Montecassino, la Cavendish Road, la principale linea di rifornimento per le truppe indiane, neozelandesi e ...
Data: 20/10/2016Autore: ALBERTO TURINETTI DI PRIEROCategorie: I luoghiTag: #marzo 1944, #maggio 1944, cavendish-road, montecassino-area

MONTECASSINO, LA CAVENDISH ROAD, LA PRINCIPALE LINEA DI RIFORNIMENTO PER LE TRUPPE INDIANE, NEOZELANDESI E POLACCHE.

Montecassino, the Cavendish Road, the most important supply road for Indian, New Zealander and Polish troops.

Montecassino, la Cavendish Road, la plus importante route de ravitaillement pour les troupes indiennes, néozélandaises et polonaises.

L’11 febbraio 1944, lungo la Linea Gustav tanto per cambiare pioveva. Al comando del battaglione Genio della 4a divisione di Fanteria Indiana, che aveva quasi ultimato il trasferimento dal fronte adriatico alla zona di Cervaro, si dovette constatare che strade e mulattiere della zona erano ormai ridotte a strisce di fango scivoloso. [1]
Proprio in quel giorno al comando della divisione indiana pervenne l’ordine e le relative istruzioni del generale Freyberg, comandante del 2° Corpo neozelandese: la divisione doveva rilevare la 34a divisione americana; la 7a brigata avrebbe attaccato dalla quota 593 lungo la cresta lungo la quota 569 fino alla 444, in direzione dell’Abbazia; la 5a brigata avrebbe quindi dovuto puntare sull’Abbazia attraverso la 7a che, una volta raggiunta, avrebbe dovuto scendere verso la statale 6 e quindi ad est verso Cassino. [2]
L’obbiettivo era quindi l’Abbazia di Montecassino della quale nulla si sapeva se non quello che si poteva leggere su una pubblicazione trovata da un libraio di Napoli, grazie alla brillante idea di un ufficiale del Genio. Il giorno prima infatti, il tenente Trayler era partito per Napoli ed aveva trovato un libro particolarmente bello e completo edito dalla Società Italiana di Belle Arti con fotografie degli interni dell’Abbazia e una guida con una planimetria del monastero che venne subito consegnata ai servizi di Intelligence.
La giornata si chiuse con un incontro fra ufficiali inglesi e neozelandesi per discutere in generale dei problemi relativi al prossimo impiego dei Genieri. [3]
Il 12 febbraio, l’improvviso attacco tedesco al Castellone impedì di assumere qualsiasi iniziativa e soltanto il giorno dopo il capitano Smith ispezionò a fondo la strada da Cervaro a Caira e prese contatto con il 111° battaglione del Genio americano.
Nei due giorni seguenti, mentre il 1st/Royal Sussex ed il 4th/6th Rajputana iniziavano a salire verso la quota 593, il comandante del battaglione indiano ed il capitano Smith si recarono a Caira, al comando della 7a brigata, dove scoprirono che per arrivare alle prime linee si potevano utilizzare solo alcune mulattiere strette e ripide, tanto che il 14 fu dato l’ordine alla 12a Field Company di portarsi a Caira mentre la 4th Field Company fu assegnata alla 5a brigata. [4]
In effetti la situazione della 4a divisione indiana si rivelò alquanto infelice. Non solo si scoprì che la quota 593 non era in possesso delle truppe americane, ma si dovette prendere atto che dal paese di Caira al “plateau” ai piedi del colle Maiola, dove si era deciso di installare una grande base di rifornimento, esistevano solo sentieri per capre e tutto doveva essere portato a dorso di mulo o a spalle. [5]
Non solo, ma all’atto della sostituzione dei soldati americani da parte dei fanti del Royal Sussex, fu necessario trasportare circa duecento militari americani che non furono in grado di reggersi in piedi dopo il tempo passato al freddo, sotto pioggia e neve, senza potersi muovere a causa del micidiale fuoco tedesco. [6]
Benché fossero impegnate ben cinque compagnie someggiate – due indiane, una francese, una americana ed una italiana – apparve evidente che occorreva aprire una via per far arrivare più facilmente i rifornimenti.
Il 15 febbraio, mentre veniva bombardata l’Abbazia, fu deciso di utilizzare le tre compagnie indiane a disposizione, la 4a, la 12a e la 21a. [7]
Nella notte fra il 15 ed il 16 febbraio avvenne il primo attacco contro la quota 593 da parte di una compagnia del Royal Sussex che dovette ritirarsi con 34 perdite. [8]
Il 16 febbraio però fu presa un’importante decisione: la 21st Field Company sarebbe stata impegnata nella costruzione della strada lungo la mulattiera ad ovest, quella che partiva da Caira e che diventerà nota come “Cavendish Road”. La 4a e la 12a avrebbero invece allargato una seconda mulattiera, che saliva dalle caserme e si innestava in quella principale. [9]
Nelle due notti successive, quella fra il 16 ed il 17, e quella fra il 17 ed il 18, si svilupparono due attacchi contro le difese tedesche della quota 593. Nella prima notte attaccò l’intero st/Royal Sussex, ma l’operazione si concluse con 70 perdite; nella notte successiva fu la volta delle compagnie del 4/16th Rajputana ed anche questa volta i tedeschi riuscirono a resistere e l’attacco si concluse con 196 perdite. [10]
Alle 2 del mattino del 18, alla sinistra dei Rajputanas, si mosse il 1st/9th Gurkhas; poco dopo lo seguì il 1st/2nd Gurkhas. Questa volta fu una carneficina. I due battaglioni persero rispettivamente 94 e 196 uomini. [11]
In quei due giorni i lavori sulle strade furono praticamente sospesi perché il 17 i genieri della 12a compagnia furono impiegati come portatori per il trasporto di munizioni ed il 18 la 4a compagnia dovette cedere 100 uomini al 4/16 Rajputana e quindi tutta la compagnia e la 12a dovettero impegnarsi nel trasporto di munizioni. [12]
Nei giorni seguenti i lavori ripresero di gran lena e la strada per le jeeps fece grandi progressi anche se il percorso salendo diventava visibile dal monte Cairo e quindi soggetto a bombardamenti che provocarono una vittima. Si provvide a stendere reti di mimetizzazione ed il 23 febbraio cominciò la sua opera un bulldozer che fu molto apprezzato “riuscendo a far scivolare a valle pietre e rocce che non si pensava possibile”. [13]

