, uno da 7,5cm all'hotel Continental; fu quest'ultimo a sopravvivere sino ad aprile.
Anche io avevo letto di Opel e penso che quello nella foto sia veramente lui.

A seguito di queste informazioni sembra quindi che lo StuG III che stazionava presso l'hotel Continental fosse quello al comando del sergente Eugene Opel e non quello del comandante Schumann, come invece indicato nella didascalia di alcune immagini.

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Integrazione del 31/08/2012

Un attento esame delle notissime immagini di questo "Stug" in azione (in gran parte derivanti da un numero del cinegiornale tedesco "Die Deutsche Wochnschau") e le conseguenti osservazioni di alcuni lettori del sito, portano alla necessità di meglio precisare quella che è sempre stata la "lettura canonica" circa la posizione di questo cannone d'assalto.

Le riprese del cineoperatore tedesco ed anche altre immagini che inquadrano, dall'interno verso l'esterno, lo "Stug" in azione, hanno come sfondo i resti di un palazzo. Questa osservazione indicherebbe che il cineoperatore non stà riprendendo da uno dei locali dell'hotel Excelsior (Continental) in quanto di fronte all'hotel c'era uno spazio aperto, rappresentatato dalla piazza C. Ciano.

E' molto probabile che il cosidetto "Stug del Continental" in effetti stazionasse in un palazzo attiguo all'hotel Excelsior (dove oggi c'è palazzo Jucci) posto proprio davanti alla grotta (ancora esistente) in cui aveva sede il comando del II./3° paracadutisti tedesco di stanza nell'abitato di Cassino nel febbraio - marzo 1944.

Il palazzo che si intravede sullo sfondo nelle immagini dello "Stug" in azione era palazzo Silvestri, che sorgeva nel punto in cui la S.S.6 eseguiva un angolo quasi retto da E-W a N-S e che oggi non esiste più.
Oggi l'innesto dell’attuale Corso della Repubblica o S.S. 6 (già via Principe Umberto) con via Riccardo da S. Germano (già Corso Vittorio Emanuele II) è molto più ampio e dove era il palazzo Silvestri oggi c'è la grande villa De Vivo.

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Nota. Possiamo desumere che il filmato fu girato tra il 18 marzo 1944, era infatti già presente il capitano Rennecke che sostituì l’esausto capitano Foltin, e il 21 marzo 1944, data dell’uccisione del tenente Rammelt.

Si ringraziano: Perry Rowe e Roberto Molle per le osservazioni che hanno suggerito l'approfondimento ed Emilio Pistilli per le informazioni e le immagini.

Rocca Janula

Integrazione del 19/09/2010

Guglielmi nella sua email del 21/04/2008 riferisce che:

[...] Prima del bombardamento di Montecassino (15 febbraio 1944), uno StuH III (quindi armato con un obice da 10,5cm L/28) era posizionato sopra Cassino, a guardia della via Casilina, uno StuG III (perciò armato con un 7,5cm L/48; comandante Schumann, guidatore Otto Zirm) era prima sotto Rocca Janula e poi nei pressi dell'hotel Excelsior. [...]

In alcune immagini anche post-belliche è visibile il relitto di uno StuG III vicino al castello della Rocca Janula. Livio Cavallaro aveva già precedentemente approfondito la ricerca circa l'attacco a questo carro; ecco il risultato del suo approfondimento del marzo 2007.

In effetti, nel corso di un attacco iniziato alle 06.45 dell'8 febbraio 1944, i fanti della compagnia "C", 100° battaglione, 133° reggimento americano si avvicinarono nei pressi del tornante di quota 165 provenendo da nord, nel tentativo di attaccare il castello nella stessa direzione in cui è stata scattata la foto del carro distrutto.

In realtà non si trattava di veri e propri americani, ma di giapponesi naturalizzati americani, detti "Nisei", che costituivano la forza del 100° battaglione. La compagnia "C" non assalì mai il castello, perché essendo avanzata più velocemente degli altri battaglioni americani che combattevano con scarso successo in città, ricevette l'ordine di arrestarsi nella posizione raggiunta. Tuttavia i Nisei avevano notato la presenza di due veicoli corazzati tedeschi situati tra il castello ed il tornante di quota 165, uno di essi era certamente un cannone semovente SturmGeschutz della 242a brigata. Il comando di reggimento ordinò che si facesse il possibile per eliminarli.

