Riscoprire la memoria del proprio padre attraverso le pagine del sito... di nuovo il 5° Salmerie ...
Data: 25/01/2012Autore: ALBERTO TURINETTI DI PRIEROCategorie: RicercheTag: animali, italia, salmerie

Riscoprire la memoria del proprio padre attraverso le pagine del sito... di nuovo il 5° Salmerie "Montecassino"

Gli Alleati erano da poco entrati in Roma quando un giovane ragazzo, uscito indenne dall’occupazione nazista della città, s’imbatté per caso in due militari italiani che portavano il cappello alpino con la piuma. Non ne aveva mai visti prima e ne rimase così colpito che non poté fare a meno di chieder loro se poteva arruolarsi nel loro reparto.
Aveva venti anni ed in quei giorni non si badava tanto alla forma; fu così che la sera si ritrovò in un accampamento con in mano una divisa completa da indossare ed un esemplare di quel famoso cappello. Non aveva neanche avuto il tempo di realizzare che era finito nel 5° gruppo salmerie, quello che si fregiava del titolo "Monte Cassino", e mai avrebbe immaginato che si sarebbe imbattuto in un mulo al quale diede il nome esotico di "Adeodato"... .

Fece tutta la campagna d’Italia, la Linea Gotica, l’offensiva finale verso il Po, fino a Verona. Fu congedato con onore e tornò a Roma dove si ritrovò solo, prendendo atto che la sua famiglia era scomparsa. Sì, perché, Mario Pace, così il nome del giovane volontario, era l’unico superstite della famiglia, travolta nella razzia del Ghetto del 16 ottobre 1943, venendo poi a sapere dopo molte ricerche che era stata sterminata nel campo di Auschwitz.
Passarono gli anni, Mario si sposò ed ebbe tre figli. Delle sue avventure di guerra parlava poco, anzi pochissimo, ma quando morì ancora giovane, lasciò ai figli uno scritto con la storia della sua vita, da quando ragazzino si era trovato ad affrontare le "leggi razziali" fino all’arrivo dei nazisti in Roma, nel settembre 1943, e la necessità di nascondersi, e poi le sue avventure militari.
Quel 16 ottobre non era a Roma, ma, essendo tra l’altro in età per il lavoro coatto imposto dai nazisti, era fuggito a Firenze con un amico, celandosi sotto un falso nome e dotandosi di documenti altrettanto falsi. Tornato nella capitale, non trovò più nessuno e, dopo una serie di peripezie, fu accolto in un collegio di preti cattolici della Pia Compagnia di San Paolo, di Alba, oggi famosa casa editrice. Ai primi di giugno del 1944 vide passare gli ultimi soldati tedeschi ed arrivare i primi soldati americani. Quindi la decisione di arruolarsi.

Passano gli anni e, come spesso accade nella vita, solo dopo la morte del padre i figli ritrovano e prendono in seria considerazione le sue memorie, desiderano sapere di più su quella parentesi militare della quale avevano sentito parlare con una certa auto ironia. Ghila, anzi la signora Ghila, la figlia, che nel frattempo si era stabilita a Padova, inizia così ad interessarsi alle vicende del padre. Ma come fare? Inizia da Internet e scopre che su un sito qualcuno ha scritto qualcosa su quel misterioso 5° gruppo salmerie, anche se solo per il periodo nel quale il reparto è stato sulla Linea Gustav, prima cioè che suo padre entrasse a farne parte.
Si rivolge in forma impersonale al sito: qualcuno può fornirle altre notizie?
Valentino, Alberto… inizia una fitta corrispondenza. Risalta fuori l’opuscolo con la storia del reparto, ma anche che suo padre aveva collaborato alla sua stesura, non solo ma che vi è persino una vignetta che lo ritrae, che ci sono le sue poesie in romanesco... .
Entra in contatto con la nipote del comandante di allora, il capitano Galli, fiorentino.
Insomma si offre una gran quantità di informazioni.
La signora Ghila non si è mai occupata in vita sua di storia militare, della campagna d’Italia, ma si appassiona talmente tanto che in poco tempo, mettendo a posto i vari tasselli dei ricordi, i racconti ed i documenti contenuti nell’opuscolo, le vignette, riesce a ricostruire le vicende che suo padre ha raccontato nelle sue memorie, ad individuare le località dove è stato, a riconoscere i personaggi che ha descritto.
E’ un’emozione profonda e continua per la signora Ghila ed i suoi fratelli!
Tutto viene minutamente ricostruito... .

C’è un sito su Internet, un sito americano che offre in vendita filmati dell’epoca, girati in gran parte dalle apposite compagnie dell’esercito che seguivano i soldati su tutti i fronti. Moltissime di queste pellicole sono inedite, probabilmente scartate dal grande giro dei filmati di propaganda offerti al pubblico.
Si cerca con alcune parole chiave, fino a quando non si trova quella giusta: “10th Mountain Division”, la divisione alla quale era stato aggregato il reparto italiano nell’ultimo periodo della guerra.
Di filmati ne esistono diversi, girati nell’aprile 1945, dopo il definitivo sfondamento delle ultime difese tedesche della Linea Gotica e la discesa finale verso la valle del Po. Uno inquadra il paese di Marzabotto con i soldati americani che sfilano sotto il cartello indicatore alle prime case.
Ma uno si rivela eccezionale e risale al 19 aprile 1945. Non solo si vedono le lunghe colonne dei soldati americani della divisione da montagna che sfilano a piedi, ma per alcuni minuti viene inquadrata la lunga colonna di artiglieri e muli italiani che procede di buon passo nel polverone di una bella giornata di sole.

Si avverte la signora Ghila, si controllano le date e la località: è proprio il 5° salmerie con i suoi artiglieri con il cappello e la piuma in testa!
Nuove emozioni, ma non è tutto.
Si prova con altre parole chiave: "Alpini", "mules", "mules skinners", "Italian mules". Saltano fuori altri servizi girati in Italia, ma anche in Birmania o addirittura prima della II guerra mondiale.
Non abbiamo pensato che vi possono essere errori nella trascrizione di termini italiani e invece... ecco saltar fuori un altro documento sotto il nome storpiato in "Italian alpinieri brigade". Questa volta la sorpresa è grandissima e si può immaginare l’emozione della signora Ghila e dei suoi fratelli, che hanno trovato il filmato.
L’operatore americano non solo riprende di nuovo la colonna italiana, ma si sofferma in alcuni primi piani dei soldati che sfilano con i loro muli: uno di questi è proprio il volontario Mario Pace, che viene riconosciuto dai tre fratelli!

Una grande soddisfazione insomma. Per noi che abbiamo ricordato per primi questo piccolo reparto e le sue imprese, ma anche per la famiglia del volontario Mario Pace. Felicità da parte nostra per essere riusciti ad aiutare qualcuno a trovare notizie di un proprio familiare che non c’è più... .

Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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...Gli uomini morti venivano portati giù tutte le sere, assicurati con una corda alle groppe dei muli, I corpi pendevano da un lato e dall’altro dei basti di legno, le loro teste dondolanti dal lato sinistro del mulo, le loro gambe irrigidite protese goffamente dall’altra parte, muovendosi in su e in giù a seconda del passo del mulo.

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