Malgrado la pioggia, i lavori proseguirono molto velocemente, tanto che una prima jeep raggiunse il comando tattico della 7a brigata alle 14,30 del 25 febbraio. Purtroppo la strada fu nuovamente bombardata con un caduto ed un ferito. [14]
Il 27 febbraio avvenne un’importante riunione alla quale parteciparono il tenente colonnello Stenhouse, comandante dei Genieri indiani, il tenente Trayler del medesimo battaglione, il colonnello Hanson, comandante dei Genieri della 2a divisione neozelandese, il maggiore Currie ed altri ufficiali del Genio neozelandese e due ufficiali dei carristi neozelandesi. Al comando della 2a divisione neozelandese era venuto in mente di far transitare dei carri armati attraverso la montagna in vista dell’attacco a Cassino previsto per la metà di marzo. [15]
Nella riunione fu discusso dove far passare i carri armati e prevalse l’idea di allargare quella che ormai era chiamata la “Cavendish Road”, praticamente quasi terminata. I carri sarebbero dunque saliti dal paese di Caira seguendo la nuova strada che arrivava fino all’altopiano, che verrà poi chiamato “Madras Circus”. Da lì fino all’Albaneta la strada ed il terreno esistenti erano stati giudicati percorribili dai carri. [16]
I nuovi lavori iniziarono il 1 marzo ed il comando neozelandese mise all’opera due plotoni del 5th Field Park Company e la 6th Field Company (tenente Higginson) agli ordini del capitano Hornig, dotati di due bulldozers.
Nella notte fra il 2 ed il 3 marzo i Genieri neozelandesi disposero il loro campo vicino alle caserme italiane e cominciarono a far salire i mezzi verso la parte più alta e più difficile della strada. Due giorni dopo cadde il capitano Hornig, che fu anche l’unica vittima tra i Genieri neozelandesi.
A causa dei bombardamenti tedeschi, in alcuni punti i lavori furono eseguiti durante la notte. Si trattava di allargare la strada, scavando verso la montagna in modo tale da non far crollare i bordi. Si usarono molti esplosivi, ma gran parte del lavoro fu eseguito con picconi e pale per evitare frane.
I lavori finirono il 10 marzo: uomini e macchine rientrarono ai loro reparti con largo anticipo sull’inizio dell’operazione Dickens e sull’attacco dei carri armati del 19 marzo 1944. [17]