Il soldato Awakuni (compagnia "C") attraversò una zona scoperta di circa 50 metri e lanciò due razzi con il suo bazooka verso il carro tedesco distante altri 30 metri. Il primo colpì il treno di rotolamento immobilizzando il veicolo, il secondo, pur colpendo il bersaglio, non ebbe effetto e i tedeschi nei paraggi iniziarono a sparare sul giapponese naturalizzato americano. Quest'ultimo ebbe il coraggio di sparare un terzo razzo che, penetrando la corazza del carro lo fece esplodere uccidendo i cinque uomini di equipaggio, erano le 09.00. Awakuni rimase nascosto ed isolato tra le rocce bersagliato dai tedeschi per dieci ore prima di riuscire a ricongiungersi con la sua compagnia, ferito ad un braccio. In seguito fu decorato con la Distinguished Service Cross per quella temeraria azione. Più tardi, verso le 11.00, anche il secondo veicolo fu colpito da razzi di un altro bazooka dei Nisei ed ebbe un cingolo danneggiato.

Fonti:

Leggendo il Guglielmi alla luce delle informazioni di Cavallaro, non risulta univoco quale dei due carri sia stato centrato dal soldato Awakuni. Infatti, se tutti i membri dell'equipaggio sono morti nell'attacco, il maresciallo Schumann (che comandava lo StuG III nei pressi di Rocca Janula) come avrebbe potuto operare poi presso l'hotel Excelsior. Si deve però rilevare che se da un lato non è sufficientemente precisata la posizione dell'altro carro, lo StuH, dall'altro sembra che il cannone che giace accanto al relitto del carro sia un 7,5 cm, quindi quello di uno StuG III.

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Sopportico Capocci

Integrazione del 30/10/2010

L'immagine, apparsa su un numero di LIFE del 1947, ritrae uno degli StuG III scampati al bombardamento del marzo 1944. Questo carro, guastatosi, divenne fonte di parti di ricambio per lo StuG III rimasto in attività e stazionante presso l'hotel Continental.
Riporto il contenuto della e-mail che ho ricevuto da Emilio Pistilli, in cui lo studioso risponde alla mia richiesta circa l'individuazione, nella Cassino attuale, del luogo ripreso nella fotografia.

Rispondo alla tua richiesta: il luogo della foto è il "Sopportico Capocci" che era posizionato nel punto in cui la via S. Libera si innesta su via del Foro. Via S. Libera è la strada che fronteggiava il monastero di S. Scolastica.
Il "Sopportico Capocci" oggi non esiste più in quanto tutto è stato spazzato via con la costruzione della via panoramica alla base di Rocca Janula.

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Piazza S.Antonio

Integrazione del 30/10/2010

Ancora grazie all'aiuto di Emilio Pistilli:

L'immagine, non datata, riprende un carro in quella che è oggi la zona di piazza S. Antonio (alla confluenza di Viale Dante, il viale della stazione, con Corso della Repubblica). Il palazzo che emerge in alto è quello delle Suore Stimmatine (appena restaurato). La fotografia è fatta guardando in direzione Sud-Est.

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Lo stesso carro appare anche in un video relativo al film La vita ricomincia, in cui il protagonista arriva in una Cassino distrutta, si ferma dove c'è quello che sembra essere un mercato (come nella fotografia) e sullo sfondo si intravede uno Stug (intervallo 2:06 - 2:19).

Sotto, altre immagini del relitto dello stesso carro armato (ripreso in epoca posteriore); si vede che era iniziato lo smontaggio per il recupero del metallo, attività che, in alcuni casi, fece la fortuna di chi la intraprese.

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Sturmgeschütz oggi in Italia

Sul territorio italiano sono rimasti due soli Sturmgeschütz, entrambi del tipo "III Ausf.G".

Uno è posto come monumento nel paese di Castiglione Fiorentino (AR). Venne recuperato dal greto di un fiume nei pressi del paese. Tutta la struttura superiore era stata cannibalizzata negli anni, rimaneva solo lo scafo con parte del treno di rotolamento e poche maglie dei cingoli.
Grazie all'opera di valenti appassionati del posto il tutto è stato minuziosamente ricostruito sulla base di disegni del mezzo forniti dal nostro esercito. Solo degli esperti si possono accorgere dei rifacimenti. Probabilmente questo carro era uno di quelli aggregati con la divisione Hermann Goering.

L’altro è da anni conservato nell'imponente raccolta di Diego Enriquez a Trieste.
Nell’immediato dopo guerra Enriquez recuperava materiale bellico per un futuro museo sulla pace. Venne anche nella valle del Liri e si portò via (l’avventura del viaggio in quel tempo fu un opera colossale) lo StuG con un paio di Marder.
L'immagine a lato mostra il carro come era esposto a Trebicciano (TS), nell’area di raccolta di Enriquez.

Dopo la tragica morte di Dirgo Enriquez la raccolta subì una pesante opera di furti e di vandalismi e solo da pochi anni è stato costituito "IL MUSEO DELLA PACE E DELLA GUERRA DI D. HENRIQUEZ" in Trieste.

Obiettivo Henriquez: l’uomo, la guerra, il museo. Trieste, 27 aprile 2011. A cura di Antonella Cosenzi.

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Sitografia

Ringraziamenti

Si ringraziano, per l'interessamento e la collaborazione:

Articoli associati

Nota del webmaster

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