Dopo la decisione di sospendere ogni attività offensiva sulla Linea Gustav, il tratto di fronte dall’Abbazia di Montecassino al colle S. Angelo fu affidato al 2° Corpo polacco, il cui comando dispose la 5a Divisione di Fanteria Kresowa, che prese in carico anche la “Cavendish Road”, tra la Cresta del Fantasma ed il Colle Sant’Angelo. Alla 3a Divisione Fucilieri dei Carpazi fu invece assegnato il tratto di fronte che andava dalla quota 593, il Calvario, alla Cresta del Serpente e l’altra strada, che, partendo dalle caserme italiane, girava immediatamente a ovest ai piedi di Monte Rotondo per poi salire ripidamente fino alla “Wielka Miska”. [18]
Il primo passo compiuto dal comando della 5a divisione fu la messa in sicurezza delle alture e delle quote che dominavano la “Cavendish Road” su cui vennero a questo scopo sistemati i reparti del 14° battaglione dei Fucilieri di Vilnius, ed al loro fianco destro il 15° reggimento Lancieri di Poznan sul monte Castellone ed il reggimento Lancieri dei Carpazi a protezione del paese di Caira.
La “Cavendish Road” divenne la principale arteria di rifornimento non solo per i reparti avanzati della 5a divisione, ma per l’intero 2° Corpo polacco, mentre l’altra strada, quella che gli Indiani avevano chiamato Roorkee, serviva essenzialmente per i rifornimenti alla 3a divisione Fucilieri dei Carpazi.
Fu comunque deciso che la “Cavendish Road” avrebbe dovuto sopperire a tutte le necessità delle vie di comunicazione per il passaggio non solo di mezzi a motore pesanti, compresi i carri armati, e leggeri, ma anche i mezzi di soccorso per l’evacuazione dei feriti e delle colonne di salmerie. I lavori preliminari furono assegnati ai genieri della 5a divisione guidati dal sottotenente Jerzy Hempel che provvidero alla costruzione di rifugi nascosti del comando e delle comunicazioni radio, alla messa in sicurezza delle munizioni. Dal 20 aprile, i lavori furono continuati dalla 6a compagnia (senza il 3° plotone) a cui si unirono il 1° plotone della 4a compagnia e il 1° plotone della 5a compagnia dei genieri della divisione, agli ordini del maggiore Stanislaw Maculewicz per una forza di circa 180 uomini. La strada fu allargata in ogni punto possibile con la costruzione di punti speciali per il doppio senso di marcia e di rifugi per la gendarmeria che doveva regolare il traffico. [19]
I lavori furono molto impegnativi perché la Cavendish Road, saliva abbastanza dolcemente dalla località Monacato, a poche centinaia di metri dall’abitato di Caira, fino alla prima curva nel luogo in cui incrociava quello che i polacchi chiamarono il Burrone B; il tratto successivo, abbastanza morbido, di circa 300 m, conduceva alla successiva curva nel luogo in cui incrociava il Burrone A. Da qui iniziava un percorso ripido per una lunga salita che finiva con una svolta in prossimità della roccia chiamata Dente. Un altro passaggio, all’altezza dei pendii nord-occidentali del colle Maiola, portava all’altipiano di Terra Rossa, da cui, dopo circa 1 km iniziava l’altipiano di Masseria Albaneta. [20]
Per coloro che passavano su questo sentiero con mezzi meccanici il più grande pericolo era quello di uscire di strada e di cadere in qualche burrone con un volo di centinaia di metri.
Alla fine di aprile la già famosa “Cavendish Road” fu pronta a rendere possibile il passaggio delle compagnie d’assalto della 5a Brigata di fanteria di Vilnius, della 6a Brigata di fanteria di Leopoli e dei carri armati del 4° Reggimento corazzato. [21]
Nello stesso tempo i Polacchi avevano ribattezzato la “Cavendish Road” in “Droga Polskich Saperów”, Strada dei Genieri Polacchi, per ricordare le vittime, il sacrificio e il contributo al lavoro dei loro Genieri.

In alcune descrizioni della battaglia, come in molte fantasiose ricostruzioni dei nostri tempi, il tratto di strada tra la località Terra Rossa, l’altipiano di Albaneta e la Masseria Albaneta stessa è citato come parte della “Cavendish Road” o Strada dei Genieri Polacchi.
In realtà il percorso della “Cavendish Road”, così come era stato stabilito dal comando della 4a divisione indiana e poi condiviso da neozelandesi e polacchi, era limitato unicamente alla strada costruita passo per passo dai genieri indiani, neozelandesi e polacchi tra il Monacato (Caira) e la località Terra Rossa, dove aveva termine.

Un’ultima cosa prima di chiudere.

Perché la strada principale fu chiamata “Cavendish Road”? Pensiamo che la versione più sicura sia quella contenuta nella precisissima storia ufficiale delle forze armate neozelandesi durante la II guerra mondiale. Vi è scritto che:

Engineers worked under an officer of the 4th (Indian) Division named Lt-Col E.E. Stenhouse DSO who named Cavendish Road after the street in Bournemouth where his father lived.” [22]

E invece, l’altra strada? La “Roorkee Road”? Gli Indiani ci misero meno fantasia perché Roorkee è una cittadina dell’India settentrionale, dal 1853 sede del quartier generale dei Bengal Sappers and Miners, reparto fondato nel 1803. [23]

Ringraziamenti

Desidero ringraziare di cuore Perry Rowe, noto storico delle battaglie di Cassino e della campagna d’Italia, per la preziosa documentazione che ha gentilmente voluto inviarmi e Giancarlo Langiano profondo conoscitore e inestimabile guida dei monti di Cassino.

Note

  1. ^ Royal Indian Engineers, C.O. Lt. Col. E. E. Stenhouse, 4th Field Company Bengal Sappers and Miners, 12th Field Company Madras Sappers and Miners, 21st Field Company Royal Bombay Sappers and Miners, 11th Field Park Company Madras Sappers and Miners. Cfr. C.J.C. Molony, History of the Second World War, United Kingdom Military Series, The Mewditerranean and Middle East, Vol. V, The Campaign in Sicily and the Campaign in Italy, 3rd September 1943 to 31st March 1944, The Naval and Military Press Ltd., 2004, pag. 710, nota.
  2. ^ C.J.C. Molony, History of the Second World War, Cit., pag. 711.
  3. ^ 4th Indian Division, Royal Indian Engineers, War Diary, 11 febbraio 1944.
  4. ^ 4th Indian Division, Cit., 14 febbraio 1944.
  5. ^ C.J.C. Molony, History of the Second World War, Cit., pag. 711.
  6. ^ C.J.C. Molony, History of the Second World War, Cit., pag. 712.
  7. ^ 4th Indian Division, Cit., 15 febbraio 1944.
  8. ^ C.J.C. Molony, History of the Second World War, Cit., pag. 712.
  9. ^ 4th Indian Division, Cit., 16 febbraio 1944.
  10. ^ C.J.C. Molony, History of the Second World War, Cit., pag. 712.
  11. ^ C.J.C. Molony, History of the Second World War, Cit., pag. 712. In complesso le perdite subite furono di 530 uomini.
  12. ^ 4th Indian Division, Cit., 17-18 febbraio 1944.
  13. ^ 4th Indian Division, Cit., 25 febbraio 1944.
  14. ^ Ibidem
  15. ^ Nello stesso giorno il tenente colonnello Stenhouse ispezionò anche la strada che saliva dalle caserme denominata “Roorkee Road”. Cfr. 4th Indian Division, Cit., 27 febbraio 1944.
  16. ^ New Zealand Electronic Text Collection, New Zealand, Middle East, Chapter 18, Cassino, pag. 530.
  17. ^ Ibidem
  18. ^ La “Wielka Miska”, “Great Bowl” per Indiani e Neozelandesi, era un’area sufficientemente defilata alla vista nemica per permettere concentramenti di truppe e di materiali, a poche centinaia di metri dal “Madras Circus”.
  19. ^ Ibidem
  20. ^ Ibidem
  21. ^ Prima dell’attacco del 11 maggio 1944, i Genieri del maggiore Maculewicz organizzarono le postazioni di attesa dei battaglioni che dovevano andare all’assalto: il 13° battaglione nel Burrone A, il 15° nel Burrone B, il 18° nel Burrone C. Cfr. Strada-dei-genieri-polacchi-nella-battaglia-di-montecassino, Cit.
  22. ^ “I Genieri lavorarono sotto un ufficiale della 4a divisione indiana, il Ten. Col. E. E. Stenhouse, che chiamò la strada Cavendish Road dal nome della via di Bournemouth dove viveva suo padre.” New Zealand Electronic Text Collection, Cit. pag. 530.
  23. ^ The Royal Bombay Sappers and Miners, 1939-1947, archive.org.

Bibliografia

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Nel caso in cui il testo derivi sempicemente dall'esposizione, con o senza traduzione, di documenti/memorie al solo fine di una migliore e più completa fruizione, la definizione Autore si leggerà A cura di.

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